I bambini provano emozioni intense ma spesso non sanno riconoscerle né gestirle. La scuola dell'infanzia insegna ad alfabetizzare le emozioni.
Le 6 emozioni base
Riconosciute in tutte le culture (Paul Ekman):
| Emozione | Espressione | Causa |
|---|---|---|
| Gioia | sorriso, occhi luminosi | sensazione positiva |
| Tristezza | bocca verso il basso, occhi lucidi | perdita, delusione |
| Rabbia | sopracciglia aggrottate, denti stretti | ostacolo, ingiustizia |
| Paura | occhi spalancati, corpo rigido | pericolo |
| Disgusto | naso arricciato | qualcosa di sgradevole |
| Sorpresa | occhi aperti, bocca aperta | qualcosa di imprevisto |
Lo sviluppo emotivo nei 3-6 anni
3 anni
- Forti emozioni difficili da controllare (capricci).
- Non riconosce ancora bene le proprie emozioni.
- Inizia a provare empatia: se un compagno piange, si avvicina.
4-5 anni
- Sa nominare le emozioni proprie e altrui.
- Comincia a regolarsi (a volte).
- Senso di colpa se ha fatto male a qualcuno.
6 anni
- Sa descrivere emozioni complesse: imbarazzo, orgoglio, gelosia.
- Inizia a usare strategie: contare fino a 10, parlare con un adulto.
Cosa fa la scuola dell'infanzia
Lavorare sulle emozioni
- Filastrocche e canzoni sulle emozioni.
- Storie con personaggi che provano emozioni.
- Disegno: "disegna la tua rabbia, la tua paura".
- Maschere e specchi: riconoscere le espressioni.
Insegnare a regolare
- "Quando sei arrabbiato, respira profondo".
- "Quando sei triste, parla con la maestra".
- "Quando hai paura, abbraccia il tuo peluche".
- Angolo della calma: spazio dove ritirarsi quando emozioni forti.
Modello adulto
- Le maestre mostrano come gestire le proprie emozioni.
- Esprimono le emozioni a parole: "Sono triste perché...", "Sono contenta che...".
Capricci: cosa fare
A 2-4 anni i capricci sono normali: il cervello del bambino è ancora immaturo per gestire frustrazione.
Cosa NON fare
- Punire duramente: peggiora la situazione.
- Cedere sempre: il bambino impara che il capriccio funziona.
- Sgridare in pubblico: aumenta l'imbarazzo.
Cosa fare
- Mantenere la calma.
- Aspettare: lasciare passare il momento più forte.
- Nominare l'emozione: "Capisco, sei arrabbiato perché...".
- Abbracciare (se accettato): contatto fisico calma.
- Distrarre con un'altra attività.
- Riprendere il dialogo quando il bambino è calmo.
Segnali da osservare
Se il bambino:
- Ha rabbia continua anche per piccoli motivi.
- È molto triste per giorni.
- Si fa male o fa male agli altri spesso.
- Non interagisce con compagni.
- Cambia bruscamente comportamento.
→ Parlare con maestre + pediatra. A volte serve uno psicologo.
In pratica per i genitori
- Nominare le emozioni proprie e dei bambini: "Vedo che sei contento!".
- Leggere libri sulle emozioni (es. "I colori delle emozioni" di Anna Llenas).
- Validare: non dire "non c'è motivo di piangere", ma "capisco che ti dispiace".
- Limiti chiari ma con amore.
- Modello: i bambini imparano da come voi gestite le emozioni.
I bambini emotivamente alfabetizzati saranno adulti più equilibrati e capaci di relazioni sane.