La Restaurazione è il tentativo, dopo la sconfitta di Napoleone, di riportare l'Europa alla situazione politica precedente alla Rivoluzione francese, restaurando i vecchi sovrani e i loro privilegi.
Dopo vent'anni di guerre rivoluzionarie e napoleoniche, nel 1814 le potenze vincitrici si riunirono a Vienna per ridisegnare la carta politica del continente. I sovrani europei volevano cancellare le novità portate dalla Rivoluzione e dall'epoca napoleonica, ritenute pericolose per l'ordine sociale tradizionale. Tuttavia, molte idee diffuse dai francesi, come la libertà, l'uguaglianza e l'idea di nazione, erano ormai entrate nella coscienza dei popoli. Per questo motivo la Restaurazione fu un periodo di forti tensioni tra il desiderio di tornare al passato dei governanti e le aspirazioni di cambiamento di una parte crescente della società. Capire questo conflitto è fondamentale per comprendere tutto l'Ottocento europeo, fino alle rivoluzioni del 1848 e ai processi di unificazione nazionale.
Il Congresso di Vienna e i suoi principi
Il Congresso di Vienna si aprì nel settembre 1814 e si concluse nel giugno 1815: vi parteciparono i rappresentanti di quasi tutti gli Stati europei. I protagonisti furono quattro grandi potenze vincitrici, cioè Austria, Russia, Prussia e Regno Unito, alle quali si aggiunse la Francia rappresentata dall'abile diplomatico Talleyrand. La figura più influente fu il cancelliere austriaco Klemens von Metternich, convinto sostenitore dell'ordine antico e nemico delle idee liberali. Il Congresso si fondò su tre principi precisi: la legittimità, cioè il ritorno sui troni dei sovrani che regnavano prima di Napoleone; l'equilibrio, cioè la divisione del territorio in modo che nessuno Stato fosse troppo forte; la solidarietà fra le monarchie contro ogni rivoluzione. Per realizzare questi principi i confini furono ridisegnati senza tenere conto dei desideri dei popoli: ad esempio il Regno Lombardo-Veneto fu assegnato all'Austria, mentre la Polonia fu spartita tra Russia, Prussia e Austria. Per difendere militarmente queste decisioni nacque la Santa Alleanza, voluta dallo zar Alessandro I, e la Quadruplice Alleanza, che impegnava le potenze a intervenire ovunque scoppiassero moti rivoluzionari.
L'Italia restaurata e la nascita dell'opposizione
In Italia la Restaurazione cancellò il Regno italico napoleonico e riportò la penisola alla frammentazione politica: si formarono nuovamente otto Stati, ciascuno con un proprio sovrano e proprie leggi. Il Regno di Sardegna tornò ai Savoia, il Lombardo-Veneto andò all'Austria, i ducati di Parma, Modena e Toscana furono affidati a principi legati alla casa d'Asburgo, lo Stato della Chiesa tornò al Papa e il Regno delle Due Sicilie ai Borbone. I nuovi governi abolirono le costituzioni concesse in epoca napoleonica, ripristinarono i privilegi della nobiltà e del clero, reintrodussero la censura sui giornali e sui libri e potenziarono la polizia segreta per controllare la popolazione. Tuttavia, molti italiani avevano conosciuto i codici napoleonici, la scuola pubblica e l'idea che la legge dovesse essere uguale per tutti: tornare indietro era ormai impossibile senza generare malcontento. Nacquero così le società segrete, come la Carboneria, che riunivano borghesi, intellettuali e ufficiali decisi a ottenere costituzioni e libertà. I primi moti rivoluzionari del 1820-21 e poi del 1830-31 furono repressi nel sangue dagli eserciti austriaci, ma diffusero negli animi l'idea che fosse necessario lottare per la libertà e per l'unità nazionale.
Ricorda
- La Restaurazione (1814-1815) volle riportare l'Europa alla situazione precedente alla Rivoluzione francese, basandosi sui principi di legittimità, equilibrio ed intervento contro i moti.
- In Italia furono restaurati otto Stati e si formarono società segrete come la Carboneria, che prepararono la stagione del Risorgimento.
- Esercizio attivo: sul quaderno disegna una piccola tabella con due colonne intitolate "Cosa volevano i sovrani" e "Cosa volevano i popoli", e inserisci in ciascuna almeno tre elementi studiati.