L'Unità d'Italia è il processo politico, militare e culturale che, tra il 1815 e il 1870, trasformò una penisola divisa in tanti Stati in un unico Regno. Questo cammino, chiamato Risorgimento, fu guidato da idee di libertà, indipendenza e nazione, e si compì attraverso guerre, rivoluzioni, accordi diplomatici e l'azione di personalità decisive.
Le radici del Risorgimento e i protagonisti delle idee
Dopo il Congresso di Vienna del 1815, l'Italia tornò a essere quella che il principe austriaco Metternich definì sprezzantemente una semplice "espressione geografica", cioè un territorio senza unità politica. La penisola era divisa in sette Stati principali, tra cui il Regno di Sardegna a nord-ovest, il Lombardo-Veneto sotto l'Austria, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio al centro e il Regno delle Due Sicilie nel Sud. In questo contesto di frammentazione politica, molti intellettuali, studenti e borghesi cominciarono a sognare un'Italia libera dallo straniero e governata da istituzioni moderne. Nacquero così le società segrete, come la Carboneria, che organizzarono i moti rivoluzionari del 1820-21 e del 1830-31, falliti perché isolati e mal coordinati. La svolta arrivò con Giuseppe Mazzini, che nel 1831 fondò la Giovine Italia, un movimento aperto a tutti e dedicato all'idea di una repubblica unitaria conquistata dal popolo stesso. Accanto a lui agirono pensatori moderati come Vincenzo Gioberti, che proponeva una federazione guidata dal papa, e Cesare Balbo, che vedeva nei Savoia la guida possibile dell'unificazione. Questo dibattito di idee preparò le coscienze e fornì al Risorgimento una solida base culturale, senza la quale le successive guerre non avrebbero trovato sostegno popolare.
Le guerre d'indipendenza e il completamento dell'unità
Il decennio decisivo si aprì con il 1848, quando rivoluzioni in tutta Europa spinsero il re sabaudo Carlo Alberto a concedere lo Statuto Albertino e a dichiarare guerra all'Austria, dando inizio alla Prima guerra d'indipendenza, conclusa però con la sconfitta italiana a Novara nel 1849. Il progetto unitario riprese forza grazie all'abile diplomazia di Camillo Benso conte di Cavour, primo ministro del Regno di Sardegna, che modernizzò lo Stato e ottenne l'alleanza di Napoleone III di Francia con gli accordi di Plombières del 1858. Da questa alleanza nacque la Seconda guerra d'indipendenza del 1859, con le vittorie di Magenta e Solferino, che portarono la Lombardia al Piemonte e ispirarono le insurrezioni in Toscana, Emilia e Romagna, le quali votarono l'annessione tramite plebiscito. Nel 1860 Giuseppe Garibaldi, con la celebre Spedizione dei Mille, sbarcò in Sicilia con poco più di mille volontari in camicia rossa e in pochi mesi conquistò tutto il Regno delle Due Sicilie, consegnandolo poi al re Vittorio Emanuele II nell'incontro di Teano. Un esempio concreto del clima di quel periodo è la battaglia di Calatafimi del maggio 1860, dove Garibaldi, in netta inferiorità numerica, vinse incoraggiando i suoi uomini con la frase "Qui si fa l'Italia o si muore", trascinando i contadini siciliani alla rivolta. Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d'Italia con capitale Torino, ma l'unificazione si completò solo dopo l'annessione del Veneto nel 1866 (Terza guerra d'indipendenza) e la presa di Roma il 20 settembre 1870, attraverso la celebre breccia di Porta Pia.
Ricorda
- Il Risorgimento fu un processo lungo (1815-1870) che unì idee culturali, azione politica e guerre per trasformare l'Italia divisa in un unico Regno.
- I quattro "padri" dell'Unità sono Mazzini (l'anima ideale), Cavour (la mente politica), Garibaldi (il braccio armato) e Vittorio Emanuele II (il sovrano unificatore).
- Le tappe fondamentali sono: Prima guerra d'indipendenza (1848-49), Seconda guerra d'indipendenza e Spedizione dei Mille (1859-60), proclamazione del Regno (17 marzo 1861), annessione del Veneto (1866) e presa di Roma (1870).
Piccolo esercizio attivo sul quaderno: disegna una linea del tempo orizzontale dal 1815 al 1870 e colloca su di essa, in ordine cronologico, almeno sei eventi tra quelli citati nella spiegazione, scrivendo accanto a ciascuno una frase breve che ne spieghi l'importanza per il processo unitario.