L'Unità d'Italia: come nacque il nostro Paese

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Introduzione: un'Italia che non esisteva

Sintesi: nel corso dell'Ottocento, attraverso guerre, idee e tante battaglie politiche, la penisola italiana, divisa in piccoli stati, si trasformò in un unico Regno guidato dai Savoia.

Prova a immaginare di vivere a Milano nel 1840 e di voler andare a trovare i nonni a Napoli: dovresti attraversare diversi stati, cambiare moneta più volte e mostrare il passaporto a ogni confine. L'Italia, infatti, non era ancora una nazione, ma un mosaico di territori governati da sovrani diversi, spesso stranieri. Il Lombardo-Veneto apparteneva all'Impero austriaco, il Sud era retto dai Borbone, mentre al centro si estendeva lo Stato pontificio guidato dal Papa. In questo panorama frammentato nacque, soprattutto tra giovani intellettuali e borghesi, il sogno di costruire una patria comune. Questo desiderio, alimentato da poeti, soldati e politici, prende il nome di Risorgimento e occupò più di mezzo secolo della nostra storia.

L'Italia prima dell'Unità e le idee del Risorgimento

Dopo il Congresso di Vienna del 1815, le grandi potenze europee avevano ridisegnato la penisola restaurando le antiche dinastie e cancellando le novità introdotte da Napoleone. Gli italiani si ritrovarono divisi in sette stati principali, con leggi, pesi, misure e tasse profondamente diverse tra loro. Tuttavia, le idee di libertà, uguaglianza e nazione, diffuse durante l'epoca napoleonica, continuavano a circolare nelle università, nei salotti borghesi e nelle società segrete come la Carboneria. I patrioti si riunivano di nascosto, scambiandosi messaggi cifrati e organizzando moti rivoluzionari, come quelli del 1820-21 e del 1830-31, quasi tutti repressi nel sangue. Pensa, ad esempio, a un giovane studente che leggeva di notte, alla luce di una candela, gli scritti proibiti di Giuseppe Mazzini, rischiando il carcere se fosse stato scoperto. Proprio Mazzini, con il movimento Giovine Italia, diffuse l'idea che l'Italia dovesse diventare una repubblica unitaria, libera e fondata sul consenso del popolo.

Le tre anime del Risorgimento

Non tutti i patrioti, però, avevano lo stesso progetto politico per il futuro della penisola, e questo generò un acceso dibattito durato decenni. Possiamo riconoscere tre grandi correnti di pensiero, ciascuna con un proprio leader e una propria visione della futura Italia. È utile elencarle con ordine per non confonderle:

  1. La corrente democratica di Giuseppe Mazzini, che voleva una repubblica unitaria nata da una rivoluzione popolare, fatta dal basso, senza re né nobili.
  2. La corrente neoguelfa di Vincenzo Gioberti, che proponeva una federazione di stati italiani guidata moralmente dal Papa, mantenendo le tradizioni cattoliche della penisola.
  3. La corrente liberale moderata, sostenuta dai Savoia e dal Regno di Sardegna, che puntava a unificare l'Italia sotto una monarchia costituzionale, con un re e un parlamento eletto.

Immagina queste tre proposte come tre squadre che giocano la stessa partita ma con strategie opposte: tutte vogliono vincere, cioè unire l'Italia, ma ognuna pensa di farlo a modo suo. Alla fine prevalse la terza via, anche grazie all'abilità diplomatica di un personaggio chiave, il conte di Cavour.

Le guerre d'indipendenza e l'opera di Cavour

Per realizzare il sogno dell'unità non bastavano le idee: serviva un esercito forte e alleanze internazionali capaci di sfidare l'Impero austriaco, che controllava il nord della penisola. Camillo Benso, conte di Cavour, primo ministro del Regno di Sardegna, capì che il piccolo Piemonte da solo non avrebbe mai potuto vincere e cercò amicizie potenti in Europa. Per questo motivo, nel 1855, mandò soldati piemontesi a combattere in Crimea accanto a Francia e Inghilterra, ottenendo in cambio prestigio e l'appoggio dell'imperatore francese Napoleone III. Nel 1859 scoppiò così la Seconda guerra d'indipendenza: con l'aiuto francese, il Piemonte sconfisse gli Austriaci a Magenta e Solferino, ottenendo la Lombardia. Subito dopo, attraverso plebisciti popolari, anche Toscana, Emilia e Romagna chiesero l'annessione al Regno sardo: era come quando in classe si vota a maggioranza per scegliere la meta della gita, solo che qui in gioco c'era il destino di intere regioni. Il puzzle italiano cominciava finalmente a comporsi.

La spedizione dei Mille e la proclamazione del Regno

Mentre il nord si univa sotto i Savoia, il sud della penisola era ancora governato dai Borbone, considerati da molti meridionali un governo oppressivo e arretrato. Nel maggio del 1860, un generale coraggioso e già famoso in tutto il mondo, Giuseppe Garibaldi, salpò da Quarto, vicino a Genova, con poco più di mille volontari vestiti con la celebre camicia rossa. Sbarcati a Marsala, in Sicilia, sconfissero un esercito molto più numeroso grazie all'entusiasmo dei contadini locali e a battaglie ben condotte, come quella di Calatafimi. In pochi mesi Garibaldi risalì la penisola, conquistò Napoli e consegnò i territori liberati al re Vittorio Emanuele II, durante lo storico incontro di Teano nell'ottobre 1860. Il 17 marzo 1861, finalmente, il Parlamento di Torino proclamò il Regno d'Italia, anche se mancavano ancora Venezia, ottenuta nel 1866 dopo la Terza guerra d'indipendenza, e Roma, conquistata soltanto il 20 settembre 1870 con la celebre breccia di Porta Pia.

Ricorda

Ecco i punti fondamentali da fissare bene in mente per ricostruire con sicurezza il percorso dell'Unità d'Italia:

  1. Prima del 1861 la penisola era divisa in sette stati principali, con il nord dominato dall'Austria e il sud dai Borbone.
  2. Il Risorgimento fu il movimento politico e culturale che, nell'Ottocento, lottò per unificare l'Italia in una sola nazione libera.
  3. Tre furono le principali correnti di pensiero: democratica (Mazzini), neoguelfa (Gioberti) e liberale moderata (Cavour e i Savoia).
  4. Le tre guerre d'indipendenza (1848, 1859, 1866) e la spedizione dei Mille di Garibaldi (1860) furono i momenti militari decisivi.
  5. Il Regno d'Italia fu proclamato il 17 marzo 1861, ma l'unificazione si completò con Roma capitale nel 1870.

Piccolo esercizio di verifica: prova a costruire una linea del tempo personale, scrivendo su un foglio le date 1815, 1848, 1859, 1860, 1861, 1866 e 1870, e accanto a ciascuna l'evento corrispondente; poi, senza guardare il testo, racconta a voce alta a un compagno cosa è successo in ogni tappa.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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