Tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento gli europei attraversarono oceani sconosciuti e raggiunsero terre lontane, cambiando per sempre l'idea che avevano del mondo, dell'economia e delle altre culture.
Perché si cercarono nuove rotte
Verso la fine del Medioevo l'Europa desiderava ardentemente le spezie, la seta e le pietre preziose che arrivavano dall'Oriente attraverso lunghe carovane terrestri. Queste merci passavano per molti intermediari arabi, persiani e veneziani, e a ogni passaggio il prezzo cresceva enormemente, rendendo il pepe quasi prezioso quanto l'oro. Nel 1453 i Turchi Ottomani conquistarono Costantinopoli e resero ancora più difficile e costoso il commercio lungo la via della seta, spingendo i mercanti a cercare strade alternative. Pensa al pepe nero che oggi metti tranquillamente sulla pasta: nel Quattrocento bastava un piccolo sacchetto per pagare l'affitto di una casa per un anno. Un altro esempio quotidiano riguarda la cannella, che usiamo sulle mele cotte: allora veniva venduta nelle farmacie come medicina costosissima. Per questo Portogallo e Spagna decisero di puntare sull'oceano, sperando di raggiungere l'India e le isole delle spezie senza dover trattare con nessuno.
I progressi della navigazione
I viaggi oceanici diventarono possibili grazie a una serie di invenzioni e di miglioramenti tecnici che resero le navi più sicure e i marinai più orientati. La caravella portoghese, leggera e veloce, univa le vele quadre dei nordeuropei con le vele triangolari latine, permettendo di navigare anche controvento. La bussola, arrivata dalla Cina attraverso gli Arabi, indicava sempre il nord magnetico e funzionava anche con il cielo nuvoloso, quando le stelle non si vedevano. L'astrolabio e il quadrante consentivano di misurare l'altezza del sole o della stella polare e di calcolare così la latitudine, cioè quanto si era a nord o a sud. Immagina di trovarti in una stanza buia con una torcia che indica sempre la porta: la bussola faceva la stessa cosa con il nord. Pensa anche al GPS del telefono di tua madre, che oggi mostra la posizione in pochi secondi: gli astrolabi erano i suoi antichissimi antenati, lenti e costosi ma rivoluzionari per l'epoca.
I viaggi portoghesi lungo l'Africa
Il Portogallo, piccolo regno affacciato sull'Atlantico, fu il primo a organizzare spedizioni sistematiche grazie all'impulso del principe Enrico il Navigatore, che fondò una vera scuola di cartografia a Sagres. Le caravelle portoghesi scesero lentamente lungo la costa africana, doppiando il Capo Bojador, considerato fino ad allora invalicabile per le correnti pericolose. Nel 1488 Bartolomeo Diaz raggiunse il Capo di Buona Speranza, all'estremità meridionale dell'Africa, dimostrando che era possibile girare il continente. Dieci anni dopo, nel 1498, Vasco da Gama arrivò finalmente a Calicut, in India, completando la rotta verso l'oceano Indiano. È un po' come quando provi a raggiungere il bagno di casa di un amico senza chiedere indicazioni: vai per tentativi, sbagli porta, torni indietro e poi finalmente trovi la strada giusta. Un altro paragone utile è quello di una staffetta: ogni capitano portava la torcia un po' più avanti del precedente, finché la meta non fu raggiunta.
Cristoforo Colombo e l'America
Cristoforo Colombo, navigatore genovese al servizio dei re di Spagna Isabella e Ferdinando, era convinto che la Terra fosse rotonda e che si potesse arrivare in Asia navigando verso ovest. Il 3 agosto 1492 partì da Palos con tre navi, la Niña, la Pinta e la Santa María, e il 12 ottobre toccò terra in un'isola dei Caraibi che chiamò San Salvador. Colombo era sicuro di essere arrivato nelle Indie e per questo chiamò i nativi "indiani", un nome sbagliato che però è rimasto fino a oggi. Solo più tardi il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci capì che si trattava di un continente nuovo, che venne chiamato America in suo onore. Pensa a quando confondi due gemelli alla scuola: chiami uno con il nome dell'altro perché ti sembrano uguali. Allo stesso modo Colombo confuse l'America con l'Asia perché non immaginava neppure che potesse esistere un terzo continente in mezzo all'oceano.
Magellano e il giro del mondo
Nel 1519 il portoghese Ferdinando Magellano partì al servizio della Spagna con cinque navi e circa duecentosessanta uomini, deciso a raggiungere le isole delle spezie passando dall'America. Trovò un passaggio stretto e tempestoso all'estremità meridionale del Sudamerica, ancora oggi chiamato Stretto di Magellano, e sbucò in un mare così calmo da chiamarlo Pacifico. Magellano morì nel 1521 nelle Filippine durante uno scontro con i nativi, ma il suo luogotenente Juan Sebastián Elcano riportò in Spagna una sola nave, la Victoria, nel 1522. Quella circumnavigazione dimostrò definitivamente che la Terra è una sfera e che gli oceani sono collegati tra loro. È un po' come fare il giro completo del cortile della scuola partendo dalla porta principale e tornando allo stesso punto dal lato opposto. Oggi un aereo compie lo stesso tragitto in circa due giorni, mentre Elcano impiegò quasi tre anni e tornò con appena diciotto uomini sopravvissuti su oltre duecento.
Le civiltà precolombiane e la conquista
Quando gli europei arrivarono in America trovarono grandi civiltà già perfettamente organizzate, come gli Aztechi in Messico, gli Inca lungo le Ande e i Maya nella penisola dello Yucatán. Gli Aztechi avevano costruito Tenochtitlán, una città lacustre più grande di Parigi, con templi a forma di piramide e un sofisticato sistema di canali. Gli Inca governavano un impero lunghissimo collegato da strade lastricate e ponti sospesi, senza conoscere però la ruota né il ferro. I conquistadores spagnoli Hernán Cortés e Francisco Pizarro li sconfissero in pochi anni grazie ai cavalli, alle armi da fuoco, alle alleanze con popoli nemici e soprattutto alle malattie come il vaiolo, contro cui i nativi non avevano difese. Pensa a quando in classe gira l'influenza e in pochi giorni metà degli alunni sta a casa: in America accadde qualcosa di simile, ma in modo enormemente più tragico, con interi villaggi spopolati. Un altro esempio aiuta a capire la differenza tecnologica: era come se una squadra armata di fionde affrontasse avversari con fucili automatici.
Le conseguenze economiche e culturali
Le scoperte geografiche cambiarono profondamente l'economia europea e mondiale, dando inizio a quello che gli storici chiamano lo "scambio colombiano". Dall'America arrivarono in Europa il mais, la patata, il pomodoro, il cacao, il tabacco e il peperoncino, alimenti che oggi consideriamo nostri ma che prima erano del tutto sconosciuti. In direzione opposta partirono il grano, la canna da zucchero, il cavallo, la mucca e purtroppo anche la tratta di milioni di africani ridotti in schiavitù nelle piantagioni americane. L'enorme quantità di oro e argento estratta dalle miniere del Perù e del Messico provocò in Europa una forte inflazione e arricchì soprattutto Spagna e Portogallo. Senza le scoperte non avresti mai mangiato una pizza margherita, perché il pomodoro arrivò proprio dal Messico e divenne italiano solo nel Settecento. Allo stesso modo, la cioccolata calda che bevi d'inverno deriva dal cacao che gli Aztechi consumavano come bevanda sacra amara e piccante.
Una nuova visione del mondo
Le scoperte geografiche non furono solo un'impresa di marinai coraggiosi, ma una vera rivoluzione culturale che spostò il centro del mondo. Il Mediterraneo, protagonista per millenni, perse importanza a favore dell'Atlantico e dei suoi porti come Lisbona, Siviglia, Anversa e più tardi Londra. Le città italiane come Venezia e Genova, che avevano dominato il commercio, entrarono in una lenta crisi economica da cui non si ripresero più. Allo stesso tempo nacquero i grandi imperi coloniali e si pose il problema, ancora oggi attuale, del rapporto tra culture diverse e del rispetto dei popoli più deboli. È un po' come quando in cortile cambia il gioco di moda: chi era il più bravo a calcio si trova spiazzato se all'improvviso tutti giocano a pallavolo. Pensa anche a internet, che ai tempi dei tuoi nonni non esisteva: ha cambiato la vita quotidiana proprio come le scoperte cambiarono quella delle persone del Cinquecento.
Ricorda
- Le scoperte geografiche avvengono tra il 1492 e il 1522 e nascono dal bisogno di nuove rotte commerciali verso l'Oriente.
- Furono possibili grazie a caravella, bussola, astrolabio e a carte nautiche sempre più precise.
- I protagonisti principali furono Bartolomeo Diaz, Vasco da Gama, Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano.
- Lo scambio colombiano portò in Europa cibi nuovi (patata, mais, pomodoro, cacao) ma anche tragedie come la conquista delle civiltà precolombiane e la tratta degli schiavi.
- Il centro economico si spostò dal Mediterraneo all'Atlantico, dando inizio all'età moderna.
Piccolo esercizio di verifica: prendi il quaderno e disegna una tabella con due colonne, una intitolata "Prima delle scoperte" e l'altra "Dopo le scoperte". Inserisci in ciascuna colonna almeno cinque elementi (cibi, città importanti, rotte commerciali, conoscenze geografiche, mezzi di trasporto) confrontando come cambiò il mondo tra Quattrocento e Cinquecento, poi scrivi sotto una frase di commento personale su quale cambiamento ti sembra più sorprendente e perché.