Le scoperte geografiche
Tra il 1400 e il 1500 gli europei esplorarono nuovi mari e continenti.
Le cause delle esplorazioni
Nel Quattrocento gli europei cercavano nuove vie commerciali verso l'Oriente. Le spezie e la seta arrivavano dall'Asia attraverso lunghi viaggi terrestri. I turchi avevano conquistato Costantinopoli nel 1453, bloccando le rotte tradizionali. Serviva quindi una strada nuova, possibilmente via mare.
Le innovazioni tecniche
Per affrontare l'oceano servivano strumenti precisi e navi robuste. La caravella era una nave veloce, leggera e adatta ai viaggi lunghi. La bussola indicava sempre il Nord magnetico, anche senza vedere le stelle. L'astrolabio permetteva di calcolare la posizione osservando il sole.
I portoghesi e la rotta africana
Il Portogallo fu il primo regno a lanciarsi nell'esplorazione atlantica. I navigatori portoghesi costeggiarono l'Africa cercando una via per l'India. Nel 1488 Bartolomeo Diaz raggiunse il Capo di Buona Speranza. Nel 1498 Vasco da Gama arrivò finalmente in India circumnavigando l'Africa.
Cristoforo Colombo e il Nuovo Mondo
Colombo era un navigatore genovese convinto che la Terra fosse rotonda. Pensava di raggiungere l'Asia navigando verso ovest attraverso l'Atlantico. La regina Isabella di Castiglia finanziò la sua spedizione nel 1492. Colombo sbarcò su un'isola dei Caraibi credendo di essere arrivato in India.
Le tappe del viaggio di Colombo
- Partenza dal porto di Palos il 3 agosto 1492.
- Sosta alle isole Canarie per rifornimenti e riparazioni.
- Lunga traversata dell'oceano con tre caravelle.
- Sbarco sull'isola di Guanahaní il 12 ottobre 1492.
Le conseguenze delle scoperte
Le esplorazioni cambiarono per sempre la storia mondiale e l'economia europea. Arrivarono nuovi prodotti come patate, pomodori, mais, cacao e tabacco. Nacquero grandi imperi coloniali spagnoli e portoghesi nelle Americhe. Le popolazioni indigene subirono però sfruttamento, malattie e gravi violenze.