Carlo V d'Asburgo regnò su un impero immenso nel Cinquecento, affrontando le guerre con la Francia, l'avanzata dei Turchi e la frattura religiosa provocata dalla Riforma protestante.
Nel 1516 un giovane principe di soli sedici anni, nato a Gand nelle Fiandre, salì al trono di Spagna con il nome di Carlo I. Tre anni dopo, alla morte del nonno Massimiliano, fu eletto imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Carlo V. Grazie a una serie di matrimoni e di eredità familiari, egli si trovò a governare un territorio così vasto che, secondo una celebre espressione, su di esso non tramontava mai il sole. Il suo dominio comprendeva la Spagna, i Paesi Bassi, il regno di Napoli, la Sicilia, la Sardegna, l'Austria, la Germania e gli sterminati possedimenti coloniali nelle Americhe. Governare un impero così esteso, però, si rivelò un'impresa molto difficile, perché Carlo dovette muoversi continuamente tra paesi diversi per lingua, cultura e interessi.
Le guerre e i grandi nemici dell'impero
Il sogno di Carlo V era quello di costruire una monarchia universale cristiana, capace di unire l'Europa sotto un solo sovrano e una sola fede. Questo progetto, però, lo trascinò in lunghissimi conflitti contro il re di Francia Francesco I, preoccupato di essere accerchiato dai domini asburgici che circondavano il suo regno da nord, da sud e da est. Le guerre tra i due sovrani si combatterono soprattutto in Italia, trasformando la nostra penisola in un grande campo di battaglia: a Pavia, nel 1525, l'esercito francese fu sconfitto e lo stesso Francesco I venne fatto prigioniero. Sul fronte orientale, intanto, l'impero ottomano del sultano Solimano il Magnifico premeva con forza, conquistando Belgrado, l'Ungheria e arrivando ad assediare Vienna nel 1529. Per fermare l'avanzata turca, Carlo dovette impegnare enormi risorse militari e finanziarie, tra cui le ricchezze che arrivavano dalle miniere d'argento delle Americhe. Nonostante alcune vittorie importanti, come la conquista di Tunisi nel 1535, l'imperatore non riuscì mai a sconfiggere definitivamente né i francesi né gli ottomani.
La Riforma protestante e l'abdicazione
Mentre combatteva su più fronti, Carlo V dovette affrontare anche una crisi religiosa che stava spaccando la Germania: la Riforma protestante avviata da Martin Lutero nel 1517. Molti principi tedeschi avevano abbracciato le idee luterane, in parte per convinzione religiosa, in parte per liberarsi dall'autorità imperiale e impossessarsi dei beni della Chiesa. L'imperatore tentò più volte di ricomporre l'unità religiosa, convocando dispute e appoggiando il Concilio di Trento, ma i tentativi di riconciliazione fallirono. Nel 1555 fu costretto a firmare la pace di Augusta, che stabiliva il principio per cui in ogni stato tedesco la religione dei sudditi doveva essere quella scelta dal principe locale. Questa pace segnò la sconfitta del sogno di un'Europa unita nella stessa fede e mostrò a Carlo i limiti del suo potere. Stanco, malato di gotta e deluso, l'anno successivo decise di abdicare: lasciò la Spagna e le colonie al figlio Filippo II e l'impero al fratello Ferdinando, ritirandosi infine in un monastero in Estremadura.
Ricorda
- Carlo V regnò dal 1516 al 1556 su un impero immenso, comprendente Spagna, Paesi Bassi, territori italiani, Germania e Americhe.
- I suoi nemici principali furono la Francia di Francesco I, gli ottomani di Solimano il Magnifico e i principi protestanti tedeschi.
- La pace di Augusta del 1555 sancì la divisione religiosa della Germania e portò Carlo all'abdicazione l'anno seguente.
Piccolo esercizio sul quaderno: disegna una linea del tempo dal 1516 al 1556 e colloca su di essa, in ordine cronologico, questi quattro eventi: salita al trono di Spagna, battaglia di Pavia, assedio di Vienna, pace di Augusta. Accanto a ciascun evento scrivi una frase di non più di venti parole che ne spieghi l'importanza.