L'assolutismo

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 2ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Che cos'è l'assolutismo

L'assolutismo è una forma di governo dove il sovrano detiene tutti i poteri dello Stato.

Nel Seicento molti regni europei adottarono questo sistema politico. Il re decideva da solo, senza condividere le scelte con altri. Non esistevano parlamenti capaci di limitare la sua volontà. Il monarca era considerato il rappresentante di Dio sulla terra.

Le caratteristiche principali

Il sovrano assoluto concentrava nelle sue mani diversi poteri fondamentali. Controllava l'esercito, le tasse, le leggi e la giustizia. La nobiltà perdeva autonomia e diventava dipendente dalla corte reale. Anche la Chiesa veniva spesso subordinata agli interessi dello Stato.

Per governare bene, il re aveva bisogno di strumenti efficaci. Nasceva una burocrazia moderna, composta da funzionari fedeli al sovrano. Venivano creati eserciti permanenti, pagati direttamente dallo Stato. Le tasse aumentavano per sostenere guerre e spese di corte.

La teoria del diritto divino

Gli assolutisti giustificavano il loro potere con argomenti religiosi. Secondo questa teoria, il re riceveva l'autorità direttamente da Dio. Disobbedire al sovrano significava quindi disobbedire alla volontà divina. Il vescovo francese Bossuet fu un grande sostenitore di questa idea.

L'esempio di Luigi XIV in Francia

Luigi XIV, detto il Re Sole, è il modello dell'assolutismo europeo. Regnò in Francia dal 1643 al 1715, per oltre settant'anni. A lui viene attribuita la celebre frase: «Lo Stato sono io». Costruì la splendida reggia di Versailles per controllare la nobiltà.

A Versailles i nobili vivevano vicino al re e partecipavano a feste continue. In questo modo perdevano il legame con i loro territori di origine. Luigi XIV nominò ministri capaci, come Colbert per l'economia. Favorì le manifatture, il commercio e una politica economica chiamata mercantilismo.

Altri sovrani assoluti in Europa

L'assolutismo si diffuse in molti paesi, con forme diverse. In Spagna regnarono Filippo II e i suoi successori della dinastia degli Asburgo. In Russia lo zar Pietro il Grande modernizzò lo Stato con metodi autoritari. In Prussia Federico Guglielmo I rafforzò esercito e amministrazione centrale.

I limiti dell'assolutismo

Non tutti i paesi europei accettarono il modello assolutista. In Inghilterra, il Parlamento limitò il potere del re con due rivoluzioni. Nel 1689 il Bill of Rights stabilì diritti fondamentali per i sudditi. Nasceva così una monarchia costituzionale, molto diversa da quella francese.

Perché è importante studiarlo

L'assolutismo segna una tappa fondamentale nella storia dello Stato moderno. Introduce idee di centralizzazione, burocrazia e amministrazione razionale. Proprio contro questo sistema nasceranno le idee illuministe del Settecento. Da quelle critiche nasceranno le rivoluzioni americana e francese.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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