MCD e mcm: i due numeri amici di tutti i multipli e divisori

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 1ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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In questa lezione scoprirai due numeri speciali che si nascondono dentro ogni coppia di numeri naturali: il Massimo Comune Divisore (MCD) e il minimo comune multiplo (mcm). Imparerai a calcolarli, a distinguerli e a usarli per risolvere problemi quotidiani.

Un tuffo nei divisori e nei multipli

Prima di parlare di MCD e mcm dobbiamo ricordare bene cosa sono i divisori e i multipli di un numero. Un divisore di un numero è un numero che lo divide senza lasciare resto, mentre un multiplo si ottiene moltiplicando quel numero per un altro numero naturale. Per esempio, i divisori di 12 sono 1, 2, 3, 4, 6 e 12, perché ciascuno di essi divide 12 in parti uguali. I multipli di 4, invece, sono 4, 8, 12, 16, 20 e così via, e formano una lista infinita che cresce di gradino in gradino. Pensiamo a una situazione concreta: se hai 18 caramelle e vuoi metterle in sacchetti uguali, puoi farlo solo scegliendo un numero di sacchetti che sia un divisore di 18, cioè 1, 2, 3, 6, 9 o 18. Allo stesso modo, se prendi l'autobus che parte ogni 15 minuti, gli orari delle partenze sono tutti multipli di 15: 15, 30, 45, 60 minuti dopo l'inizio del servizio.

Il Massimo Comune Divisore: che cos'è davvero

Il Massimo Comune Divisore di due o più numeri è il più grande tra i numeri che dividono contemporaneamente tutti quei numeri senza lasciare resto. Si indica con la sigla MCD seguita dai numeri tra parentesi, per esempio MCD(20, 30) = 10. La parola "massimo" ci ricorda che cerchiamo il più grande possibile, mentre "comune" significa che deve andare bene per tutti i numeri considerati. Immagina di avere 12 mele e 18 pere e di voler preparare cestini tutti uguali, senza che frutta avanzi: il numero massimo di cestini che puoi fare è proprio MCD(12, 18) = 6, perché ogni cestino conterrà 2 mele e 3 pere. Un altro esempio quotidiano: hai due nastri lunghi 24 cm e 36 cm e vuoi tagliarli in pezzi uguali più lunghi possibili senza sprechi; la lunghezza giusta è MCD(24, 36) = 12 cm. Capire bene questo concetto ti permette di affrontare con sicurezza tutti i problemi di distribuzione in parti uguali.

Come si calcola il MCD passo dopo passo

Il metodo più sicuro per calcolare il MCD si basa sulla scomposizione in fattori primi, perché ogni numero naturale maggiore di 1 si può scrivere in modo unico come prodotto di numeri primi. Il procedimento da seguire è chiaro e ordinato:

  1. Scomponi in fattori primi ciascun numero, fermandoti quando ottieni solo numeri primi.
  2. Individua i fattori primi comuni a tutte le scomposizioni, cioè quelli che compaiono in entrambe.
  3. Prendi ogni fattore comune con il suo esponente più piccolo tra quelli trovati.
  4. Moltiplica tra loro i fattori scelti e ottieni il MCD cercato.

Vediamo il calcolo di MCD(60, 84): scomponendo otteniamo $60 = 2^2 \cdot 3 \cdot 5$ e $84 = 2^2 \cdot 3 \cdot 7$. I fattori comuni sono 2 e 3, con esponenti minimi $2^2$ e $3^1$, quindi MCD(60, 84) = $4 \cdot 3 = 12$. Allo stesso modo per MCD(45, 75) ottieni $45 = 3^2 \cdot 5$ e $75 = 3 \cdot 5^2$, i fattori comuni sono 3 e 5 con esponenti minimi $3^1$ e $5^1$, dunque MCD(45, 75) = 15. Con un po' di pratica questo metodo diventa rapidissimo.

Il minimo comune multiplo: a cosa serve

Il minimo comune multiplo di due o più numeri è il più piccolo numero, diverso da zero, che è multiplo di tutti quei numeri contemporaneamente. Si scrive con la sigla mcm seguita dai numeri tra parentesi, per esempio mcm(4, 6) = 12. L'aggettivo "minimo" ci dice che cerchiamo il più piccolo possibile, escludendo lo zero che sarebbe sempre multiplo di tutto e renderebbe inutile la ricerca. Pensa a una situazione di tutti i giorni: in palestra, due squadre si allenano una ogni 6 giorni e l'altra ogni 8 giorni; se oggi si allenano insieme, torneranno a coincidere dopo mcm(6, 8) = 24 giorni. Un altro caso: un faro lampeggia ogni 10 secondi e un altro ogni 15 secondi, e i due lampeggi coincidono ogni mcm(10, 15) = 30 secondi. Riconoscere i problemi di sincronizzazione ti aiuterà a scegliere subito il mcm come strumento giusto.

Come si calcola il mcm passo dopo passo

Anche per il mcm il metodo basato sulla scomposizione in fattori primi è il più affidabile e ti dà sempre il risultato corretto. Il procedimento è simile a quello del MCD ma con una differenza importante:

  1. Scomponi in fattori primi ciascun numero coinvolto.
  2. Individua tutti i fattori primi, sia comuni che non comuni, presenti nelle scomposizioni.
  3. Prendi ogni fattore con il suo esponente più grande tra quelli trovati.
  4. Moltiplica tra loro i fattori scelti e ottieni il mcm.

Proviamo con mcm(12, 18): otteniamo $12 = 2^2 \cdot 3$ e $18 = 2 \cdot 3^2$; i fattori da considerare sono 2 e 3 con esponenti massimi $2^2$ e $3^2$, dunque mcm(12, 18) = $4 \cdot 9 = 36$. Calcoliamo anche mcm(15, 20): $15 = 3 \cdot 5$ e $20 = 2^2 \cdot 5$; i fattori sono 2, 3 e 5 con esponenti massimi $2^2$, $3^1$ e $5^1$, perciò mcm(15, 20) = $4 \cdot 3 \cdot 5 = 60$. Nota che il mcm di due numeri non è mai più piccolo del più grande dei due, una proprietà utilissima per controllare i tuoi risultati.

Casi particolari da non dimenticare

Ci sono alcune situazioni speciali che vale la pena conoscere bene perché compaiono spesso negli esercizi e nei problemi. Quando un numero è divisore dell'altro, come accade per 6 e 18, allora MCD(6, 18) = 6 cioè il più piccolo dei due, e mcm(6, 18) = 18 cioè il più grande dei due. Quando invece due numeri non hanno divisori comuni diversi da 1, si dicono primi tra loro: per esempio MCD(8, 15) = 1 e mcm(8, 15) = 120, cioè proprio il loro prodotto. Anche due numeri primi diversi sono sempre primi tra loro: MCD(7, 11) = 1 e mcm(7, 11) = 77. Esiste poi una relazione preziosa che lega i due valori: per ogni coppia di numeri vale $\text{MCD}(a, b) \cdot \text{mcm}(a, b) = a \cdot b$. Ad esempio, MCD(12, 18) · mcm(12, 18) = $6 \cdot 36 = 216$ che è proprio $12 \cdot 18$. Questa formula ti permette di calcolare uno dei due valori conoscendo l'altro.

Quando uso MCD e quando uso mcm

La difficoltà più grande non è calcolare MCD e mcm, ma capire quale dei due serve in un determinato problema, quindi conviene fissare bene la differenza. Si usa il MCD ogni volta che bisogna dividere o spezzare qualcosa in parti uguali più grandi possibili: gruppi di persone, cestini di frutta, pezzi di stoffa, mazzi di fiori. Si usa il mcm ogni volta che si cerca un momento o una quantità comune più piccola possibile: incontri di eventi periodici, denominatori di frazioni, lunghezze in cui due righelli coincidono. Per esempio, se ho 24 quaderni rossi e 36 quaderni blu da distribuire in scatole tutte uguali, uso il MCD per trovare il numero massimo di scatole. Se invece due amici vanno in piscina uno ogni 4 giorni e l'altro ogni 6, e voglio sapere quando si ritrovano, uso il mcm. Allenare questa scelta è la competenza più importante del capitolo.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: scomponi in fattori primi i numeri 36 e 48, poi calcola sia MCD(36, 48) sia mcm(36, 48). Infine moltiplica i due risultati e verifica che il prodotto sia uguale a $36 \cdot 48 = 1728$. Se il controllo torna, hai capito davvero il legame fondamentale tra MCD e mcm.

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