I complementi sono parti della frase che completano il significato del verbo e degli altri elementi, rispondendo a domande precise come chi?, che cosa?, dove?, quando?, come?, perché?.
Quando analizziamo una frase, ci accorgiamo che il soggetto e il predicato spesso non bastano a comunicare un pensiero completo e chiaro. Servono altre informazioni che precisino, arricchiscano e specifichino ciò che il verbo esprime: queste informazioni si chiamano complementi. Ogni complemento risponde a una domanda specifica e si collega a un elemento della frase tramite una preposizione oppure direttamente, senza alcuna parola di collegamento. Imparare a riconoscerli aiuta a comprendere meglio i testi che leggiamo e a costruire frasi più ricche e precise quando scriviamo. L'analisi logica, che studia proprio questi elementi, è uno strumento fondamentale per padroneggiare la lingua italiana.
Il complemento oggetto e i complementi indiretti
Il complemento oggetto è il più importante dei complementi diretti, perché si unisce al verbo senza preposizioni e indica la persona, l'animale o la cosa su cui ricade l'azione. Risponde alle domande chi? oppure che cosa? e si trova solo con i verbi cosiddetti transitivi, cioè quei verbi che possono trasferire l'azione su qualcosa o qualcuno. Nella frase «Marco legge un romanzo avvincente», il gruppo «un romanzo avvincente» è complemento oggetto perché risponde alla domanda «che cosa legge Marco?». Tutti gli altri complementi sono detti indiretti, perché si collegano al resto della frase attraverso una preposizione, semplice o articolata. Riconoscere il complemento oggetto è fondamentale, perché distinguerlo dal soggetto e dagli altri complementi è il primo passo dell'analisi logica.
I principali complementi indiretti
I complementi indiretti sono molti e ciascuno aggiunge una particolare sfumatura di significato alla frase, rendendola più precisa e informativa. Il complemento di specificazione, introdotto dalla preposizione di, indica a chi o a che cosa appartiene qualcosa e risponde alla domanda di chi? di che cosa?, come in «il quaderno di Luisa». Il complemento di termine, introdotto da a, indica la persona o la cosa verso cui si dirige l'azione e risponde alle domande a chi? a che cosa?. I complementi di luogo si dividono in stato in luogo (dove si è?), moto a luogo (dove si va?), moto da luogo (da dove si viene?) e moto per luogo (per dove si passa?). Il complemento di tempo distingue il tempo determinato (quando?) da quello continuato (per quanto tempo?), mentre quelli di modo, mezzo, causa, compagnia e fine arricchiscono la frase precisando rispettivamente come, con che cosa, perché, con chi e per quale scopo si compie un'azione.
Ricorda
- Il complemento oggetto è diretto e non vuole preposizioni, mentre i complementi indiretti sono sempre introdotti da una preposizione semplice o articolata.
- Per riconoscere ogni complemento è indispensabile porre la domanda giusta al verbo: chi?, che cosa?, dove?, quando?, come?, perché?, di chi?, a chi?
- Esercizio da svolgere sul quaderno: scrivi tre frasi a tua scelta che contengano almeno un complemento oggetto, un complemento di luogo e un complemento di tempo; poi sottolinea ciascun complemento con un colore diverso e indica a fianco il suo nome.