Introduzione: un testo dentro un altro testo
Riassumere significa raccontare un testo lungo con poche parole, conservando solo ciò che è davvero importante e lasciando da parte i dettagli secondari.
Immagina di tornare a casa dopo aver visto un film di due ore e di doverlo raccontare a un amico in pochi minuti. Non gli descriverai ogni inquadratura, ogni dialogo o il colore della giacca del protagonista, ma sceglierai solo gli eventi che fanno procedere la storia. Ecco, il riassunto funziona esattamente così: è la versione breve di un testo più lungo, costruita scegliendo con cura ciò che resta e ciò che si elimina. È un esercizio che useremo per tutta la vita, anche quando racconteremo una giornata di scuola ai nostri genitori o spiegheremo a un compagno una pagina di storia. Imparare a riassumere bene significa imparare a capire i testi a fondo, perché non si può accorciare ciò che non si è compreso.
Che cos'è un riassunto e a che cosa serve
Il riassunto è un testo nuovo, più breve dell'originale, che ne conserva le informazioni essenziali, l'ordine logico e il significato complessivo. Non è una copia accorciata né un semplice elenco di frasi prese qua e là: è una riscrittura che mantiene il senso del testo di partenza ma usa parole, in parte, diverse. Serve a memorizzare meglio ciò che si studia, perché per riassumere devi prima capire; serve a comunicare in fretta il contenuto di un libro, di un articolo, di una lezione; serve, infine, ad allenare la mente a distinguere ciò che conta da ciò che è accessorio. Ad esempio, quando ti chiedono a casa che cosa hai fatto a scuola e tu rispondi citando le materie principali e gli avvenimenti più importanti, stai facendo un piccolo riassunto orale. Allo stesso modo, quando sul retro di un libro leggi poche righe che ti spiegano la trama, davanti ai tuoi occhi c'è un riassunto pensato per invogliarti alla lettura.
Le regole d'oro del buon riassunto
Per scrivere un riassunto efficace bisogna rispettare alcune regole fondamentali che valgono sempre, qualunque sia il testo di partenza. La prima regola è la fedeltà: non si possono aggiungere informazioni, opinioni personali o eventi inventati che nel testo originale non ci sono. La seconda regola è l'oggettività: chi riassume scompare dietro il testo, non scrive «secondo me» né esprime giudizi, ma riferisce ciò che l'autore ha detto. La terza regola è la chiarezza: il riassunto deve essere comprensibile anche a chi non ha mai letto il testo originale, quindi non può dare per scontati personaggi o luoghi senza presentarli almeno brevemente. La quarta regola riguarda i tempi verbali e la persona: di solito si sceglie il presente indicativo o il passato remoto e si usa sempre la terza persona singolare o plurale, anche se nel testo originale parla un «io» narrante. Ad esempio, se la favola comincia con «Io, lupo affamato, vidi una pecora», nel riassunto scriverai «Un lupo affamato vede una pecora», trasformando l'«io» in «lupo».
Le fasi del lavoro: prima di scrivere
Un buon riassunto nasce molto prima del momento in cui prendi in mano la penna; nasce dalla lettura attenta del testo di partenza. Le fasi preparatorie si possono riassumere in pochi passaggi ordinati che è bene rispettare sempre.
- Leggi il testo una prima volta tutto di seguito, senza fermarti, per coglierne il senso generale e l'atmosfera.
- Rileggi il testo una seconda volta con la matita in mano, sottolineando le parole o le frasi che ti sembrano più importanti.
- Dividi il testo in sequenze, cioè in piccoli blocchi che raccontano un fatto, una situazione o un'idea compiuta, e numerali.
- Scrivi accanto a ogni sequenza un titoletto che ne riassuma il contenuto in poche parole, come fosse un sottotitolo di giornale.
- Trasforma la lista dei titoletti in una scaletta ordinata, che sarà la guida per la stesura definitiva del tuo riassunto.
Per esempio, se devi riassumere il racconto «Cappuccetto Rosso», le sequenze saranno la partenza dalla casa, l'incontro con il lupo nel bosco, l'arrivo a casa della nonna, l'inganno del lupo travestito, l'intervento del cacciatore. Ognuna di queste sequenze diventerà, nel riassunto finale, una o due frasi essenziali.
Che cosa eliminare e che cosa tenere
Saper riassumere significa, soprattutto, saper scegliere: ogni parola che togli deve essere una parola di troppo, ogni parola che lasci deve essere insostituibile. Si eliminano le descrizioni minute (il colore dei capelli di un personaggio secondario, l'arredamento di una stanza), le ripetizioni, i discorsi diretti molto lunghi, gli aggettivi e gli avverbi non necessari, gli esempi e i particolari che non incidono sullo sviluppo della vicenda. Si conservano, invece, i personaggi principali con il loro ruolo, i luoghi e i tempi in cui si svolge l'azione, gli eventi che fanno cambiare la situazione e le conseguenze di tali eventi. Un trucco utile è chiederti, davanti a ogni frase del testo originale: «Se la togliessi, la storia cambierebbe?». Se la risposta è no, quella frase è un dettaglio che puoi sacrificare; se la risposta è sì, allora è un'informazione essenziale che deve trovare posto nel tuo riassunto. Per esempio, in una pagina di avventura puoi tagliare la descrizione del tramonto sul mare, ma non puoi tagliare il fatto che il protagonista trova una mappa nascosta nella sabbia.
I discorsi diretti e i dialoghi
Uno degli ostacoli più frequenti, soprattutto nei testi narrativi, è la gestione dei discorsi diretti, cioè delle frasi pronunciate dai personaggi e racchiuse tra virgolette. Nel riassunto, di norma, i discorsi diretti vengono trasformati in discorsi indiretti, perché occupano meno spazio e si integrano meglio nel racconto. La trasformazione richiede di cambiare le persone verbali, i tempi e spesso anche gli avverbi di tempo e di luogo. Se nel testo trovi: «Marco esclamò: "Domani partirò per la montagna!"», nel riassunto scriverai semplicemente: «Marco annunciò che il giorno seguente sarebbe partito per la montagna». In questo modo conservi l'informazione importante (la partenza annunciata di Marco) ma riduci notevolmente il numero di parole e mantieni un tono uniforme. Solo in rarissimi casi, quando una battuta è davvero memorabile o cambia il senso della storia, può valere la pena lasciarla in forma diretta, ma è un'eccezione e non la regola.
Come collegare le idee: i connettivi
Un riassunto ben costruito non è una sequenza di frasi staccate, una accanto all'altra come perline scollegate, ma un testo fluido in cui ogni frase si lega alla successiva. Per ottenere questo effetto si usano i connettivi, cioè quelle piccole parole o espressioni che indicano i rapporti logici e temporali tra le frasi. Tra i più utili ci sono i connettivi di tempo (prima, poi, dopo, infine, mentre, all'improvviso), quelli di causa ed effetto (perciò, quindi, perché, infatti, di conseguenza), quelli di opposizione (ma, però, tuttavia, invece) e quelli di aggiunta (inoltre, anche, oltre a). Ad esempio, invece di scrivere «Il protagonista esce di casa. Incontra un amico. Va al parco», puoi scrivere «Il protagonista esce di casa e, mentre cammina, incontra un amico con cui decide di andare al parco». Il senso non cambia, ma il testo diventa molto più scorrevole, ordinato e gradevole da leggere, oltre che più adatto al livello della scuola secondaria.
Gli errori più comuni (e come evitarli)
Quando si comincia a riassumere si cade quasi sempre in alcuni errori ricorrenti, che però si possono prevenire conoscendoli in anticipo. Il primo errore è il riassunto-fotocopia: lo studente non capisce davvero il testo e si limita a ricopiare le frasi originali tagliando qualche parola qua e là, ottenendo un testo zoppicante e poco personale. Il secondo errore è il riassunto-elenco: si scrive una frase per ogni paragrafo, senza collegamenti, ottenendo un testo a scatti che assomiglia più a una lista della spesa che a una narrazione. Il terzo errore è il riassunto-commento: lo studente aggiunge opinioni personali del tipo «secondo me il protagonista è coraggioso», tradendo così l'oggettività richiesta. Il quarto errore è il riassunto-doppione, che mantiene i discorsi diretti e tutte le descrizioni e finisce per essere lungo quanto l'originale. Per evitare questi inciampi basta seguire la scaletta preparata, rileggere il proprio testo immaginando di non aver mai letto l'originale e, se possibile, farlo leggere a un compagno per verificare che si capisca.
Ricorda
Ecco i punti chiave da fissare bene in mente prima di mettersi al lavoro su un qualunque riassunto.
- Il riassunto è un testo più breve dell'originale che ne conserva senso, ordine e informazioni essenziali.
- Si scrive sempre in terza persona e con un tempo verbale uniforme, di solito il presente o il passato remoto.
- Prima di scrivere bisogna leggere, sottolineare, dividere in sequenze e fare la scaletta.
- Si eliminano descrizioni, ripetizioni, esempi e dialoghi lunghi; si conservano personaggi, fatti e conseguenze.
- I discorsi diretti si trasformano in indiretti e le frasi si collegano con connettivi adeguati.
- Chi riassume è invisibile: niente opinioni personali, niente aggiunte, solo fedeltà al testo originale.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: scegli una favola che conosci a memoria, come «I tre porcellini» o «La cicala e la formica», dividila a mente in quattro o cinque sequenze e scrivi accanto a ciascuna un titoletto di non più di cinque parole. Poi, usando soltanto quei titoletti, scrivi sul quaderno un riassunto di sei righe della favola, ricordandoti di usare la terza persona, di evitare i discorsi diretti e di collegare le frasi con almeno tre connettivi diversi.