L'Europa è un continente piuttosto piccolo, ma ospita più di settecento milioni di persone, distribuite in modo molto disuguale tra città affollate, pianure fertili e zone montuose semi-deserte.
Quanti siamo e dove viviamo
La popolazione europea conta oggi circa 743 milioni di abitanti, una cifra che fa dell'Europa il terzo continente più popoloso del mondo, dopo Asia e Africa. Pur essendo numerosa, questa popolazione vive su un territorio relativamente ridotto, e questo determina una densità media piuttosto alta, circa 73 abitanti per chilometro quadrato. La distribuzione, però, non è affatto uniforme: alcune zone sono molto affollate, mentre altre risultano quasi vuote. Pensa, per esempio, all'enorme area urbana di Parigi, dove vivono oltre dieci milioni di persone concentrate in poche centinaia di chilometri quadrati. Al contrario, esistono regioni come la Lapponia, nel nord della Finlandia, dove in vasti territori innevati si incontrano pochissimi abitanti per chilometro quadrato. Queste differenze dipendono dal clima, dalla presenza di pianure coltivabili, di fiumi e di vie di comunicazione storiche.
Le aree più affollate e quelle vuote
Le regioni europee più densamente popolate formano una vera e propria fascia centrale, chiamata talvolta dorsale europea, che si estende dall'Inghilterra meridionale fino all'Italia settentrionale, passando per il Belgio, i Paesi Bassi, la Germania occidentale e la Svizzera. In quest'area si concentrano grandi città industriali, porti importanti e nodi ferroviari che hanno attirato lavoratori per secoli. Anche la Pianura Padana, in Italia, è una delle zone con la più alta densità del continente, grazie ai terreni fertili e alle numerose attività produttive. Al contrario, le terre alte della Scandinavia, l'interno della Penisola Iberica e le regioni artiche russe sono pochissimo abitate per via del clima rigido o della scarsità di acqua e di terreni coltivabili. Anche le aree montuose, come le Alpi più elevate o i Carpazi, presentano una densità molto bassa. Si può dire che, in Europa, la geografia fisica continua a influenzare profondamente la geografia umana.
Una popolazione che invecchia
Uno degli aspetti più caratteristici dell'Europa di oggi è il suo progressivo invecchiamento demografico, un fenomeno che riguarda quasi tutti i Paesi del continente. Il tasso di natalità, cioè il numero di nascite ogni mille abitanti, è sceso a livelli molto bassi: in Italia, per esempio, si registrano circa sette neonati ogni mille persone all'anno. Allo stesso tempo, grazie ai progressi della medicina, dell'alimentazione e dell'assistenza sanitaria, la speranza di vita è cresciuta moltissimo e oggi supera gli ottantadue anni nella media europea. Il risultato è che le persone anziane sono sempre più numerose rispetto ai giovani, con conseguenze importanti sulla scuola, sul mondo del lavoro e sui sistemi pensionistici. In una città come Genova, ad esempio, quasi una persona su tre ha più di sessantacinque anni. Questo squilibrio spinge molti Paesi a cercare nuove politiche per sostenere le famiglie e incoraggiare la natalità.
Le lingue e le religioni del continente
L'Europa è un mosaico straordinario di lingue e di tradizioni religiose, frutto di una storia lunghissima e di continui scambi tra popoli. La maggior parte degli europei parla una lingua appartenente a tre grandi famiglie linguistiche: le lingue romanze, come l'italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese e il rumeno, derivate dal latino; le lingue germaniche, come il tedesco, l'inglese, l'olandese e le lingue scandinave; e le lingue slave, come il russo, il polacco, il ceco e il bulgaro. Esistono anche lingue isolate o particolari, come il basco, parlato in una piccola regione tra Spagna e Francia, oppure il finlandese e l'ungherese, che appartengono al ceppo ugro-finnico. Per quanto riguarda le religioni, la maggioranza degli europei si dichiara cristiana, divisa fra cattolici, protestanti e ortodossi a seconda delle aree geografiche. Sono presenti anche minoranze musulmane, soprattutto nei Balcani e tra le comunità di origine immigrata, e una piccola ma storica presenza ebraica. Pensa che a Bruxelles, capitale del Belgio, si possono ascoltare ogni giorno decine di lingue diverse parlate per strada.
I flussi migratori
La popolazione europea è cambiata molto negli ultimi decenni grazie ai movimenti migratori, sia interni al continente sia provenienti dall'esterno. Fino agli anni Sessanta, molti europei lasciavano i loro Paesi per cercare lavoro altrove: gli italiani, per esempio, emigravano in Germania, in Belgio o oltreoceano verso le Americhe. Oggi la situazione si è ribaltata e l'Europa è diventata una grande meta di immigrazione, soprattutto dall'Africa, dal Medio Oriente e dall'Asia. Le persone arrivano per ragioni diverse: cercare lavoro, ricongiungersi con la famiglia, studiare oppure fuggire da guerre e persecuzioni. Esistono anche importanti spostamenti interni all'Unione Europea, resi possibili dalla libera circolazione: un giovane portoghese può andare a lavorare in Germania senza bisogno di visto. Questi flussi rendono le società europee sempre più variegate, con quartieri e scuole in cui convivono ragazzi di molte origini, come accade in molte città italiane.
Città e campagne
La popolazione europea è oggi prevalentemente urbana: circa tre persone su quattro vivono in città o in aree fortemente urbanizzate. Le metropoli più grandi del continente sono Mosca, Londra, Parigi e Madrid, ognuna con milioni di abitanti e con una rete fittissima di trasporti, servizi e attività economiche. Accanto a queste megalopoli esistono moltissime città medie e piccole, che spesso conservano un centro storico antico e un forte legame con le tradizioni locali. Le campagne, al contrario, hanno visto negli ultimi decenni una progressiva diminuzione della popolazione, soprattutto nei piccoli paesi di montagna e nelle aree interne. In Italia, ad esempio, molti borghi appenninici si sono svuotati e oggi sono abitati quasi soltanto da anziani. Per contrastare questo abbandono, alcuni Paesi promuovono politiche per riportare giovani nei territori rurali, offrendo case a basso costo o sostegno per nuove attività agricole e turistiche.
L'Unione Europea e i suoi cittadini
Gran parte degli europei vive all'interno dell'Unione Europea, un'organizzazione che oggi riunisce ventisette Stati membri e che ha profondamente cambiato la vita dei suoi cittadini. Chi possiede la cittadinanza di uno Stato membro è automaticamente anche cittadino dell'Unione Europea e gode di diritti importanti: può viaggiare liberamente, studiare, lavorare e vivere in qualsiasi altro Paese membro. In molti Stati dell'Unione si usa una moneta comune, l'euro, che semplifica enormemente gli scambi commerciali e i viaggi tra le persone. Esistono anche programmi educativi famosi, come l'Erasmus, che ogni anno permettono a centinaia di migliaia di studenti di trascorrere un periodo di studio in un'altra università europea. Pensa, ad esempio, a uno studente di Palermo che frequenta un semestre a Berlino: torna a casa con nuove amicizie, una lingua imparata meglio e una visione più ampia del continente. Questi scambi contribuiscono a costruire un'identità europea che si affianca a quella nazionale, senza cancellarla.
Ricorda
- L'Europa ha circa 743 milioni di abitanti, distribuiti in modo molto disuguale.
- La fascia più densamente popolata va dall'Inghilterra meridionale fino alla Pianura Padana.
- La popolazione europea sta invecchiando: poche nascite e tanti anziani.
- Le principali famiglie linguistiche sono le lingue romanze, germaniche e slave.
- L'Europa è oggi terra di immigrazione e di intensi flussi interni all'Unione.
- Circa il 75% degli europei vive in città; le campagne si spopolano.
- L'Unione Europea conta 27 Stati membri e garantisce libera circolazione ai suoi cittadini.
Piccolo esercizio di verifica. Apri il quaderno e disegna una tabella a tre colonne intitolate "Lingue romanze", "Lingue germaniche" e "Lingue slave". Inserisci almeno due lingue europee per ciascuna colonna e, accanto a ognuna, indica uno Stato in cui viene parlata. Poi scrivi una breve riflessione di cinque righe rispondendo a questa domanda: secondo te, quali vantaggi e quali difficoltà nascono dal fatto che in Europa convivono lingue e culture così diverse?