Introduzione: un continente piccolo ma affollato
L'Europa è uno dei continenti più piccoli del mondo, eppure ospita più di settecento milioni di abitanti distribuiti in modi molto diversi tra loro.
Se osservi una carta dell'Europa di notte vista dal satellite, noterai zone luminosissime e altre quasi completamente buie. Quelle macchie di luce raccontano dove vivono le persone, quanto sono numerose e come hanno trasformato il territorio nel corso dei secoli. Studiare la popolazione europea significa capire perché alcune aree, come la pianura tra Olanda e Germania, sono affollate come un grande stadio, mentre altre, come la Lapponia finlandese, restano quasi deserte. In questa scheda scoprirai dove si concentrano gli europei, come stanno cambiando le loro famiglie e perché tante persone si spostano da un paese all'altro ogni anno.
1. Quanti siamo e dove viviamo
In Europa vivono circa settecentoquaranta milioni di persone, un numero enorme se pensiamo che il continente occupa soltanto il sette per cento delle terre emerse del pianeta. Per capire quanto un territorio sia affollato, i geografi usano la densità, cioè il numero medio di abitanti che vivono in un chilometro quadrato. In Europa la densità media è di circa settantatré abitanti per chilometro quadrato, ma questo dato cambia moltissimo da regione a regione. Nei Paesi Bassi, ad esempio, si superano i cinquecento abitanti per chilometro quadrato, mentre in Islanda se ne contano appena quattro. Pensa alla differenza: è come confrontare la calca di una piazza durante un concerto con la quiete di un sentiero di montagna in inverno. Le zone più popolate sono le pianure, le coste e le valli fluviali, perché offrono terreni fertili, acqua e vie di comunicazione comode.
2. Le città e le campagne
La maggior parte degli europei oggi vive in città: parliamo di circa il settantacinque per cento della popolazione, una percentuale che continua a crescere lentamente. Questo fenomeno, chiamato urbanizzazione, è iniziato con la rivoluzione industriale, quando milioni di contadini si trasferirono nei centri urbani per lavorare nelle fabbriche. Oggi grandi aree metropolitane come Londra, Parigi, Madrid e Milano superano i cinque milioni di abitanti ciascuna e funzionano come veri motori economici del continente. Pensa, ad esempio, alla giornata di un ragazzo della tua età che vive a Milano: prende la metropolitana per andare a scuola, mangia in mensa con compagni di origini diverse, frequenta corsi sportivi nel pomeriggio. Nelle aree rurali, invece, soprattutto sulle Alpi o nelle campagne dell'Europa orientale, molti piccoli paesi si stanno spopolando perché i giovani cercano lavoro e servizi altrove. Per questo motivo molti governi europei investono per riportare scuole, ospedali e collegamenti internet veloci anche nei borghi più isolati.
3. Una popolazione che invecchia
Una caratteristica importante dell'Europa è che la sua popolazione sta diventando sempre più anziana, un fenomeno che gli studiosi chiamano invecchiamento demografico. Le coppie europee mettono al mondo pochi figli, in media circa uno e mezzo per donna, mentre la durata della vita è cresciuta fino a superare gli ottant'anni in molti paesi. Questo significa che ci sono sempre più nonni e bisnonni e relativamente pochi bambini nelle classi della scuola primaria. Prova a osservare il tuo quartiere: probabilmente noterai diversi anziani al parco la mattina e qualche carrozzina, ma raramente vedrai gruppi numerosi di bambini piccoli come accadeva nelle fotografie dei tuoi nonni. Le conseguenze di questo cambiamento sono molte: lo Stato deve garantire pensioni e cure mediche a milioni di anziani, mentre le scuole in alcuni paesi rischiano di chiudere per mancanza di iscritti. Per questo l'Italia, la Germania e la Spagna stanno cercando soluzioni come incentivi alle famiglie, asili nido gratuiti e politiche per il lavoro femminile.
4. Lingue, religioni e identità diverse
L'Europa è un mosaico straordinario di culture, in cui convivono oltre cinquanta lingue ufficiali e moltissimi dialetti locali. La maggior parte di queste lingue appartiene a tre grandi famiglie linguistiche: le lingue romanze come l'italiano, il francese e lo spagnolo, le lingue germaniche come il tedesco e l'inglese, e le lingue slave come il polacco e il russo. La diversità religiosa è altrettanto ricca: il cristianesimo, nelle sue varie forme cattolica, ortodossa e protestante, è la religione storicamente più diffusa, ma sono presenti anche comunità ebraiche antichissime, musulmane e, sempre più, persone che non si riconoscono in alcuna religione. Pensa al tuo libro di storia: noterai che città come Cordova, Sarajevo o Salonicco hanno conservato monumenti di tutte e tre le grandi religioni monoteiste, perché lì popoli diversi hanno vissuto insieme per secoli. Anche nella tua classe, probabilmente, ci sono compagni che parlano un'altra lingua a casa o che festeggiano ricorrenze religiose differenti, e questa ricchezza è una caratteristica tipicamente europea.
5. Le migrazioni di ieri e di oggi
La popolazione europea non è mai stata ferma: i movimenti delle persone, chiamati migrazioni, hanno sempre modificato il volto del continente. Tra l'Ottocento e i primi del Novecento furono soprattutto gli europei a partire: milioni di italiani, irlandesi e tedeschi emigrarono verso le Americhe in cerca di lavoro e di terre da coltivare. Dopo la Seconda guerra mondiale, invece, il flusso si è in parte invertito e l'Europa è diventata una meta per persone provenienti dall'Africa, dall'Asia e dall'America Latina. Oggi, grazie all'Unione Europea, anche i cittadini dei ventisette paesi membri possono spostarsi liberamente per studiare o lavorare: pensa a un ragazzo polacco che frequenta l'università a Bologna o a una giovane italiana che lavora come ingegnera ad Amsterdam. Queste migrazioni portano nuove idee, sapori e tradizioni, ma richiedono anche scelte politiche attente per garantire integrazione, scuola e lavoro a tutti. Capire le migrazioni significa quindi guardare l'Europa come un continente vivo, in continuo movimento e trasformazione.
Ricorda
Ecco i punti chiave da tenere a mente sulla popolazione europea, utili per ripassare e per rispondere alle domande di verifica.
- In Europa vivono circa settecentoquaranta milioni di persone, distribuite in modo molto disuguale: affollate nelle pianure e sulle coste, rare nelle montagne fredde del Nord.
- La densità media è di circa settantatré abitanti per chilometro quadrato, ma si passa dai cinquecento dei Paesi Bassi ai quattro dell'Islanda.
- Circa tre europei su quattro vivono in città, mentre molte aree rurali rischiano lo spopolamento a causa dell'emigrazione dei giovani.
- La popolazione è una delle più anziane del mondo: poche nascite e vita lunga richiedono nuove politiche per pensioni, sanità e famiglie.
- Convivono oltre cinquanta lingue ufficiali e diverse religioni, frutto di una storia millenaria di scambi culturali tra popoli vicini.
- Le migrazioni, in uscita nell'Ottocento e in ingresso oggi, continuano a cambiare il volto dell'Europa, rendendola un continente dinamico e multiculturale.
Piccolo esercizio: prova a osservare una carta tematica dell'Europa e individua due regioni molto popolate e due regioni quasi disabitate, spiegando con parole tue quali fattori naturali o storici possono aver influenzato questa distribuzione.