I settori economici
Ogni volta che mangiamo una mela, indossiamo una maglietta o saliamo su un autobus, stiamo usando il risultato del lavoro di tante persone diverse. Gli studiosi hanno raggruppato queste attività in grandi famiglie chiamate settori economici, utili per capire come funziona la vita di un Paese.
L'economia di un territorio non è un insieme disordinato di mestieri, ma un sistema in cui ogni lavoro ha un ruolo preciso. Per studiarla meglio, i geografi e gli economisti la dividono in tre grandi gruppi, ai quali oggi se ne aggiunge spesso un quarto. Questa suddivisione ci aiuta a leggere le caratteristiche di una regione, a confrontare Paesi diversi e a capire perché in alcuni luoghi prevalga l'agricoltura mentre in altri dominino le fabbriche o i servizi.
Il settore primario
Il settore primario raccoglie tutte le attività che ricavano risorse direttamente dalla natura, senza trasformarle in modo complesso. Ne fanno parte l'agricoltura, l'allevamento, la pesca, la silvicoltura, cioè la cura dei boschi, e l'attività mineraria, che estrae minerali e combustibili dal sottosuolo. Si tratta del settore più antico, perché accompagna l'essere umano fin dalla preistoria, quando si cominciò a coltivare il grano e ad allevare pecore e capre. Oggi in Italia il primario occupa una percentuale piccola di lavoratori, intorno al quattro per cento, ma resta fondamentale per l'alimentazione e per il paesaggio. Pensiamo, ad esempio, ai vigneti delle Langhe in Piemonte: producono uva pregiata, danno lavoro a molte famiglie e attirano turisti da tutto il mondo. Anche un pescatore che esce all'alba dal porto di Mazara del Vallo, in Sicilia, e rientra con le cassette piene di gamberi rossi appartiene a questo settore.
Il settore secondario
Il settore secondario comprende tutte le attività che trasformano le materie prime in prodotti finiti, e per questo viene anche chiamato settore della trasformazione. Le sue protagoniste sono l'industria, l'artigianato e l'edilizia, cioè la costruzione di case, ponti, strade e gallerie. Quando il latte appena munto diventa mozzarella nello stabilimento di un caseificio campano, oppure quando l'acciaio viene modellato per costruire la carrozzeria di una Fiat a Mirafiori, siamo davanti a un esempio tipico di questo settore. Anche l'artigiano di Murano che soffia il vetro per dare forma a un vaso colorato sta trasformando una materia prima, la sabbia silicea fusa, in un oggetto pronto all'uso. In Italia il secondario ha vissuto un grande sviluppo soprattutto dopo gli anni Cinquanta del Novecento, durante il cosiddetto boom economico, e ancora oggi rappresenta circa un quarto degli occupati. Questo settore richiede macchinari, energia e operai specializzati, e spesso si concentra in zone particolari chiamate distretti industriali.
Il settore terziario
Il settore terziario riunisce tutte le attività che non producono beni materiali ma offrono servizi alle persone e alle imprese. Ne fanno parte mestieri molto diversi tra loro: il commerciante che vende frutta al mercato, il medico che visita i pazienti, l'insegnante che spiega in classe, il bancario, il poliziotto, l'autista di autobus, il programmatore di siti web e l'animatore di un villaggio turistico. Anche il cameriere della pizzeria sotto casa e la guida che accompagna i visitatori agli Uffizi di Firenze lavorano nel terziario. Negli ultimi decenni questo settore è cresciuto moltissimo nei Paesi sviluppati, tanto che in Italia occupa più del settanta per cento dei lavoratori. La sua espansione è legata all'aumento del benessere, perché quando una famiglia ha già soddisfatto i bisogni essenziali tende a spendere di più in viaggi, ristoranti, cura della salute e tempo libero. Il turismo, in particolare, è una risorsa preziosa per il nostro Paese, ricchissimo di monumenti, paesaggi e tradizioni gastronomiche.
Il settore quaternario
Da alcuni anni gli studiosi parlano anche di un quarto gruppo, detto settore quaternario, che riguarda i servizi più avanzati legati all'informazione e alla conoscenza. Ne fanno parte la ricerca scientifica, lo sviluppo di nuove tecnologie, l'informatica, le telecomunicazioni, la consulenza specializzata e la formazione universitaria. Un ingegnere che progetta un'auto elettrica nei laboratori di una grande casa automobilistica, una biologa che studia un nuovo vaccino in un centro di ricerca di Siena, oppure un giovane sviluppatore che crea un'applicazione per smartphone in una start-up di Milano sono esempi tipici di questo ambito. Il quaternario richiede studi lunghi e competenze elevate, e si concentra nelle aree dove esistono università prestigiose, centri di ricerca e collegamenti veloci con il resto del mondo. La sua importanza è destinata a crescere, perché l'economia contemporanea dipende sempre di più dalla capacità di innovare e di gestire grandi quantità di dati.
I settori e il territorio
La presenza dei diversi settori varia molto da una regione all'altra e racconta la storia di un territorio. Nei Paesi a economia avanzata, come Italia, Germania o Giappone, prevalgono il terziario e il quaternario, mentre il primario occupa pochissimi lavoratori grazie all'uso di macchine e tecnologie. Nei Paesi emergenti, come India o Vietnam, il secondario sta crescendo rapidamente perché molte fabbriche vi producono beni a costi più bassi. Nei Paesi più poveri, invece, la maggior parte della popolazione lavora ancora nell'agricoltura di sussistenza, cioè coltiva la terra soprattutto per nutrire la propria famiglia. Anche dentro l'Italia esistono differenze: la pianura Padana è ricca di industrie e servizi, le aree alpine vivono di turismo e allevamento, mentre alcune zone del Sud puntano molto sull'agricoltura di qualità e sul turismo culturale.
Ricorda
- Il settore primario sfrutta direttamente le risorse naturali con agricoltura, allevamento, pesca, silvicoltura e attività mineraria.
- Il settore secondario trasforma le materie prime in prodotti finiti attraverso industria, artigianato ed edilizia.
- Il settore terziario non produce beni ma fornisce servizi, dal commercio alla scuola, dalla sanità al turismo.
- Il settore quaternario, di recente definizione, raggruppa le attività più avanzate legate a ricerca, informatica e conoscenza.
- La distribuzione dei settori cambia da Paese a Paese e racconta il livello di sviluppo, la storia e le risorse di ogni territorio.
Piccolo esercizio: prova a osservare la tua giornata e annota almeno cinque attività o prodotti che hai usato, indicando per ciascuno il settore economico a cui appartiene chi lo ha realizzato.