Le guerre persiane sono uno scontro lunghissimo tra il grande impero persiano e le piccole città greche, combattuto circa duemilacinquecento anni fa. Sembra una sfida impossibile, eppure i Greci riuscirono a vincere, cambiando per sempre la storia del Mediterraneo.
Un mondo diviso in due
All'inizio del quinto secolo avanti Cristo, intorno al 500 a.C., il mondo conosciuto era diviso tra due grandi realtà molto diverse fra loro. Da una parte c'era l'impero persiano, enorme e ricchissimo, governato da un solo re che aveva sotto di sé milioni di sudditi. Dall'altra parte c'erano le città greche, piccole, libere, indipendenti e spesso in disaccordo tra loro su molte questioni. Le città greche più importanti erano Atene, famosa per la democrazia, e Sparta, famosa per il suo esercito di guerrieri formidabili. Immagina una mappa: a est, dall'Egitto fino all'India, un solo colore, quello persiano; a ovest, tantissimi puntini colorati, ciascuno una città greca diversa. Pensa anche al tuo quartiere: se ci fosse un solo grande condominio gigantesco da una parte e tante piccole case indipendenti dall'altra, capiresti subito quanto fossero diversi i due mondi che stavano per scontrarsi.
Le cause: perché iniziò la guerra
Ogni guerra, come ogni litigio importante, ha delle cause che la fanno scoppiare e che vanno cercate negli anni precedenti. La prima causa fu che il re persiano Dario voleva allargare ancora di più il suo impero, perché chi governa un territorio enorme spesso desidera averne uno ancora più grande. La seconda causa fu che alcune città greche dell'Asia Minore, oggi corrispondente alla Turchia, erano sotto il controllo persiano e si ribellarono per riconquistare la libertà. La terza causa, decisiva, fu che Atene mandò aiuti militari a queste città ribelli, facendo arrabbiare moltissimo il re Dario. Per capire meglio, pensa a quando in classe due bambini litigano perché uno entra nel banco dell'altro senza permesso: c'è chi vuole prendersi lo spazio e chi difende il proprio. Oppure pensa a una squadra di calcio molto forte che vuole vincere anche il campionato dei più piccoli: prima o poi qualcuno si oppone e nasce la lite.
La prima guerra persiana e Maratona
Il re Dario decise di punire Atene e nel 490 a.C. inviò una grande flotta di navi che sbarcò sulla pianura di Maratona, vicino alla città. I Persiani erano molto più numerosi, forse il triplo dei Greci, ma gli Ateniesi, guidati dal generale Milziade, non si fecero spaventare e prepararono un piano astuto. I soldati greci, chiamati opliti, erano protetti da scudi pesanti e lance lunghe, e combattevano in formazione compatta, la falange, come un muro che avanza unito. Caricarono di corsa per attraversare il campo aperto sotto le frecce nemiche e travolsero i Persiani, costringendoli a fuggire verso le navi. Si racconta che un soldato, Filippide, corse senza fermarsi i circa quaranta chilometri da Maratona ad Atene per portare la notizia della vittoria, e da quella corsa nacque la famosa gara sportiva chiamata maratona. È un po' come quando in una partita di pallavolo la squadra più piccola batte quella favorita perché gioca unita e si organizza bene, oppure come quando i compagni di banco riescono a finire un compito difficile facendo squadra invece che lavorando da soli.
La seconda guerra persiana: Termopili e Salamina
Dieci anni dopo, nel 480 a.C., il nuovo re persiano Serse, figlio di Dario, decise di vendicare la sconfitta del padre e radunò un esercito davvero gigantesco. Questa volta i Greci capirono che dovevano restare uniti, così Atene e Sparta misero da parte le loro rivalità e si allearono insieme ad altre città. Trecento soldati spartani, guidati dal re Leonida, si sacrificarono al passo delle Termopili per rallentare l'avanzata persiana e dare tempo agli altri di organizzarsi. Subito dopo, nello stretto di mare di Salamina, le navi greche, più piccole e veloci, sconfissero la flotta persiana grazie a un piano dell'ateniese Temistocle, che attirò i nemici in uno spazio stretto dove non potevano muoversi. L'anno successivo, a Platea, l'esercito greco unito vinse la battaglia finale e i Persiani furono cacciati definitivamente dalla Grecia. Pensa a quando in cortile una squadra piccola riesce a fermare una più grande perché sceglie un passaggio stretto dove non si può correre tutti insieme, oppure a quando un gruppo di amici, di solito divisi, si allea per affrontare un problema più grande di loro.
Le conseguenze: cosa cambiò dopo
Dopo ogni grande litigio restano delle conseguenze, e anche dopo le guerre persiane il mondo non fu più lo stesso di prima. La conseguenza più importante fu che le città greche, e soprattutto Atene, si sentirono libere, orgogliose e piene di fiducia nel proprio modo di vivere e di governarsi. Atene divenne la città più importante della Grecia e iniziò un periodo di splendore chiamato secolo d'oro, in cui nacquero opere d'arte, teatri, templi come il Partenone e idee nuove nella politica e nella filosofia. La democrazia ateniese, cioè il governo del popolo, si rafforzò perché tutti i cittadini avevano combattuto insieme e sentivano di meritare voce in capitolo nelle decisioni. L'impero persiano, invece, perse il suo prestigio e non riuscì più ad espandersi verso ovest. È un po' come quando dopo una sfida vinta una classe si sente più unita e coraggiosa, oppure come quando una squadra che ha appena vinto un torneo continua a giocare meglio anche nelle partite successive perché ha capito di valerne la pena.
Le armi e il modo di combattere
Greci e Persiani avevano modi di combattere molto diversi, e questa differenza fu importante quanto il numero dei soldati. I Persiani usavano soprattutto arcieri leggeri, con archi e frecce, e cavalieri veloci che attaccavano da lontano senza scontrarsi corpo a corpo. I Greci, invece, combattevano vicini gli uni agli altri, vestiti con corazze di bronzo, elmi pesanti e grandi scudi rotondi chiamati hoplon, da cui prendevano il nome di opliti. La loro formazione, la falange, era una specie di muro umano: ogni scudo proteggeva metà del compagno accanto, e tutti insieme avanzavano spingendo come un'unica grande creatura. Sul mare, le navi greche chiamate triremi avevano tre file di rematori e un grande sperone di bronzo a prua per sfondare le navi nemiche. Pensa a una partita a tiro alla fune: se la squadra tira tutta insieme nello stesso momento vince anche contro avversari più forti; o pensa a un branco di pinguini che, stretti uno all'altro, riescono a sopportare il freddo del Polo Sud meglio che da soli.
Perché ricordiamo ancora queste guerre
Le guerre persiane sono diventate un simbolo della libertà contro la prepotenza, e per questo le ricordiamo ancora oggi a duemilacinquecento anni di distanza. Da Maratona è nata la corsa più famosa del mondo, che si disputa in tutte le città e anche alle Olimpiadi, e che ricorda la fatica e il coraggio di chi corse fino allo sfinimento. Il sacrificio dei trecento spartani delle Termopili è diventato un esempio di lealtà verso la propria patria e i propri compagni, raccontato in libri, film e fumetti. Le idee della democrazia, nate e cresciute proprio in quegli anni, sono alla base del modo in cui anche oggi votiamo e prendiamo decisioni in Italia e in Europa. Pensa a quando, nell'assemblea di classe, alzate la mano per scegliere insieme il gioco da fare in palestra: state usando, senza accorgervene, un'idea inventata dagli Ateniesi dopo le guerre persiane. Oppure pensa a quando una squadra ricorda con orgoglio una vittoria difficile di tanti anni prima e si carica di energia: i Greci facevano lo stesso ogni volta che parlavano di Maratona.
Ricorda
I punti più importanti da fissare nella mente sono i seguenti.
- Le guerre persiane furono combattute nel quinto secolo a.C. tra l'impero persiano, enorme e ricchissimo, e le piccole città greche libere e indipendenti.
- Le cause furono la voglia di espansione dei re persiani Dario e Serse, la ribellione delle città greche d'Asia Minore e l'aiuto militare inviato da Atene.
- Le battaglie più famose furono Maratona nel 490 a.C., le Termopili e Salamina nel 480 a.C. e Platea nel 479 a.C., tutte vinte dai Greci.
- Le conseguenze furono il prestigio di Atene, la nascita del secolo d'oro, il rafforzamento della democrazia e l'arresto dell'espansione persiana.
Ora mettiti alla prova con un piccolo esercizio sul quaderno. Disegna una tabella con tre colonne intitolate Cause, Fatti e Conseguenze, poi colloca in ciascuna colonna almeno due informazioni studiate; infine, sotto la tabella, scrivi tre o quattro frasi che spieghino con parole tue perché la vittoria di un piccolo popolo unito contro un grande impero può insegnare qualcosa anche a chi vive oggi.