Introduzione: un impero grande come il Mediterraneo
L'Impero romano fu uno dei più vasti e duraturi della storia, capace di unire popoli diversi sotto un'unica legge, una sola moneta e una stessa lingua ufficiale.
Immagina di poter viaggiare da Londra fino in Egitto senza mai cambiare nazione, usando sempre le stesse monete e parlando la stessa lingua nei mercati. Per molti secoli, tra il 27 a.C. e il 476 d.C., questo fu davvero possibile grazie alla potenza dei Romani, che governarono territori immensi attorno al Mediterraneo. L'Impero nacque dalle ceneri della Repubblica, quando un solo uomo riuscì a concentrare nelle sue mani tutto il potere politico e militare di Roma.
Da Repubblica a Impero: la nascita di un nuovo sistema
Per secoli Roma era stata una Repubblica, governata da due consoli eletti ogni anno e da un Senato composto dalle famiglie più importanti della città. Dopo lunghe guerre civili, però, un giovane generale di nome Ottaviano sconfisse i suoi avversari e ricevette dal Senato il titolo di Augusto, che significa «degno di venerazione». Da quel momento, nel 27 a.C., Augusto governò da solo come primo imperatore, anche se mantenne in apparenza le antiche cariche repubblicane per non spaventare i cittadini. Era un po' come se oggi un sindaco continuasse a chiamarsi sindaco, ma in realtà decidesse tutto da solo, comandasse l'esercito e nominasse i suoi successori. Augusto fu molto abile e portò pace e ordine dopo decenni di guerre, dando inizio a un periodo chiamato pax romana, cioè «pace romana». In quei tempi i mercati erano pieni di merci, le strade erano sicure e le campagne tornarono a produrre grano, olio e vino in abbondanza.
La vita quotidiana nelle città dell'Impero
Le città romane erano luoghi vivaci, organizzati secondo schemi precisi che ancora oggi possiamo riconoscere passeggiando in molte città italiane ed europee. Al centro c'era il foro, una grande piazza dove si svolgevano i mercati, i processi e le riunioni politiche, un po' come la piazza principale del nostro paese quando si tiene il mercato settimanale. Attorno al foro sorgevano i templi dedicati agli dèi, le terme dove i cittadini si lavavano e chiacchieravano, e gli anfiteatri come il Colosseo, dove si svolgevano i combattimenti dei gladiatori. Le famiglie ricche abitavano in grandi case chiamate domus, con un cortile interno e bellissimi pavimenti a mosaico, mentre i poveri vivevano ammucchiati in palazzi di legno e mattoni alti anche cinque o sei piani, chiamati insulae. Per le strade si parlava il latino, ma nei porti si sentivano anche il greco, l'ebraico e moltissime altre lingue, perché l'Impero accoglieva persone da ogni angolo del mondo allora conosciuto.
Strade, acquedotti e legioni: la forza che teneva tutto unito
Governare un territorio così vasto richiedeva opere pubbliche straordinarie, e i Romani erano ingegneri eccezionali, capaci di costruire ponti, gallerie e strade lastricate che duravano per secoli. Le famose strade consolari, come la via Appia o la via Aurelia, collegavano Roma a ogni provincia dell'Impero e permettevano ai messaggeri di percorrere fino a settanta chilometri al giorno cambiando cavalli nelle stazioni di posta. Gli acquedotti trasportavano l'acqua pulita dalle montagne fino al centro delle città, attraversando vallate su archi altissimi che ancora oggi possiamo ammirare in Spagna, in Francia e nel Lazio. A difendere le frontiere c'erano le legioni, ovvero gli eserciti professionisti formati da soldati ben addestrati, armati di scudo rettangolare, corazza, elmo e una corta spada chiamata gladio. Pensa che un legionario, oltre a combattere, sapeva anche costruire un accampamento fortificato in poche ore: ogni sera, durante una campagna militare, scavava fossati e piantava pali per proteggere i compagni durante la notte.
La crisi e la caduta dell'Impero romano d'Occidente
Dopo quasi cinquecento anni di dominio, l'Impero cominciò a indebolirsi a causa di molti problemi che si presentarono tutti insieme, rendendo difficile mantenere il controllo di territori così lontani. Le tasse divennero pesantissime per i contadini, gli imperatori cambiavano troppo spesso e dalle frontiere arrivavano popolazioni nuove, chiamate dai Romani «barbari», che cercavano terre fertili dove stabilirsi. Per cercare di governare meglio, l'imperatore Diocleziano divise l'Impero in due parti, una a Oriente con capitale Costantinopoli e una a Occidente con capitale Roma, ma questa soluzione funzionò solo per un certo tempo. Nel 476 d.C. il capo barbaro Odoacre depose l'ultimo imperatore d'Occidente, un ragazzino di nome Romolo Augustolo, segnando la fine ufficiale dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo. La parte orientale invece sopravvisse ancora per quasi mille anni con il nome di Impero bizantino, conservando moltissime conoscenze e tradizioni dell'antica Roma.
Ricorda
- L'Impero romano nacque nel 27 a.C. con Augusto, primo imperatore, e durò in Occidente fino al 476 d.C.
- Il periodo iniziale fu chiamato pax romana, perché portò pace, commerci e prosperità in tutto il Mediterraneo.
- Le città romane erano organizzate attorno al foro, con templi, terme, anfiteatri, domus e insulae.
- Strade lastricate, acquedotti e legioni tenevano unito un territorio enorme, dalla Britannia all'Egitto.
- L'Impero d'Occidente cadde nel 476 d.C. a causa di crisi economiche, lotte interne e invasioni dei popoli barbari.
Piccola verifica: prova a rispondere a queste domande sul quaderno. Chi fu il primo imperatore romano e in che anno iniziò a governare? A cosa servivano gli acquedotti? Quale evento del 476 d.C. segnò la fine dell'Impero romano d'Occidente?