Gli antichi Greci vissero in piccole città-stato chiamate polis, ognuna indipendente ma legata alle altre da lingua, religione e tradizioni comuni.
La Grecia antica era una terra fatta di montagne, isole e coste frastagliate, dove era difficile costruire un unico grande regno come quello egizio. Per questo motivo, attorno al 1000 a.C., i Greci iniziarono a organizzarsi in tante comunità separate, ciascuna delle quali si sviluppò in modo autonomo nella propria valle o sulla propria isola. Queste comunità impararono a coltivare ulivi e viti, a navigare il mare e a commerciare con i popoli vicini. Pur essendo divisi politicamente, gli abitanti di queste terre si sentivano parte di un unico popolo, perché parlavano la stessa lingua e adoravano gli stessi dèi dell'Olimpo. Si riconoscevano anche perché partecipavano insieme a grandi feste sportive e religiose, come le Olimpiadi di Olimpia. Questa unità culturale, unita alla divisione politica, è la chiave per capire tutta la storia greca.
Che cos'è una polis
La parola polis significa città-stato: è una città indipendente che comprende il centro abitato e le campagne attorno, con leggi, eserciti e monete proprie. Al centro della polis si trovava l'acropoli, una collina fortificata dove sorgevano i templi dedicati agli dèi protettori della città. Ai piedi dell'acropoli si apriva l'agorà, una grande piazza che era il cuore della vita quotidiana: lì si svolgeva il mercato, si discutevano le leggi e si incontravano gli amici. Gli abitanti liberi nati nella polis erano chiamati cittadini e avevano diritti e doveri precisi, come partecipare alle decisioni politiche e difendere la città in guerra. Accanto a loro vivevano gli stranieri, le donne e gli schiavi, che però non potevano partecipare al governo. Ogni polis era gelosa della propria indipendenza e spesso entrava in guerra con le altre per il controllo di terre e commerci.
Atene e Sparta: due modi di vivere
Fra le centinaia di polis, due in particolare divennero famose perché scelsero modelli di vita molto diversi tra loro. Atene, affacciata sul mare, sviluppò la democrazia: i cittadini si riunivano nell'assemblea per votare le leggi e scegliere chi avrebbe governato. Gli ateniesi davano grande importanza allo studio, al teatro, alla filosofia e alle arti, e i ragazzi imparavano a leggere, scrivere e suonare la lira. Sparta, invece, situata nell'entroterra, era una società guerriera governata da due re e da un consiglio di anziani. I giovani spartani venivano allevati con grande severità in caserme militari, dove imparavano a obbedire, a sopportare la fatica e a combattere con coraggio. Mentre Atene puntava sulla parola e sull'intelligenza, Sparta puntava sulla forza e sulla disciplina, mostrando così quanto fossero diverse le polis greche.
Ricorda
- La polis era una città-stato indipendente con il proprio governo, le proprie leggi e il proprio esercito, ma tutti i Greci si sentivano un solo popolo per cultura e religione.
- Al centro della polis c'erano l'acropoli, con i templi, e l'agorà, la piazza della vita pubblica e del mercato.
- Atene era famosa per la democrazia, lo studio e le arti, mentre Sparta era famosa per la disciplina militare e l'educazione severa dei giovani.
Ora prova tu sul quaderno: disegna una polis vista dall'alto e segna con i numeri 1, 2 e 3 dove si trovano l'acropoli, l'agorà e le mura. Accanto scrivi una frase per spiegare a che cosa serviva ciascun luogo.