I Sumeri sono il popolo che, circa cinquemilacinquecento anni fa, costruì le prime vere città del mondo e inventò la scrittura: con loro inizia la Storia.
Dove e quando vissero i Sumeri
I Sumeri abitarono una regione molto lontana dall'Italia, chiamata Mesopotamia, una parola greca che significa "terra in mezzo ai fiumi". Questa terra si trovava fra due grandi fiumi, il Tigri e l'Eufrate, e oggi corrisponde più o meno all'attuale Iraq. I Sumeri arrivarono in questa pianura intorno al 4000 a.C. e, verso il 3500 a.C., cominciarono a costruire le prime città della storia umana. Per capire quanto tempo è passato, pensa che tra noi e i Sumeri ci sono circa cinquemilacinquecento anni: è come mettere in fila più di duecento generazioni di nonni. Un altro esempio utile: se la storia dell'umanità fosse lunga come un'intera giornata di scuola, i Sumeri arriverebbero solo nell'ultima mezz'ora. Eppure, in quella mezz'ora, sono successe cose che ancora oggi usiamo, come leggere, scrivere e abitare in città.
I due fiumi e la terra fertile
Il segreto del successo dei Sumeri furono i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate, che ogni anno straripavano e lasciavano sui campi un fango ricchissimo, chiamato limo. Grazie al limo, la terra diventava morbida e nutriente, perfetta per far crescere grano, orzo, lenticchie, cipolle e datteri. Per non dipendere solo dalle piene, i Sumeri scavarono lunghi canali che portavano l'acqua dei fiumi fino ai campi più lontani: questa tecnica si chiama irrigazione. Immagina di innaffiare l'orto di casa con un tubo: i canali sumeri facevano la stessa cosa, ma erano lunghi chilometri e servivano intere pianure. Un altro esempio quotidiano è la cassetta di terra del balcone: senza acqua le piantine seccano, con la giusta acqua crescono rigogliose, ed è proprio quello che succedeva in Mesopotamia. Per costruire e tenere puliti i canali serviva il lavoro di tanti uomini insieme, e così le persone impararono a collaborare e a vivere in gruppi sempre più grandi.
La nascita delle prime città
Quando il cibo cominciò a essere abbondante, non tutti dovevano più lavorare nei campi, e alcune persone poterono dedicarsi ad altri mestieri come il vasaio, il fabbro o il mercante. Così nacquero le prime città, chiamate città-stato perché ciascuna era indipendente, con le proprie leggi, il proprio re e il proprio esercito. Le più famose si chiamavano Ur, Uruk, Lagash ed Eridu, e in ognuna potevano vivere anche cinquantamila persone, più o meno come gli abitanti di una città italiana di media grandezza. Una città-stato funzionava come una squadra: ogni giocatore aveva il suo ruolo, ma tutti collaboravano per vincere. Un altro esempio è la scuola: la maestra, la bidella, il dirigente e gli alunni hanno compiti diversi, ma insieme fanno funzionare l'istituto. Intorno alla città c'erano alte mura di mattoni che proteggevano gli abitanti dai nemici e dagli animali selvatici.
La ziggurat e la religione
Al centro di ogni città sumera si trovava un grande edificio a gradoni, alto come un palazzo di sei o sette piani, chiamato ziggurat. La ziggurat era un tempio dedicato al dio protettore della città, e i Sumeri credevano che gli dèi vivessero in cima, vicino al cielo. La loro religione era politeista, cioè credevano in molti dèi: Anu era il dio del cielo, Enki quello delle acque e Inanna la dea dell'amore e della guerra. Per capire la forma della ziggurat, prova a immaginare una grande torta di compleanno a piani, con la candelina in cima al posto del tempietto del dio. Un altro esempio è una piramide a scalini, come quelle che a volte si vedono nei cartoni animati o nei videogiochi. I sacerdoti salivano la lunga scalinata per pregare, fare offerte di cibo e chiedere agli dèi un buon raccolto.
L'invenzione della scrittura
L'invenzione più importante dei Sumeri, intorno al 3300 a.C., fu la scrittura, chiamata cuneiforme perché i segni avevano la forma di piccoli cunei, cioè di triangolini. Per scrivere, usavano tavolette di argilla morbida e uno stiletto di canna appuntita con cui incidevano i segni; poi lasciavano seccare la tavoletta al sole, e così durava per migliaia di anni. All'inizio la scrittura serviva soprattutto per registrare cose pratiche, come quanti sacchi di grano erano stati venduti o quante pecore possedeva un pastore: era quasi un grande quaderno di magazzino. Pensa a quando la mamma scrive la lista della spesa per non dimenticare nulla: anche gli scribi sumeri facevano qualcosa di simile, ma sull'argilla. Un altro esempio è il registro di classe, dove la maestra segna le presenze: serve a tenere il conto delle cose importanti. Imparare a scrivere era difficilissimo e solo pochi ragazzi, chiamati scribi, frequentavano la scuola, detta "casa delle tavolette".
Perché con i Sumeri inizia la Storia
Gli studiosi dicono che la Storia vera e propria comincia proprio con i Sumeri, perché da quel momento gli esseri umani lasciano documenti scritti che noi oggi possiamo leggere e studiare. Prima della scrittura c'è la preistoria, un lunghissimo periodo di cui sappiamo qualcosa solo grazie ai resti trovati sotto terra, come ossa, vasi e pitture nelle grotte. Con le tavolette di argilla, invece, possiamo conoscere i nomi dei re, le leggi, le preghiere e perfino le ricette di cucina di un popolo vissuto tanto tempo fa. È come la differenza fra una storia raccontata solo a voce, che cambia ogni volta, e una storia scritta su un libro, che resta sempre uguale. Un altro esempio è il tuo diario personale: tra dieci anni rileggendolo ricorderai esattamente le tue giornate di oggi, mentre senza diario molti ricordi svaniranno. Per questo motivo l'invenzione della scrittura è considerata uno dei passaggi più importanti di tutta la storia dell'umanità.
Invenzioni e vita quotidiana
Oltre alla scrittura, i Sumeri inventarono moltissime cose che usiamo ancora oggi, come la ruota, l'aratro tirato dai buoi, la barca a vela e i mattoni di fango cotti al sole. Furono anche grandi matematici e astronomi: dividevano l'ora in sessanta minuti e il minuto in sessanta secondi, proprio come facciamo noi quando guardiamo l'orologio. Osservavano il cielo di notte e impararono a riconoscere le stelle e a prevedere le stagioni, informazione utilissima per sapere quando seminare. Per esempio, ogni volta che giochi con un monopattino o vai in bici, stai usando la loro invenzione più famosa, la ruota. Un altro esempio è il calendario appeso in cucina: anche i Sumeri segnavano il tempo per organizzare la vita di tutti i giorni. Nelle case, costruite con mattoni di fango, vivevano famiglie numerose, e i bambini giocavano con bambole di terracotta, dadi e piccoli carri di legno con le ruote.
Ricorda
- I Sumeri vissero in Mesopotamia, fra i fiumi Tigri ed Eufrate, a partire dal 4000 a.C. circa.
- Verso il 3500 a.C. fondarono le prime città-stato, come Ur e Uruk, protette da mura e dominate dalla ziggurat.
- Intorno al 3300 a.C. inventarono la scrittura cuneiforme, incidendo segni a forma di cuneo su tavolette d'argilla.
- Con l'invenzione della scrittura inizia la Storia, perché compaiono i primi documenti scritti.
- Inventarono anche la ruota, l'aratro, la barca a vela e la divisione dell'ora in sessanta minuti.
Piccolo esercizio di verifica (sul quaderno): disegna una linea del tempo lunga una pagina e segna in ordine queste tre date con un piccolo disegno per ciascuna: 4000 a.C. (arrivo dei Sumeri in Mesopotamia), 3500 a.C. (nascita delle prime città), 3300 a.C. (invenzione della scrittura cuneiforme). Sotto la linea, scrivi in tre righe perché proprio l'ultima data segna l'inizio della Storia.