Le fonti della preistoria

SpiegazioneScuola primaria · 3ªstoria

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Senza fonti non potremmo sapere nulla di ciò che è accaduto migliaia di anni fa: le fonti sono come piccoli messaggi che il passato ci invia attraverso il tempo.

Lo storico, un detective del passato

Lo storico è una persona che studia ciò che è successo molto tempo fa e prova a raccontarlo in modo corretto agli altri. Il suo lavoro assomiglia a quello di un detective: deve cercare indizi, osservarli con attenzione e mettere insieme i pezzi per ricostruire la storia. Senza prove, lo storico non potrebbe dire nulla con sicurezza, perché inventare non è permesso. Per esempio, se uno storico trova in una grotta dei pezzi di carbone, capisce che lì qualcuno aveva acceso un fuoco. Allo stesso modo, se trovi sul tavolo della cucina una tazza vuota con il fondo bagnato di caffè, puoi capire che la mamma o il papà hanno fatto colazione poco fa. Le fonti funzionano proprio così: ci permettono di capire cose che non abbiamo visto con i nostri occhi.

Che cosa sono le fonti

Le fonti sono tutti gli oggetti, i segni e le tracce che ci aiutano a conoscere il passato. Possono essere cose molto piccole, come un dente o un seme, oppure cose enormi, come un masso scolpito o una caverna dipinta. Una fonte è importante perché contiene informazioni preziose su come vivevano le persone tanto tempo fa. Non tutte le fonti sono uguali e gli storici le dividono in gruppi diversi per studiarle meglio. Per esempio, una pentola di terracotta rotta ci dice che qualcuno cucinava, mentre un'impronta nel fango ci racconta che lì è passato un animale o un uomo. Anche un sasso scheggiato con cura può essere una fonte, perché mostra che qualcuno lo aveva trasformato in un coltello.

La preistoria: un tempo senza scrittura

La parola preistoria significa proprio prima della storia, cioè prima che gli uomini imparassero a scrivere. In quel periodo lontanissimo le persone non potevano lasciare lettere, libri o cartelli per raccontare la loro vita. Per questo motivo le uniche fonti che abbiamo sono quelle materiali, cioè oggetti veri che si sono conservati nel terreno o nelle grotte per migliaia di anni. Pensa a quanto è difficile sapere chi ha vissuto in una casa abbandonata se nessuno ha lasciato un biglietto: bisogna guardare i mobili, i vestiti, i giocattoli rimasti. Allo stesso modo, per studiare la preistoria gli storici osservano ciò che gli uomini di allora hanno lasciato indietro senza volerlo. Anche una semplice noce di tantissimo tempo fa può raccontarci che cosa mangiavano i nostri antenati.

Le fonti materiali

Le fonti materiali sono tutti gli oggetti costruiti o usati dagli uomini del passato che sono arrivati fino a noi. Tra queste troviamo i vasi di argilla, le punte di freccia, gli aghi fatti con le ossa, le collane di conchiglie e i resti delle capanne. Ogni oggetto è un tesoro perché ci permette di immaginare come si viveva, che cosa si mangiava, come ci si vestiva e con quali strumenti si lavorava. Per esempio, se troviamo un ago di osso, capiamo che gli uomini sapevano già cucire pelli per fare vestiti caldi. Oppure, se troviamo molte ossa di pesce vicino a un fiume, capiamo che lì si pescava spesso, proprio come oggi al mercato si vendono i pesci appena pescati.

Le fonti naturali e ambientali

Non tutte le fonti sono state costruite dall'uomo: alcune sono state lasciate dalla natura stessa e si chiamano fonti naturali. Tra queste ci sono i fossili, cioè le impronte o i resti di animali e piante diventati duri come pietra dopo moltissimo tempo. Anche i pollini, i semi, i pezzi di legno bruciato e i denti degli animali sono tracce importantissime per capire il passato. Per esempio, se in un terreno troviamo molti semi di grano antichissimi, capiamo che lì si coltivava già il frumento per fare il pane. Se invece troviamo l'impronta di un grande animale come il mammut, sappiamo che in quella zona faceva molto freddo, perché i mammut vivevano in luoghi gelati con tanta neve.

Le fonti corporee: ossa e impronte umane

Un altro tipo di fonte molto speciale sono i resti del corpo degli uomini preistorici: scheletri, denti, capelli e a volte anche corpi conservati nel ghiaccio. Studiando queste fonti, gli scienziati capiscono quanto erano alti i nostri antenati, che cosa mangiavano e di quali malattie soffrivano. Sono fonti molto preziose perché ci parlano direttamente delle persone vissute migliaia di anni fa. Per esempio, dai denti si capisce se una persona mangiava più carne o più frutta, un po' come quando il dentista guarda i tuoi denti per sapere se mangi troppi dolci. Anche le impronte dei piedi rimaste nel fango indurito ci raccontano come camminavano e quanto erano grandi le persone di allora.

Dove si trovano le fonti e chi le studia

Le fonti della preistoria si trovano quasi sempre sotto terra, dentro le grotte, sul fondo dei laghi o sepolte vicino ai fiumi. Per cercarle e tirarle fuori senza romperle servono persone specializzate chiamate archeologi, che scavano con piccoli pennelli e palette per non danneggiare nulla. Una volta trovati, gli oggetti vengono puliti, catalogati e portati nei musei, dove anche tu puoi andare a vederli. Per esempio, in molte città italiane esistono musei archeologici con vetrine piene di vasi, punte di lancia e gioielli antichissimi. Lo scavo assomiglia un po' a quando in spiaggia scavi nella sabbia con la paletta cercando conchiglie: bisogna avere pazienza e fare attenzione a non rompere quello che si trova.

Le pitture rupestri: messaggi senza parole

Anche se nella preistoria non esisteva la scrittura, gli uomini avevano trovato un modo per comunicare e raccontare: dipingevano sulle pareti delle grotte. Queste pitture si chiamano rupestri e mostrano animali, scene di caccia, mani colorate e figure umane. Sono fonti meravigliose perché ci fanno vedere con gli occhi che cosa era importante per gli uomini di quei tempi lontani. Per esempio, nelle famose grotte di Lascaux, in Francia, ci sono dipinti di tori, cervi e cavalli che sembrano quasi correre sulla parete. È un po' come quando tu disegni sul quaderno la tua giornata: anche senza scrivere, chi guarda capisce che cosa hai fatto e che cosa ti è piaciuto.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: immagina di essere un archeologo del futuro che scava nella tua cameretta dopo tantissimi anni. Disegna tre oggetti che potrebbe trovare e, accanto a ciascuno, scrivi una frase per spiegare che cosa potrebbe capire della tua vita osservando quell'oggetto.

Riferimento curricolare

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