Le fonti della preistoria

SpiegazioneScuola primaria · 3ªstoria

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Le fonti della preistoria

Le fonti sono le tracce del passato che ci aiutano a scoprire come vivevano gli uomini tantissimo tempo fa, quando ancora non esisteva la scrittura.

Immagina di entrare in una grotta buia e di trovare sulle pareti dei disegni colorati, lasciati lì da qualcuno migliaia di anni fa. Quei segni non sono semplici scarabocchi: sono dei veri e propri messaggi che attraversano il tempo e arrivano fino a noi. Lo studioso che si occupa di scoprire come vivevano gli uomini nella preistoria si chiama storico, ma per il periodo prima della scrittura riceve un aiuto importantissimo da archeologi e paleontologi. Senza questi indizi non potremmo sapere nulla di chi è venuto prima di noi. Le fonti della preistoria sono proprio questi indizi, lasciati per caso o di proposito, che oggi possiamo studiare con grande curiosità.

Cosa sono le fonti

Una fonte è un oggetto, una traccia o un segno che ci racconta qualcosa del passato, proprio come un indizio racconta al detective chi è passato in una stanza. Quando rientri a casa e vedi le briciole sul tavolo, capisci subito che qualcuno ha fatto merenda poco prima: anche questa è una piccola fonte storica della vita quotidiana. Per la preistoria il discorso è uguale, ma molto più antico, perché parliamo di milioni o migliaia di anni fa. Gli uomini preistorici non sapevano scrivere, quindi non hanno lasciato libri, lettere o cartelli stradali con le loro storie. Per fortuna hanno lasciato moltissime altre cose: ossa, pietre lavorate, ceneri di antichi fuochi e pitture dentro le grotte. Ogni piccola traccia diventa un pezzettino prezioso del grande puzzle della nostra storia lontana.

Le fonti materiali

Le fonti più importanti della preistoria sono quelle materiali, cioè gli oggetti veri e propri che si possono toccare, misurare e osservare con attenzione. Tra questi troviamo le punte di freccia in pietra, i raschiatoi per pulire le pelli degli animali, le collane fatte con conchiglie forate e i vasi di terracotta usati per conservare il cibo. Pensa a quando trovi al parco un vecchio bottone arrugginito: anche quello è un piccolo oggetto che racconta che qualcuno è passato di lì. Gli archeologi trovano i resti preistorici scavando con pazienza nel terreno, usando piccole pale, pennelli morbidi e tanta delicatezza. Ogni oggetto viene poi pulito, fotografato e portato in un museo per essere studiato a fondo. Questi reperti ci spiegano come gli uomini cacciavano, cucinavano, si vestivano e si decoravano il corpo.

Le fonti naturali e i fossili

Non tutte le fonti sono state costruite dall'uomo: alcune ce le ha regalate direttamente la natura, conservandole sottoterra per moltissimo tempo. I fossili, per esempio, sono resti di animali o piante che si sono trasformati lentamente in pietra dopo essere rimasti sepolti per milioni di anni. Grazie ai fossili sappiamo che un tempo sulla Terra vivevano i dinosauri, i mammut con la pelliccia lunga e le tigri dai denti a sciabola. Anche le ossa degli uomini preistorici si sono conservate così, e da queste possiamo capire quanto erano alti, cosa mangiavano e a che età morivano di solito. Pensa quando trovi sulla spiaggia una conchiglia: stai tenendo in mano un pezzettino di natura antichissima. Studiare un fossile è come leggere una pagina del grandissimo libro che è la storia del nostro pianeta.

Le pitture rupestri

Ci sono fonti speciali che gli uomini preistorici hanno disegnato apposta per noi, anche se forse non sapevano che le avremmo trovate tanti millenni dopo. Sulle pareti di alcune grotte famose, come quelle in Francia e in Spagna, si vedono bisonti, cavalli, cervi e mani colorate stampate sulla roccia. Queste pitture si chiamano rupestri, perché la parola rupe vuol dire roccia, e venivano fatte con terre colorate, carbone e grasso animale. Probabilmente gli uomini le disegnavano prima di andare a caccia, sperando di avere fortuna, oppure per raccontare ai più giovani come si cacciava. È un po' come quando tu fai un disegno per spiegare alla maestra cosa hai fatto in vacanza: anche loro raccontavano qualcosa di importante. Le pitture sono quindi una fonte preziosissima che ci parla dei pensieri e dei sogni di chi viveva nella preistoria.

Ricorda

  1. Le fonti sono indizi del passato che ci permettono di conoscere chi viveva prima di noi.
  2. Nella preistoria non c'era la scrittura, quindi mancano le fonti scritte come libri e documenti.
  3. Le fonti materiali sono oggetti come pietre lavorate, vasi, collane e armi da caccia.
  4. I fossili sono resti di piante, animali e uomini diventati pietra col passare di tantissimo tempo.
  5. Le pitture rupestri sono disegni fatti dagli uomini preistorici sulle pareti delle grotte.
  6. Gli archeologi e i paleontologi sono gli studiosi che cercano e analizzano queste preziose tracce.

Riferimento curricolare

Scheda didattica verificata sull'obiettivo ob.tecnico-amministrazione-finanza-marketing.storia.cl1.strumenti-ricerca-storica.01 — Riordino degli istituti tecnici. Verificata il 2026-06-04 sulla norma di riferimento.

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