Le fonti storiche sono come piccole spie del passato: ci raccontano come vivevano le persone tanto tempo fa. Lo storico le studia per ricostruire la storia, proprio come un detective ricostruisce un caso seguendo gli indizi.
Che cos'è una fonte storica
Una fonte storica è un oggetto, uno scritto, un'immagine o un racconto che ci dà informazioni su quello che è successo nel passato. Senza le fonti non potremmo sapere come vestivano i nostri bisnonni o quali giochi facevano i bambini cento anni fa. Anche tu, senza saperlo, produci ogni giorno tante piccole fonti: una foto della gita, il disegno che attacchi al frigorifero, il diario di scuola. Quando un grande non ricorda bene un evento della sua infanzia, va a cercare proprio queste tracce per ritrovare i ricordi. Lo storico fa la stessa cosa, ma con il passato di tutti: raccoglie le tracce e le mette insieme come i pezzi di un puzzle. Per riuscire a leggere bene il passato, però, gli storici hanno imparato a dividere le fonti in famiglie diverse, a seconda del tipo di traccia che ci offrono.
Le fonti scritte
Le fonti scritte sono tutti i documenti su cui qualcuno, nel passato, ha tracciato delle parole. Possono essere lettere, diari, registri di classe, ricette di cucina della nonna, libri antichi o anche semplici biglietti della spesa ritrovati in un cassetto. Pensa, per esempio, a una vecchia lettera che il bisnonno scrisse alla bisnonna quando era lontano per lavoro: leggendola scopriamo come parlavano, cosa pensavano, quali parole usavano per dire "ti voglio bene". Un altro esempio è il registro della tua scuola di tanti anni fa: lì sono segnati i nomi degli alunni, le materie studiate e perfino i voti. Le fonti scritte sono molto preziose perché contengono pensieri e racconti raccontati direttamente dalle persone del passato. Bisogna però saperle leggere con attenzione, perché la scrittura di una volta era diversa dalla nostra e usava parole che oggi quasi non si usano più.
Le fonti orali
Le fonti orali sono i racconti che ascoltiamo dalla voce di chi ha vissuto, o si ricorda, qualcosa del passato. Non sono scritte da nessuna parte: vivono nella memoria delle persone e si trasmettono parlando. Quando la nonna ti racconta com'era la sua scuola, con il calamaio e il grembiule nero, ti sta regalando una fonte orale preziosissima. Anche le filastrocche, i proverbi e le canzoni del paese che gli anziani conoscono a memoria sono fonti orali, perché ci dicono cosa pensava e come si divertiva la gente prima. Per non perdere questi racconti, oggi spesso li registriamo con un telefono o un microfono, così rimangono per sempre. Le fonti orali sono molto vive, ma a volte cambiano un po' ogni volta che vengono raccontate, perché la memoria può fare piccoli scherzi.
Le fonti materiali
Le fonti materiali sono oggetti veri e propri che possiamo toccare, osservare e a volte anche provare a usare. Sono cose costruite o utilizzate dalle persone del passato: pentole, monete, vestiti, giocattoli, mobili, attrezzi da lavoro, persino interi edifici come castelli e chiese antiche. Se in soffitta trovi un vecchio ferro da stiro pesantissimo, che si scaldava mettendoci dentro la brace, hai in mano una vera fonte materiale: ti racconta come si stirava prima che esistesse la corrente elettrica. Un altro esempio sono i giocattoli di legno dei tuoi nonni, magari una trottola dipinta o una bambola di stoffa: parlano di quando le cose si costruivano in casa, con pazienza. Queste fonti sono molto utili agli storici e agli archeologi, che le studiano per capire i mestieri, le abitudini e perfino la moda di un'epoca lontana.
Le fonti iconografiche
Le fonti iconografiche sono immagini di ogni tipo: fotografie, dipinti, disegni, manifesti, cartoline, affreschi sui muri delle chiese antiche. Si chiamano così perché "icona" è una parola che vuol dire proprio immagine. Una vecchia fotografia in bianco e nero del tuo paese, scattata cento anni fa, ti mostra com'erano le strade, le case e i mezzi di trasporto di allora: forse vedrai carri trainati dai cavalli al posto delle macchine. Un quadro antico, invece, può farci capire come si vestivano i re e le regine, o come erano i banchetti nei castelli. Le fonti iconografiche sono speciali perché parlano agli occhi: anche chi non sa leggere può capire tantissime cose guardandole con attenzione, notando i colori, i vestiti, gli oggetti e i paesaggi.
A che cosa servono le fonti
Ogni tipo di fonte ci racconta un pezzetto diverso del passato, e tutti insieme i pezzetti formano la storia. Una sola fonte, da sola, non basta quasi mai: è come avere un solo pezzo del puzzle e provare a indovinare l'immagine intera. Per esempio, per sapere com'era la scuola dei tuoi bisnonni, puoi leggere il loro vecchio quaderno (fonte scritta), ascoltare i loro ricordi (fonte orale), osservare il grembiule conservato in un armadio (fonte materiale) e guardare la foto di classe ingiallita (fonte iconografica). Mettendo insieme tutte queste informazioni, riesci a ricostruire una scena molto più ricca e veritiera. Lo storico fa esattamente così: cerca, confronta e collega tante fonti diverse per non sbagliarsi e per raccontare il passato nel modo più giusto possibile.
Curiosità: dove si conservano le fonti
Le fonti non si trovano solo in soffitta o nei racconti della nonna: molte sono custodite in luoghi speciali fatti apposta per proteggerle. Le fonti scritte più importanti vivono negli archivi e nelle biblioteche, dove pergamene e documenti antichi sono tenuti al fresco e lontano dalla luce forte, che li rovinerebbe. Le fonti materiali e iconografiche, invece, le trovi soprattutto nei musei: lì puoi vedere dietro le vetrine vasi antichi, armature dei cavalieri, ritratti di gente vissuta secoli fa. Esiste perfino una scienza, l'archeologia, che si occupa di cercare le fonti materiali sotto terra, scavando con piccoli pennelli per non rovinare nulla. Se un giorno visiterai un museo, prova a immaginare quante mani hanno toccato gli oggetti che guardi: ognuno di loro è un piccolo messaggero arrivato fino a te dal passato.
Ricorda
- Una fonte storica è una traccia che ci parla del passato.
- Le fonti scritte sono documenti con parole (lettere, diari, registri).
- Le fonti orali sono racconti, filastrocche e ricordi detti a voce.
- Le fonti materiali sono oggetti che possiamo toccare (pentole, giochi, vestiti).
- Le fonti iconografiche sono immagini (foto, quadri, disegni, manifesti).
- Più fonti insieme aiutano lo storico a ricostruire il passato come un puzzle.
Piccolo esercizio di verifica (sul quaderno): scegli un oggetto della tua casa che secondo te, fra cento anni, potrebbe diventare una fonte storica. Disegnalo, scrivi a quale tipo di fonte appartiene e racconta in tre righe che cosa potrebbe far capire ai bambini del futuro sulla tua vita di oggi.