Prima, adesso, dopo: mettere in ordine il tempo

SpiegazioneScuola primaria · 1ªstoria

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

In questa lezione impariamo a riconoscere cosa succede prima, cosa succede adesso e cosa succede dopo, per raccontare i fatti nel giusto ordine.

Il tempo che passa

Il tempo è qualcosa che non si può vedere né toccare, ma noi lo sentiamo perché tutto intorno a noi cambia continuamente. La mattina arriva la luce del sole, poi il cielo diventa azzurro e infine torna la sera con le stelle. Allo stesso modo, anche le persone, gli animali e le piante crescono e si trasformano con il passare delle ore, dei giorni e degli anni. Quando vogliamo raccontare quello che succede, dobbiamo scegliere quali fatti sono accaduti prima e quali sono accaduti dopo. Per esempio, prima nasce un pulcino dall'uovo e dopo diventa una grande gallina che fa altre uova. Oppure, prima pianti un semino piccolissimo e dopo, con acqua e sole, nasce un bel fiore colorato.

Le tre parole magiche

Le parole prima, adesso e dopo ci aiutano a capire l'ordine dei fatti come fossero tre piccoli scalini. La parola prima indica quello che è successo nel passato, cioè un momento del tempo che è già finito e che ricordiamo nella memoria. La parola adesso indica il momento presente, quello che sta accadendo proprio in questo istante mentre noi viviamo. La parola dopo indica il futuro, cioè un momento che ancora non è arrivato ma che arriverà tra poco o tra tanto tempo. Per esempio, prima ti sei svegliato, adesso sei a scuola e dopo tornerai a casa per pranzo. Oppure, prima eri un neonato in fasce, adesso sei un bambino di sei anni e dopo diventerai un ragazzo grande.

L'ordine cronologico

Quando raccontiamo qualcosa, è molto importante usare l'ordine giusto, altrimenti chi ci ascolta non capisce bene la storia. L'ordine in cui i fatti accadono nel tempo si chiama ordine cronologico, una parola difficile che vuol dire proprio ordine del tempo. Cronologico significa che mettiamo per primo il fatto più antico, poi quello che è venuto subito dopo e così via fino ad arrivare all'ultimo. Immagina di raccontare la tua giornata a mamma: non puoi dire la merenda prima della colazione, perché creeresti una grande confusione. Allo stesso modo, in una ricetta della nonna, prima si rompono le uova nella ciotola, poi si aggiunge la farina e infine si mescola tutto con cura. Se cambiamo l'ordine, il dolce non viene buono e la storia non si capisce più.

Le parole che indicano il tempo

Nella nostra lingua esistono tante paroline preziose che ci aiutano a capire quando un fatto è successo. Ci sono parole che indicano il passato, come ieri, una volta, tempo fa, l'anno scorso, quando ero piccolo. Ci sono parole che indicano il presente, come oggi, adesso, ora, in questo momento, proprio ora. Ci sono poi parole che indicano il futuro, come domani, dopo, fra poco, tra un mese, l'anno prossimo. Per esempio, possiamo dire: ieri ho mangiato la pizza, oggi mangio la pasta, domani mangerò il riso al pomodoro. Conoscere queste parole è come avere una piccola bussola che ci guida tra i ricordi, il presente e i sogni.

Quando partiamo dalla fine

Quasi sempre raccontiamo i fatti nell'ordine in cui sono accaduti, ma a volte possiamo fare una scelta diversa e cominciare dalla fine. Questo trucco serve per creare curiosità in chi ci ascolta, perché tutti vogliono sapere come si è arrivati a quel finale così particolare. Per esempio, possiamo iniziare dicendo: alla fine della giornata Luca era tutto sporco di cioccolato. Subito chi ascolta si domanda: ma cosa avrà mai combinato Luca per ridursi così? Allora possiamo tornare indietro e raccontare che prima aveva aperto la dispensa, poi aveva trovato il barattolo di crema. Questo modo di raccontare si usa nelle storie più avventurose, ma di solito a scuola e nella vita di tutti i giorni preferiamo iniziare dall'inizio.

Le sequenze di tutti i giorni

La nostra vita è piena di sequenze, cioè di azioni che si fanno una dopo l'altra in un ordine preciso. Pensiamo a quando ci prepariamo per uscire di casa la mattina: ecco una sequenza tipica che facciamo quasi senza pensarci.

  1. Ci alziamo dal letto e apriamo la finestra.
  2. Andiamo in bagno per lavarci il viso e i denti.
  3. Ci vestiamo con gli abiti puliti del giorno.
  4. Facciamo colazione con latte e biscotti.
  5. Mettiamo lo zaino sulle spalle e usciamo verso la scuola.

Un altro esempio bellissimo di sequenza è quello del bagnetto serale del fratellino piccolo. Prima si riempie la vaschetta di acqua tiepida, poi si mette il bagnoschiuma profumato, dopo si lava il bambino con dolcezza e infine lo si asciuga con un asciugamano morbido. Se proviamo a cambiare l'ordine di questi passaggi, il bagnetto diventa impossibile e tutti si arrabbiano un pochino.

Il tempo nelle storie illustrate

Nei libri per bambini, nei fumetti e nei cartoni animati, il tempo si capisce guardando bene le immagini una dopo l'altra. Ogni vignetta o disegno rappresenta un momento diverso della storia, come tante piccole fotografie messe in fila. Di solito si legge da sinistra a destra e dall'alto verso il basso, proprio come si legge un libro normale. Pensiamo alla storia di Cappuccetto Rosso: nella prima immagine la bambina parte da casa con il cestino, in quella in mezzo incontra il lupo nel bosco e nell'ultima arriva dalla nonna. Anche nei nostri quaderni, quando l'insegnante ci chiede di disegnare una storia in tre quadretti, dobbiamo pensare attentamente a cosa succede prima, durante e dopo, perché ogni disegno racconta un pezzettino di tempo.

Ricorda

Ecco i punti più importanti che dobbiamo tenere a mente per non sbagliare mai più con il tempo.

Ora prova tu sul quaderno! Disegna tre quadretti uno accanto all'altro e racconta con i disegni cosa fai dal momento in cui esci da scuola fino al momento in cui ti metti a dormire la sera. Nel primo quadretto disegna il momento prima, nel secondo il momento adesso e nel terzo il momento dopo. Sotto ogni disegno scrivi una piccola frase che spiega quello che hai disegnato. Poi mostra il tuo lavoro a un compagno e prova a raccontare la tua storia ad alta voce.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.italiano.cl3.ascolto-e-parlato.06 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis