L'apparato digerente è il sistema di organi che trasforma il cibo che mangiamo in sostanze utili al corpo. Si comporta come una lunga catena di montaggio in cui ogni organo svolge un compito preciso per nutrirci e darci energia.
Un viaggio lungo e affascinante
Ogni volta che addentiamo una mela o sorseggiamo una minestra calda, mettiamo in moto una macchina straordinaria lunga circa otto o nove metri. Il cibo intraprende un viaggio che dura diverse ore e attraversa numerosi organi, ciascuno con un compito specifico e indispensabile. Pensa a quando mangi un panino al prosciutto durante la merenda: in quel preciso istante inizia un'avventura che coinvolgerà tutto il tuo corpo. Anche un piccolo biscotto, apparentemente innocuo, deve essere trasformato profondamente prima di poter nutrire le tue cellule. Gli scienziati chiamano questo processo digestione, una parola che deriva dal latino e significa proprio scomporre. Capire come funziona ti aiuta a prenderti cura della tua salute e a scegliere meglio cosa mettere nel piatto.
A cosa serve l'apparato digerente
Il compito principale di questo apparato è trasformare il cibo in sostanze così piccole da poter essere assorbite dal sangue. Gli alimenti che mangiamo, infatti, sono troppo grossi per entrare direttamente nelle cellule e devono essere ridotti in pezzettini microscopici chiamati nutrienti. I nutrienti sono le proteine, i grassi, gli zuccheri, le vitamine e i sali minerali, e servono per crescere, muoverci e mantenerci in salute. Quando giochi a pallone nel cortile, per esempio, i muscoli delle gambe consumano l'energia ricavata dal pranzo di poche ore prima. Allo stesso modo, le unghie e i capelli crescono perché ricevono materiali ottenuti dal cibo che mastichi quotidianamente. Infine, l'apparato digerente si occupa anche di separare ciò che è utile da ciò che non lo è, eliminando i resti.
La bocca: dove tutto comincia
La bocca è la porta d'ingresso del cibo e qui avviene la prima fase della digestione, chiamata masticazione. I denti tagliano, strappano e triturano gli alimenti grazie alla loro forma diversa: gli incisivi tagliano, i canini lacerano e i molari macinano. La lingua, intanto, sposta il cibo da un lato all'altro e lo mescola con la saliva, un liquido prodotto da ghiandole speciali. La saliva non serve solo a bagnare il boccone, ma contiene sostanze che cominciano a sciogliere l'amido, presente per esempio nel pane o nella pasta. Prova a tenere a lungo in bocca un pezzetto di pane senza masticarlo troppo: dopo qualche minuto sentirai un sapore leggermente dolce. Per questo è fondamentale masticare a lungo: un boccone ben sminuzzato sarà più facile da digerire negli organi successivi.
L'esofago: il tunnel verso lo stomaco
Quando il boccone è pronto, la lingua lo spinge verso la gola e da lì nell'esofago, un tubo elastico lungo circa venticinque centimetri. L'esofago non è una semplice scivolata diritta, ma un canale muscolare che si contrae e si rilassa per far scendere il cibo verso il basso. Questo movimento ondulato si chiama peristalsi e funziona così bene che potresti deglutire anche stando a testa in giù. Pensa a quando bevi un bicchiere d'acqua appoggiato al letto guardando il soffitto: l'acqua arriva comunque allo stomaco, perché non cade per gravità ma viene spinta attivamente. Per evitare che il cibo finisca per sbaglio nei polmoni, una piccola valvola chiamata epiglottide chiude le vie respiratorie ogni volta che inghiottiamo. È esattamente quello che ti capita quando ridi mentre bevi e dici di esserti soffocato: l'epiglottide ha fatto fatica a coordinarsi.
Lo stomaco: il frullatore del corpo
Lo stomaco è una sacca elastica a forma di J, capace di contenere fino a un litro e mezzo di cibo dopo un pasto abbondante. Al suo interno il boccone viene mescolato con i succhi gastrici, un liquido acido che disinfetta e scioglie gli alimenti. I muscoli delle pareti dello stomaco si contraggono ritmicamente e impastano il contenuto come farebbe un frullatore acceso a bassa velocità. Dopo qualche ora il cibo si trasforma in una poltiglia cremosa chiamata chimo, simile a una zuppa densa e omogenea. Per questo motivo, quando mangi troppo velocemente o ingurgiti grandi quantità di gelato gelido, lo stomaco fatica a lavorare e ti senti appesantito. Lo stomaco impiega in media tre o quattro ore per svuotarsi, ma la pasta al pomodoro digerisce più in fretta di una bistecca o di una pizza con tanto formaggio.
L'intestino tenue: il cuore della digestione
Dallo stomaco il chimo passa nell'intestino tenue, un tubo arrotolato lungo circa sette metri che riempie quasi tutto l'addome. Qui la digestione viene completata grazie ai succhi prodotti dal pancreas e dal fegato, due organi che lavorano accanto all'intestino come fedeli collaboratori. Il pancreas produce un liquido capace di scomporre proteine, grassi e zuccheri, mentre il fegato fabbrica la bile, che agisce sui grassi come un detersivo sulle macchie d'olio nel piatto. Le pareti interne dell'intestino tenue sono ricoperte di piccolissime sporgenze chiamate villi, simili al pelo di un tappeto morbido. Attraverso i villi i nutrienti passano nel sangue e raggiungono ogni angolo del corpo: arrivano al cervello mentre studi, ai muscoli mentre corri e alle ossa mentre cresci. Senza i villi non potremmo assorbire nulla, come se cercassimo di raccogliere l'acqua con un colino.
L'intestino crasso e l'eliminazione degli scarti
Ciò che non viene assorbito nell'intestino tenue passa nell'intestino crasso, lungo circa un metro e mezzo e più largo del precedente. In questa parte finale del viaggio l'organismo recupera soprattutto l'acqua ancora presente nei resti del cibo, perché non bisogna sprecare nemmeno una goccia. Nell'intestino crasso vivono miliardi di batteri amici, che aiutano a smontare le ultime fibre e producono alcune vitamine preziose. Senza questi piccoli alleati avresti più difficoltà a digerire la verdura cruda o i legumi come fagioli e lenticchie. Alla fine restano le feci, cioè gli scarti solidi che il corpo elimina attraverso l'ano una o due volte al giorno. Bere molta acqua e mangiare frutta, verdura e cereali integrali aiuta questo organo a lavorare bene e a evitare fastidiosi blocchi.
Curiosità e consigli per una buona digestione
Lo sapevi che il nostro intestino è talvolta chiamato il secondo cervello, perché contiene milioni di cellule nervose che dialogano con la testa? Ecco perché quando sei emozionato prima di una verifica importante senti le farfalle nello stomaco oppure ti viene mal di pancia. Anche il modo in cui mangi influisce sulla digestione: mangiare in fretta, parlare con la bocca piena o bere bibite gassate ghiacciate appesantisce il lavoro degli organi. Al contrario, masticare con calma, scegliere cibi vari e fare una breve passeggiata dopo pranzo aiuta il corpo a digerire meglio. Anche il fegato, oltre a produrre la bile, funziona come un grande filtro che ripulisce il sangue dalle sostanze dannose. Per questo gli adulti devono fare attenzione a non mangiare in modo squilibrato e a non assumere sostanze nocive che lo affaticherebbero.
Ricorda
Ecco i punti chiave da fissare bene in mente:
- L'apparato digerente trasforma il cibo in nutrienti utili al corpo ed elimina gli scarti.
- Gli organi principali sono bocca, esofago, stomaco, intestino tenue e intestino crasso.
- Il fegato e il pancreas sono organi collaboratori che producono sostanze indispensabili per la digestione.
- La masticazione inizia la digestione e i villi intestinali permettono ai nutrienti di entrare nel sangue.
- Una buona alimentazione, ricca di frutta, verdura e acqua, aiuta tutto l'apparato a lavorare meglio.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna la sagoma di un bambino visto di fronte e colloca al posto giusto i seguenti organi colorandoli ciascuno di una tinta diversa: bocca, esofago, stomaco, fegato, pancreas, intestino tenue e intestino crasso. Accanto a ogni organo scrivi una frase breve che ne spieghi la funzione principale, poi traccia con una freccia rossa il percorso completo che un boccone di pane compie dal momento in cui entra in bocca fino a quando i suoi nutrienti raggiungono il sangue.