Le piante sono organismi viventi formati da parti diverse che lavorano insieme: la radice tiene la pianta ancorata al suolo, il fusto la sorregge e le foglie producono il nutrimento.
Quasi tutte le piante che vediamo nei prati, nei giardini e nei boschi hanno tre organi principali: radice, fusto e foglie. Ognuna di queste parti svolge un compito preciso e indispensabile, un po' come accade nel nostro corpo dove cuore, polmoni e stomaco hanno funzioni diverse. Quando una sola di queste parti smette di funzionare, l'intera pianta soffre e può seccarsi nel giro di pochi giorni. Per capire bene come vive una pianta dobbiamo quindi osservare con attenzione che cosa fa ciascuno di questi organi e in che modo collabora con gli altri. In questa scheda esploreremo le caratteristiche e i compiti di radice, fusto e foglie, scoprendo come insieme permettano alla pianta di crescere.
La radice e il fusto: ancoraggio, trasporto e sostegno
La radice è la parte della pianta che cresce sotto terra e ha due compiti fondamentali, entrambi essenziali per la sopravvivenza. Il primo compito è quello di ancorare la pianta al terreno, tenendola ferma anche quando soffia il vento o cade una pioggia intensa. Il secondo compito è quello di assorbire dal suolo l'acqua e i sali minerali, sostanze nutritive che la pianta non potrebbe trovare altrove. Esistono radici a fittone, come quelle della carota, che hanno una radice principale grossa e robusta da cui partono radici più piccole. Esistono poi le radici fascicolate, come quelle del grano, formate da tanti filamenti tutti più o meno uguali che si allargano nel terreno.
Il fusto è invece la parte che si trova sopra il suolo e collega la radice alle foglie come una vera autostrada. Al suo interno scorrono piccoli canali sottilissimi che portano l'acqua e i sali minerali dalla radice fino alle foglie e poi distribuiscono il nutrimento prodotto dalle foglie a tutta la pianta. Il fusto ha anche il compito di sostenere la pianta in alto, permettendole di esporre le foglie alla luce del sole. Nelle piante erbacee, come il prezzemolo, il fusto è morbido e verde, mentre negli alberi diventa legnoso, duro e resistente, e prende il nome di tronco.
Le foglie: la cucina della pianta
Le foglie sono gli organi più sorprendenti perché al loro interno avviene un processo che le piante sanno fare e noi no: la fotosintesi clorofilliana. Grazie alla luce del sole, le foglie trasformano l'acqua arrivata dalla radice e l'anidride carbonica presa dall'aria in zuccheri, che sono il vero nutrimento della pianta. Durante questo processo le foglie liberano nell'aria ossigeno, lo stesso gas che noi e tutti gli animali respiriamo per vivere. Per questo motivo si dice che le piante sono i polmoni del nostro pianeta e che proteggere boschi e foreste significa proteggere anche la nostra salute.
Osservando con attenzione una foglia possiamo riconoscere alcune parti precise: il picciolo, che la attacca al fusto, e la lamina, cioè la parte larga e piatta percorsa dalle nervature. Le nervature sembrano piccole vene e in realtà sono proprio i canali che trasportano acqua e nutrimento dentro la foglia. Il colore verde delle foglie dipende dalla clorofilla, una sostanza che funziona come una piccola trappola per catturare la luce solare. In autunno, quando la luce diminuisce, alcune piante perdono la clorofilla e le loro foglie diventano gialle, rosse o marroni prima di cadere.
Ricorda
- La radice ancora la pianta al terreno e assorbe acqua e sali minerali; può essere a fittone o fascicolata.
- Il fusto sostiene la pianta e trasporta le sostanze tra radice e foglie; nelle piante legnose si chiama tronco.
- Le foglie producono il nutrimento con la fotosintesi clorofilliana grazie alla luce del sole, e liberano ossigeno nell'aria.
Piccolo esercizio sul quaderno: disegna una pianta intera con radice, fusto e foglie, poi scrivi accanto a ciascuna parte una freccia con il suo compito principale. Sotto al disegno rispondi in due righe: perché senza foglie la pianta non riuscirebbe a vivere?