Radice, fusto, foglie: le parti della pianta al lavoro

SpiegazioneScuola primaria · 4ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Le piante sembrano ferme e silenziose, ma dentro di loro c'è una vera squadra di lavoro: radice, fusto e foglie collaborano ogni giorno per farle crescere e vivere.

Una pianta, tante parti che collaborano

Quando guardi un albero del parco o il basilico sul davanzale, vedi un essere vivente formato da parti diverse che svolgono compiti precisi. Ogni parte della pianta ha una funzione particolare, proprio come ogni organo del nostro corpo. Le tre parti principali di quasi tutte le piante sono la radice, il fusto e le foglie, a cui spesso si aggiungono fiori e frutti. Pensa a una pianta di pomodoro nell'orto: la radice la tiene ben piantata, il fusto la sostiene in alto, le foglie raccolgono la luce del sole. Anche un piccolo trifoglio in giardino, anche se minuscolo, possiede tutte queste parti, ciascuna al suo posto. Studiare la pianta significa scoprire come queste parti lavorano insieme, formando una piccola fabbrica vivente.

La radice: la parte nascosta che lavora sotto terra

La radice è la parte della pianta che cresce verso il basso, infilandosi nel terreno e di solito rimanendo invisibile ai nostri occhi. Ha due compiti molto importanti: ancorare la pianta al suolo, perché non venga rovesciata dal vento, e assorbire l'acqua con i sali minerali presenti nella terra. All'estremità delle radici si trovano tantissimi peletti sottilissimi, chiamati peli radicali, che funzionano come piccole cannucce e succhiano l'acqua dal terreno. Se hai mai provato a strappare un dente di leone dal prato, avrai notato quanta forza serve: questo accade perché la sua lunga radice si aggrappa al suolo con tenacia. Un altro esempio è la carota che mangi a pranzo, che non è altro che una grande radice cresciuta sotto terra e usata dalla pianta per conservare il cibo.

Tipi di radice: a fittone o fascicolate

Non tutte le radici sono uguali, e osservandole con attenzione possiamo riconoscere due grandi gruppi. Le radici a fittone hanno una radice principale grossa e dritta, da cui partono radichette più piccole laterali, e affondano molto in profondità. Le radici fascicolate invece sono formate da tanti filamenti tutti uguali che partono insieme dalla base del fusto, somigliando a un ciuffo di capelli. Un classico esempio di radice a fittone è quella della carota o della barbabietola, che cresce dritta verso il basso. Le radici del prato del giardino, fatte di erba o di grano, sono invece tipicamente fascicolate, e per questo formano una specie di tappeto fitto che trattiene la terra. Esistono anche radici curiose, come quelle aeree delle orchidee o quelle delle mangrovie, che vivono fuori dal terreno e respirano nell'aria.

Il fusto: la colonna che sostiene e trasporta

Il fusto è la parte della pianta che si alza verso l'alto e collega la radice alle foglie, ai fiori e ai frutti. La sua prima funzione è sostenere la pianta, tenendola dritta in modo che le foglie possano essere ben esposte alla luce del sole. La seconda funzione, altrettanto importante, è trasportare: dentro al fusto scorrono dei piccolissimi tubicini, chiamati vasi, che portano l'acqua e i sali minerali dalla radice fino alle foglie, e il nutrimento prodotto dalle foglie verso il resto della pianta. Un esempio bellissimo è il tronco di una quercia, robusto e legnoso, che da centinaia di anni sostiene una chioma enorme. Anche lo stelo di un tulipano è un fusto, anche se sottile e morbido, e fa esattamente lo stesso lavoro per la sua pianta più piccola.

Fusti legnosi ed erbacei

I fusti possono essere molto diversi tra loro, e in genere si distinguono in due grandi famiglie. Il fusto legnoso è duro, rivestito di corteccia e capace di durare moltissimi anni: è il tronco degli alberi e degli arbusti, come il melo o il rosmarino. Il fusto erbaceo invece è verde, morbido e flessibile, e di solito vive una sola stagione, come accade nel papavero o nella margherita. Quando vai al parco e tocchi la corteccia ruvida di un pino, stai toccando un fusto legnoso che cresce da decenni. Se invece tocchi il gambo tenero di un girasole nel campo, stai toccando un fusto erbaceo che è nato in primavera. Alcune piante hanno fusti speciali: la patata che mangi è in realtà un fusto sotterraneo trasformato, dove la pianta accumula le sue riserve di cibo.

Le foglie: la cucina verde della pianta

Le foglie sono spesso la parte più riconoscibile di una pianta, e sono molto di più di una semplice decorazione verde. Dentro di loro avviene un processo magico chiamato fotosintesi, grazie al quale la pianta produce il proprio cibo. Per fare questo, le foglie usano la luce del sole, l'acqua arrivata dalle radici e l'anidride carbonica presa dall'aria; come scarto rilasciano l'ossigeno che noi respiriamo. Il colore verde delle foglie è dovuto a una sostanza chiamata clorofilla, che funziona come un pannello solare naturale. Pensa alle foglie larghe di una zucca nell'orto, che sembrano grandi piatti pronti a catturare ogni raggio di sole. Anche gli aghi sottili di un abete sono foglie, modificate per resistere al freddo e alla neve dell'inverno.

Forme e tipi di foglie

Osservando le foglie con una lente puoi accorgerti che ne esistono di mille forme diverse, e questa varietà aiuta gli scienziati a riconoscere le piante. Una foglia è in genere formata da un picciolo, che la attacca al fusto, e da una lamina, la parte piatta e larga attraversata da nervature. Le foglie possono essere semplici, come quella del faggio, oppure composte, formate da più foglioline su un unico picciolo, come quella dell'ippocastano o del trifoglio. I bordi possono essere lisci, dentellati come un seghetto, oppure profondamente incisi come nella foglia dell'acero che molti raccolgono in autunno. Anche la durata cambia: le foglie caduche del ciliegio cadono in autunno, mentre quelle sempreverdi dell'alloro restano sulla pianta tutto l'anno.

Una squadra che lavora insieme

Radice, fusto e foglie non lavorano mai da sole: formano una vera squadra in cui ognuno ha bisogno degli altri per vivere. La radice assorbe acqua dal terreno, il fusto la fa salire come in un piccolo ascensore, e le foglie la usano insieme alla luce per produrre il cibo. Quel cibo, a sua volta, viene rimandato giù attraverso il fusto fino alla radice, che ne ha bisogno per crescere e funzionare. Se una sola di queste parti smette di lavorare, l'intera pianta si ammala: una pianta senza radici appassisce subito, una senza foglie non riesce a nutrirsi. Lo puoi osservare con un esperimento semplice: metti un gambo di sedano in un bicchiere con acqua colorata e dopo qualche ora vedrai il colore salire lungo il fusto fino alle foglioline.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: disegna una pianta intera (per esempio una margherita o un piccolo albero) e indica con delle frecce le tre parti principali. Accanto a ogni freccia scrivi in una frase la funzione di quella parte. Infine, sotto al disegno, rispondi a queste due domande: «Perché una pianta non potrebbe vivere senza radici?» e «Cosa succederebbe a una pianta tenuta sempre al buio?».

Riferimento curricolare

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