L'acqua del mare, dei fiumi e delle nuvole è sempre la stessa: viaggia in un grande cerchio senza fine, cambiando forma ma non quantità.
Un viaggio che non finisce mai
L'acqua che bevi oggi potrebbe aver bagnato le foglie di una felce ai tempi dei dinosauri, perché sulla Terra non si crea acqua nuova né si distrugge quella vecchia. Quella che esiste viaggia continuamente dal mare al cielo, dal cielo alla terra, dalla terra di nuovo al mare, ripetendo lo stesso percorso da miliardi di anni. Questo viaggio si chiama ciclo dell'acqua, e la parola ciclo significa proprio un movimento che ritorna sempre al punto di partenza. Pensa a una pozzanghera che scompare dopo una giornata di sole: l'acqua non è sparita, è solo salita verso l'alto in una forma che i tuoi occhi non riescono a vedere. Anche le gocce che cadono dal rubinetto, prima di arrivare a casa tua, hanno fatto un lunghissimo cammino tra nuvole, montagne e tubature. Capire questo viaggio ti aiuta a comprendere perché piove, perché si formano le nuvole e perché i fiumi non finiscono mai di scorrere verso il mare.
Le tre facce dell'acqua
Prima di seguire il viaggio, devi conoscere i tre vestiti che l'acqua sa indossare, perché il ciclo funziona proprio grazie a questi cambiamenti. Allo stato liquido l'acqua scorre, prende la forma del contenitore e la trovi nei bicchieri, nei laghi e quando esce dalla doccia al mattino. Allo stato solido l'acqua diventa dura e mantiene la propria forma: è il ghiaccio del freezer, la neve che imbianca i tetti e la grandine che a volte rovina i giardini d'estate. Allo stato gassoso l'acqua si chiama vapore acqueo, è invisibile e si mescola con l'aria che respiriamo, come quando si appanna lo specchio del bagno dopo una doccia calda. Per passare da uno stato all'altro serve quasi sempre una variazione di temperatura: il calore trasforma il ghiaccio in acqua e l'acqua in vapore, mentre il freddo fa l'opposto. Senza questi continui cambi di stato, il ciclo dell'acqua non potrebbe esistere e il nostro pianeta sarebbe molto diverso.
L'evaporazione: l'acqua diventa invisibile
Il viaggio inizia quando il Sole riscalda l'acqua dei mari, dei laghi e dei fiumi, trasformandola in vapore che sale verso l'alto: questo fenomeno si chiama evaporazione. Il calore dà alle goccioline tanta energia da farle staccare l'una dall'altra e da farle volare nell'aria, dove diventano così piccole che nessuno può vederle. Puoi osservare l'evaporazione quando stendi i panni bagnati al sole: dopo qualche ora sono asciutti, perché l'acqua se n'è andata nell'aria sotto forma di vapore. Lo stesso succede a una ciotola d'acqua lasciata sul davanzale per giorni: il livello si abbassa pian piano, anche se nessuno ha bevuto da lì. Più fa caldo, più l'evaporazione è veloce, ecco perché in estate i vestiti si asciugano in poco tempo e in inverno ci mettono molto di più. Anche le piante partecipano a questo processo attraverso le foglie, in un fenomeno chiamato traspirazione, che funziona come una piccola evaporazione vegetale.
La condensazione: nascono le nuvole
Il vapore acqueo, salendo in alto nel cielo, incontra strati d'aria sempre più freddi e qui avviene un nuovo cambiamento chiamato condensazione. Quando il vapore si raffredda, le sue particelle invisibili si riavvicinano e formano minuscole goccioline d'acqua, che restano sospese in aria attaccate a granelli di polvere. Milioni e milioni di queste goccioline insieme formano le nuvole, che galleggiano nel cielo proprio perché sono leggerissime. Puoi vedere la condensazione anche in cucina: quando bolle l'acqua nella pentola, il vapore tocca il coperchio freddo e si trasforma in tante piccole gocce. Lo stesso succede al mattino presto, quando trovi la rugiada sull'erba del prato: l'aria umida ha toccato i fili freddi e ha lasciato lì le sue goccioline. La condensazione è il contrario dell'evaporazione, e mostra come uno stesso fenomeno possa funzionare in due direzioni opposte a seconda della temperatura.
Le precipitazioni: l'acqua torna giù
Quando dentro una nuvola le goccioline si uniscono fra loro, diventano sempre più grandi e pesanti, finché l'aria non riesce più a sostenerle e cadono verso terra: sono le precipitazioni. Se la temperatura è mite, l'acqua scende sotto forma di pioggia, quella che senti tamburellare sulle finestre nelle giornate di temporale. Se invece nell'aria fa molto freddo, le goccioline si congelano durante la caduta e diventano fiocchi di neve, che imbiancano i paesi di montagna in inverno. A volte, dentro nuvole molto agitate, le gocce d'acqua si trasformano in piccoli sassi di ghiaccio che chiamiamo grandine: possono essere grandi come piselli o, raramente, come noci. Anche la nebbia è una forma di acqua che torna giù, ma molto leggera, una specie di nuvola che tocca terra e bagna le strade senza che nessuno se ne accorga. Tutte queste forme diverse di precipitazione fanno parte dello stesso ciclo, perché qualunque sia il vestito che indossa, l'acqua sta tornando a casa.
Il ritorno al mare
Una volta arrivata a terra, l'acqua segue strade diverse ma tutte la portano, prima o poi, di nuovo verso il mare. Una parte scorre in superficie formando ruscelli, torrenti e fiumi, che si uniscono come tante venature di una foglia e poi si gettano negli oceani con grande forza. Un'altra parte penetra nel terreno, attraverso piccoli spazi tra le particelle di terra e di sabbia, e va a formare delle riserve sotterranee chiamate falde acquifere. È da queste falde che gli uomini prendono l'acqua scavando i pozzi, ed è da qui che nascono anche le sorgenti, dove l'acqua sgorga limpida dalle rocce di montagna. Una piccola parte rimane invece intrappolata nei ghiacciai e nelle calotte polari, dove può restare ferma per migliaia di anni prima di sciogliersi e riprendere il viaggio. Anche le piante succhiano l'acqua dal terreno con le radici e la usano per crescere, restituendone una parte all'aria attraverso le foglie.
Perché il ciclo è importante per noi
Il ciclo dell'acqua non è soltanto un fenomeno curioso della natura, ma è anche ciò che permette la vita sul nostro pianeta. Grazie a questo viaggio continuo, l'acqua dolce arriva nei campi e fa crescere il grano, la verdura e la frutta che mangiamo ogni giorno a tavola. Senza pioggia i fiumi si seccherebbero, i raccolti morirebbero e non avremmo acqua da bere, perché l'acqua salata del mare non è adatta a noi né alle piante. Il ciclo, inoltre, pulisce l'acqua: quando evapora dal mare, lascia indietro il sale e le impurità, e ritorna pura sotto forma di pioggia. Per questo motivo dobbiamo proteggere l'acqua e non inquinarla, perché ogni goccia che sporchiamo poi tornerà nel ciclo e potrà raggiungere altre persone, animali e piante. Anche piccoli gesti, come chiudere il rubinetto mentre ti lavi i denti, aiutano a rispettare questo prezioso meccanismo naturale.
Ricorda
L'acqua sulla Terra è sempre la stessa e viaggia in un ciclo senza fine, cambiando continuamente stato. I passaggi principali da imparare a memoria sono questi:
- Il Sole riscalda l'acqua dei mari e dei fiumi: avviene l'evaporazione.
- Il vapore sale, si raffredda e forma le nuvole: avviene la condensazione.
- Le goccioline diventano pesanti e cadono come pioggia, neve o grandine: sono le precipitazioni.
- L'acqua torna ai fiumi, alle falde sotterranee e al mare, e il ciclo ricomincia.
Piccolo esercizio di verifica: prendi il quaderno e disegna un grande cerchio. Lungo il bordo, posiziona il Sole in alto a destra, il mare in basso, le nuvole in alto e una montagna a sinistra. Disegna delle frecce che mostrino il viaggio dell'acqua e scrivi accanto a ogni freccia il nome del fenomeno (evaporazione, condensazione, precipitazione, scorrimento verso il mare). Infine, sotto al disegno, scrivi tre frasi che spieghino con parole tue cosa succederebbe se il Sole smettesse di scaldare i mari.