Il suolo: la pelle della Terra

SpiegazioneScuola primaria · 2ªscienze

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il suolo è lo strato di terra che copre il nostro pianeta: sembra solo polvere e sassi, ma è pieno di vita e di sorprese.

Che cos'è il suolo

Il suolo è quello strato morbido e scuro che vediamo quando guardiamo per terra in un giardino, in un campo o nel bosco. Non è una cosa morta e immobile, ma un vero e proprio ambiente dove vivono moltissimi esseri viventi piccolissimi. Possiamo immaginare il suolo come la pelle della Terra: la avvolge, la protegge e permette a tante piante di crescere. Se scaviamo una piccola buca in un'aiuola, troviamo terra umida, qualche radice e magari un lombrico che si muove lentamente. Se invece grattiamo la terra di un vaso sul balcone, vediamo che è più asciutta in superficie e più morbida sotto. In entrambi i casi stiamo guardando il suolo, che cambia aspetto a seconda del luogo in cui si trova.

Come si forma il suolo

Il suolo non nasce dal nulla, ma si forma molto lentamente nel corso di tantissimi anni grazie al lavoro paziente della natura. Il vento, la pioggia, il caldo e il freddo rompono le rocce in pezzetti sempre più piccoli, fino a ridurle in granellini. A questi granellini si aggiungono foglie cadute, rametti spezzati e piccoli resti di animali, che con il tempo marciscono e diventano una sostanza scura. Pensa alle foglie che in autunno cadono nel parco: dopo mesi diventano scure, molli e si mescolano con la terra sotto gli alberi. Anche un nocciolo di pesca dimenticato in giardino, dopo molto tempo, si sgretola e diventa parte del suolo. Per formare pochi centimetri di suolo possono servire centinaia di anni di lavoro silenzioso.

Gli strati del suolo

Se potessimo tagliare il terreno come si taglia una torta, vedremmo che il suolo è fatto di strati diversi, uno sopra l'altro. In alto c'è la lettiera, formata da foglie, rametti e fiori secchi appena caduti, che è ancora riconoscibile a occhio nudo. Sotto si trova l'humus, uno strato scuro, morbido e ricco di sostanze che nutrono le piante. Più in basso troviamo terra mescolata a sassolini, dove arrivano le radici degli alberi più grandi e profondi. Ancora sotto c'è uno strato di sassi più grossi e infine la roccia dura, che è la base di tutto. Se osserviamo il bordo di una scarpata vicino a una strada di campagna, possiamo notare proprio queste fasce di colore diverso. Anche scavando in spiaggia con la paletta vediamo che la sabbia cambia colore mano a mano che andiamo più a fondo.

Di cosa è fatto il suolo

Il suolo è un miscuglio di tante cose diverse mescolate insieme, un po' come un grande impasto della Terra. Dentro al suolo troviamo pezzetti di roccia di varie dimensioni: sassi, ghiaia, sabbia e granellini ancora più piccoli chiamati argilla. Ci sono poi i resti di piante e animali, che colorano il suolo di marrone scuro e lo rendono soffice. Tra un granellino e l'altro ci sono piccoli spazi vuoti, dentro ai quali si nascondono l'aria e l'acqua. Se prendiamo una manciata di terra del giardino e la stringiamo nel pugno, sentiamo che è fresca e un po' umida: quella è l'acqua nascosta tra i granelli. Se invece versiamo un bicchiere d'acqua su un vaso, vediamo bollicine salire: è l'aria che era nascosta nel suolo e che esce.

I tipi di suolo

Non tutti i suoli sono uguali: cambiano colore, profumo e modo di comportarsi a seconda di cosa contengono di più. Il suolo sabbioso è chiaro, ruvido al tatto e lascia passare l'acqua molto in fretta, come succede vicino al mare. Il suolo argilloso è invece pesante, appiccicoso quando è bagnato e trattiene a lungo l'acqua, tanto che ci si possono modellare delle palline. Il suolo ghiaioso è pieno di sassolini e si trova spesso vicino ai fiumi di montagna, dove l'acqua ha trasportato i ciottoli. Il suolo migliore per coltivare è quello scuro e morbido, ricco di humus, come quello degli orti di nonni e nonne. Se proviamo a versare un po' d'acqua su tre vasetti con sabbia, argilla e terra da orto, ogni vasetto si comporta in modo diverso. Questa piccola prova ci aiuta a capire perché certe piante crescono bene in un posto e male in un altro.

Chi vive nel suolo

Il suolo è una vera e propria casa per moltissimi viventi, anche se molti sono così piccoli che non li vediamo a occhio nudo. Sotto i nostri piedi vivono lombrichi, formiche, talpe, scarabei, ragni, millepiedi e tantissimi microbi invisibili. I lombrichi sono molto importanti perché scavano gallerie e mescolano la terra, facendo entrare aria e acqua tra i granelli. Le formiche, con i loro tunnel, smuovono il suolo e portano in giro semi e briciole, aiutando senza saperlo le piante. Se solleviamo un sasso in giardino, troviamo spesso piccoli animaletti che scappano via dalla luce. Anche sotto un vaso lasciato fermo sul terrazzo possiamo scoprire un piccolo mondo brulicante che vive proprio nel suolo.

A cosa serve il suolo

Il suolo è prezioso perché senza di lui non potrebbero esistere quasi nessuna pianta e quindi nemmeno il nostro cibo. Le radici si infilano nel suolo per tenere ferma la pianta e per succhiare l'acqua e le sostanze nutrienti di cui ha bisogno. Senza un buon suolo non avremmo né grano per il pane, né pomodori per il sugo, né mele per la merenda. Il suolo serve anche come una grande spugna che trattiene l'acqua della pioggia ed evita che scappi via tutta insieme. Pensa a un campo arato dopo un temporale: l'acqua scompare lentamente dentro la terra, invece di restare ferma sopra come in una pozzanghera dell'asfalto. Inoltre il suolo offre un riparo sicuro a tanti animali, che lo usano come tana, come nascondiglio o come dispensa per i loro cibi.

Come prendersi cura del suolo

Il suolo si forma molto lentamente, perciò dobbiamo trattarlo con rispetto e non sprecarlo. Quando buttiamo plastica, mozziconi o batterie per terra, rovinano il suolo e fanno stare male le piante e gli animali che ci vivono. Per aiutarlo, possiamo raccogliere i rifiuti durante una passeggiata, fare la raccolta differenziata e non strappare le piantine senza motivo. In casa possiamo preparare il compost: bucce di frutta, foglie e fondi di caffè diventano nel tempo terra ricca per le piante, proprio come fa la natura nel bosco. A scuola possiamo curare un piccolo orto in classe, annaffiare le piantine e osservare come la terra cambia nel tempo. Anche piantare un alberello in giardino è un bel modo per ringraziare il suolo che ci dà tanto.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: disegna un grande rettangolo che rappresenti uno strato di terreno visto di lato. Dividilo in quattro fasce orizzontali e colorale dal più chiaro al più scuro. Scrivi accanto a ogni fascia il nome dello strato corrispondente (lettiera, humus, terra con sassi, roccia). Infine, dentro la tua sezione di humus, disegna almeno tre piccoli abitanti del suolo e scrivi il loro nome.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.scienze.cl3.oggetti-materiali-trasformazioni.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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