Le espressioni: l'ordine che mette tutto al suo posto

SpiegazioneScuola primaria · 5ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Un'espressione matematica è una catena di operazioni che, se risolta seguendo regole precise, conduce sempre a un unico risultato corretto.

Che cos'è davvero un'espressione

Un'espressione aritmetica è una scrittura che mette insieme numeri e operazioni, come una piccola ricetta che dobbiamo eseguire passo dopo passo. Pensa a quando prepari una torta: non puoi infornarla prima di averla impastata, e non puoi impastarla prima di aver pesato gli ingredienti. Allo stesso modo, in un'espressione esiste un ordine preciso che dobbiamo rispettare per arrivare al risultato giusto. Se due bambini risolvessero la stessa espressione seguendo regole diverse, otterrebbero numeri differenti, e questo creerebbe una grande confusione in tutta la matematica. Per questo motivo, i matematici hanno stabilito da molti secoli una sequenza universale che tutti, dalla scuola primaria fino agli scienziati, utilizzano allo stesso modo. Conoscere questa sequenza significa avere in mano la chiave per leggere e scrivere correttamente il linguaggio dei numeri.

Perché serve un ordine delle operazioni

Immagina di leggere l'espressione 4 + 6 × 2 e di calcolarla da sinistra a destra come se fossero parole: otterresti 10 × 2, cioè 20. Ma se rispetti l'ordine corretto, la moltiplicazione va eseguita prima dell'addizione, e quindi calcoli 6 × 2 = 12, poi 4 + 12 = 16. I due risultati sono diversi e solo uno è giusto. Per fortuna, esiste una regola universale che evita qualsiasi ambiguità: in ogni espressione si seguono sempre gli stessi passaggi nello stesso ordine. Pensa a un semaforo che regola il traffico: senza di esso ci sarebbero scontri continui, mentre con le sue regole tutti procedono in modo ordinato. Allo stesso modo, l'ordine delle operazioni evita gli scontri tra calcoli e ci porta tutti allo stesso risultato.

La gerarchia delle operazioni

L'ordine da seguire in un'espressione segue una gerarchia ben precisa, che possiamo riassumere in quattro livelli successivi:

  1. Risolviamo prima tutto ciò che si trova dentro le parentesi, partendo dalle più interne fino alle più esterne.
  2. Calcoliamo poi le potenze, cioè le moltiplicazioni ripetute come 3² oppure 5³.
  3. Eseguiamo quindi moltiplicazioni e divisioni nell'ordine in cui compaiono da sinistra verso destra.
  4. Concludiamo infine con addizioni e sottrazioni, anch'esse risolte da sinistra verso destra.

Per esempio, nell'espressione 20 − 3 × 4 dobbiamo prima calcolare 3 × 4 = 12 e poi 20 − 12 = 8. Nell'espressione 2 × (5 + 1) invece partiamo dalle parentesi: 5 + 1 = 6, e poi 2 × 6 = 12. Notiamo subito come l'ordine cambi completamente il risultato finale.

Le parentesi: tonde, quadre e graffe

Le parentesi servono a indicare quali operazioni vanno raggruppate ed eseguite prima delle altre, anche quando contengono operazioni di livello più basso. Quando un'espressione è molto lunga, però, una sola coppia di parentesi non basta, perciò i matematici usano tre forme diverse, una dentro l'altra: prima le tonde ( ), poi le quadre [ ], infine le graffe { }. Si risolvono sempre partendo dalle più interne, cioè dalle tonde, poi si passa alle quadre e infine alle graffe, come se sbucciassimo una cipolla a strati. Pensa a una scatola con dentro un'altra scatola e un regalo all'interno: per arrivare al regalo devi aprire prima la scatola più piccola, poi quella media, poi quella grande. Per esempio, in {[(8 + 2) × 3] − 5} calcoli prima (8 + 2) = 10, poi [10 × 3] = 30, infine {30 − 5} = 25. Un altro esempio quotidiano: se compri 3 quaderni a (2 + 1) euro l'uno, calcoli prima la somma in parentesi e ottieni 3 quaderni × 3 euro = 9 euro.

Moltiplicazioni e divisioni: stesso livello

Nella terza tappa della gerarchia, moltiplicazioni e divisioni si trovano sullo stesso gradino e si eseguono nell'ordine in cui appaiono leggendo da sinistra verso destra. Questo significa che non bisogna dare la precedenza alla moltiplicazione rispetto alla divisione: si tratta di operazioni di pari importanza. Per esempio, in 24 ÷ 6 × 2 dobbiamo prima fare 24 ÷ 6 = 4 e poi 4 × 2 = 8, perché la divisione viene prima nella scrittura. Se invece avessimo invertito l'ordine, avremmo calcolato 6 × 2 = 12 e poi 24 ÷ 12 = 2, ottenendo un risultato completamente diverso e sbagliato. Pensa a quando dividi una pizza da 8 fette tra 4 amici e poi raddoppi le porzioni: prima fai 8 ÷ 4 = 2 fette a testa, poi 2 × 2 = 4 fette a testa. Questa regola del leggere da sinistra a destra vale anche per addizioni e sottrazioni nell'ultima tappa del calcolo.

Addizioni e sottrazioni: l'ultimo passo

Quando nell'espressione restano solo addizioni e sottrazioni, le risolviamo sempre nell'ordine in cui le incontriamo, procedendo come una lettura da sinistra verso destra. Non dobbiamo mai dare la precedenza all'addizione sulla sottrazione: sono allo stesso livello, come fratelli gemelli. Per esempio, in 15 − 7 + 3 dobbiamo fare 15 − 7 = 8 e poi 8 + 3 = 11; se invece sommassimo prima 7 + 3 = 10 e poi 15 − 10 = 5, sbaglieremmo. Immagina di avere 15 figurine, di regalarne 7 a un amico e di riceverne 3 da un'altra persona: alla fine ne hai 11, non 5. Un altro esempio: la mamma ha 20 euro nel portafoglio, spende 8 euro al supermercato e poi riceve 4 euro di resto da una commissione precedente. Le rimangono 20 − 8 + 4 = 16 euro, perché eseguiamo i calcoli nell'ordine in cui sono scritti.

Errori frequenti da evitare

Uno degli errori più comuni è quello di calcolare le operazioni semplicemente da sinistra a destra senza guardare di che tipo sono, dimenticando che moltiplicazioni e divisioni hanno la precedenza su addizioni e sottrazioni. Un altro sbaglio diffuso è quello di ignorare le parentesi, soprattutto quando si è di fretta o quando l'espressione sembra facile. Capita anche di confondersi con le parentesi annidate, dimenticando di partire da quelle più interne e iniziando invece dalle graffe esterne. È utile sottolineare con la matita l'operazione che si sta per eseguire a ogni passaggio, così non si perde il filo. Riscrivere ogni volta l'espressione completa, sostituendo solo la parte già calcolata, aiuta moltissimo a non commettere distrazioni. Infine, ricorda di controllare i segni con attenzione: un meno scambiato per un più può rovinare tutto il lavoro fatto.

Ricorda

Ecco i punti chiave da tenere sempre a mente per risolvere correttamente una qualsiasi espressione:

  1. Prima si calcola tutto ciò che è racchiuso nelle parentesi, partendo dalle tonde, poi quadre, poi graffe.
  2. Subito dopo si eseguono moltiplicazioni e divisioni, nell'ordine in cui compaiono da sinistra a destra.
  3. Alla fine si risolvono addizioni e sottrazioni, sempre da sinistra verso destra.
  4. A ogni passaggio si riscrive l'espressione intera, sostituendo solo la parte appena calcolata.

Ora prendi il quaderno e prova a risolvere questa espressione passo dopo passo, mostrando ogni calcolo intermedio: 50 − [(4 + 6) × 3] + (8 ÷ 2). Quale risultato hai ottenuto? Se hai trovato 24, hai applicato perfettamente la gerarchia delle operazioni; se hai trovato un numero diverso, ripercorri i passaggi con calma e individua dove ti sei perso.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.tecnico-amministrazione-finanza-marketing.matematica.cl1.aritmetica-algebra.01 — Riordino degli istituti tecnici. Da revisionare.

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