Un'indagine è come una piccola inchiesta: si fa una domanda, si raccolgono le risposte e poi si trasformano in disegni colorati che parlano da soli. In questa lezione imparerai a essere un vero detective dei numeri.
Che cos'è un'indagine statistica
Un'indagine statistica è una ricerca che facciamo per scoprire qualcosa su un gruppo di persone, animali o oggetti. Si parte sempre da una domanda chiara, come ad esempio: "Qual è il gelato preferito dei bambini della nostra classe?". Poi si raccolgono le risposte di tutti quelli che vogliamo studiare, che chiamiamo il campione dell'indagine. Le risposte raccolte si chiamano dati e sono il tesoro più prezioso del nostro lavoro. Senza dati ordinati non possiamo capire niente, quindi dobbiamo annotarli con attenzione su un foglio o su un quaderno. Alla fine, trasformiamo questi dati in tabelle e grafici per vederli tutti insieme e capire cosa ci raccontano.
Immagina di voler scoprire quanti fratelli e sorelle hanno i tuoi compagni: chiedi a ognuno il numero e segni la risposta accanto al nome. Oppure pensa al maestro che vuole sapere quale materia piace di più: prepara la domanda, gira tra i banchi e raccoglie con cura ogni preferenza espressa.
I passi per fare un'indagine
Fare un'indagine è come seguire la ricetta di una torta: bisogna rispettare l'ordine dei passaggi per ottenere un buon risultato finale. Se salti un passo o lo fai male, i dati non saranno affidabili e il grafico finale potrebbe ingannarci. Per questo motivo i bravi ricercatori seguono sempre una sequenza precisa di azioni che possiamo imparare anche noi. Vediamo insieme i cinque passi fondamentali che useremo ogni volta che dobbiamo svolgere una piccola indagine in classe. Ricorda che la pazienza è importante: contare in fretta porta spesso a sbagliare il totale.
- Scegliere la domanda dell'indagine in modo chiaro e semplice.
- Decidere a chi rivolgere la domanda, cioè il gruppo di persone da intervistare.
- Raccogliere le risposte segnandole con stanghette o pallini.
- Contare i risultati e scriverli ordinati in una tabella.
- Disegnare il grafico più adatto per mostrare i dati raccolti.
Ad esempio, se vuoi sapere quale stagione preferiscono i tuoi compagni, prima scrivi la domanda, poi intervisti i 22 bambini della classe e fai una stanghetta per ogni risposta. Allo stesso modo, per scoprire l'animale domestico più amato, segna ogni "cane", "gatto" o "criceto" detto dai compagni e poi conta i totali con calma.
La tabella per organizzare i dati
La tabella è uno strumento molto utile che ci aiuta a mettere in ordine i dati raccolti durante l'indagine. È formata da righe e colonne: di solito nella prima colonna scriviamo le diverse risposte possibili e nella seconda colonna scriviamo quante volte ogni risposta è stata data. Questo numero si chiama frequenza e ci dice quanto è popolare ogni categoria. Una tabella ben fatta è chiara, ordinata e permette a chiunque di leggere i risultati senza confusione. Possiamo anche aggiungere una riga in fondo con il totale, che deve corrispondere al numero di persone intervistate. Controllare il totale è importantissimo perché ci dice se abbiamo contato bene tutti i dati.
Ecco un esempio di tabella sulla frutta preferita: nella colonna di sinistra scriviamo mela, pera, banana e arancia, mentre nella colonna di destra mettiamo i numeri 8, 4, 7 e 3. Allo stesso modo, una tabella sui mezzi di trasporto usati per venire a scuola potrebbe avere a piedi 10, in auto 9, con lo scuolabus 5.
L'ideogramma o grafico per simboli
L'ideogramma è un grafico simpatico che usa piccoli disegni al posto dei numeri per rappresentare i dati. Ogni simbolo vale una certa quantità: per esempio una faccina può valere un bambino, oppure un'automobile può valere due automobili vere. Nella legenda, che si scrive sotto il grafico, troviamo spiegato il valore di ogni simbolo, ed è importantissimo leggerla prima di interpretare i dati. Gli ideogrammi sono molto colorati e divertenti da realizzare, perciò vengono usati spesso nei libri per bambini e nei giornali. Tuttavia hanno un piccolo difetto: con quantità molto grandi servirebbero troppi disegni e diventerebbero scomodi da fare. Per questo si usano soprattutto quando i numeri da rappresentare sono piccoli e facili da contare.
Immagina un ideogramma sulle pizze vendute: se disegniamo cinque fettine per la margherita e tre per la napoletana, vediamo subito qual è la più richiesta. Allo stesso modo, per i fiori in giardino possiamo disegnare otto tulipani e quattro rose, capendo a colpo d'occhio quale fiore è più presente.
L'istogramma o grafico a barre
L'istogramma è un grafico fatto da barre colorate, ognuna delle quali rappresenta una categoria diversa dei dati raccolti. Le barre possono essere disegnate verticali, come torri, oppure orizzontali, come treni che si allungano da sinistra a destra. L'altezza o la lunghezza di ogni barra dipende dalla frequenza, cioè dal numero che abbiamo scritto in tabella per quella categoria. Per leggere bene un istogramma servono due elementi: gli assi con i numeri di riferimento e le etichette che spiegano cosa indica ogni barra. Più la barra è alta, più la categoria è frequente, mentre se la barra è bassa significa che pochi hanno scelto quella risposta. Disegnando le barre tutte della stessa larghezza, il confronto tra le categorie diventa immediato e chiaro per gli occhi.
Per esempio, un istogramma sui voti in una verifica può avere una barra alta 9 per il "bene", una barra alta 5 per il "sufficiente" e una barra alta 2 per il "insufficiente". Un altro esempio è il grafico sui colori preferiti, dove la barra del rosso arriva a 7, quella del blu a 6 e quella del verde a 4.
Capire e confrontare i dati
Quando il grafico è finito, arriva la parte più interessante: il confronto dei dati per scoprire cosa ci raccontano. Possiamo individuare la categoria con il valore più alto, che si chiama moda, cioè la risposta data dal maggior numero di persone. Possiamo anche trovare la categoria con il valore più basso, che è quella scelta da pochissimi intervistati. Confrontando due barre tra loro possiamo calcolare la differenza, ad esempio dire che "il cane piace a 6 bambini in più rispetto al pesce rosso". Sommando tutti i valori otteniamo il totale degli intervistati, che deve corrispondere al numero di persone del nostro campione. Queste osservazioni ci permettono di scrivere piccole conclusioni che spiegano cosa abbiamo scoperto con la nostra indagine.
Guardando un grafico sugli sport praticati, possiamo dire che il calcio è la moda con 11 preferenze e che lo sci è scelto solo da 2 bambini. In un grafico sui giorni di pioggia in un mese, possiamo notare che marzo ha avuto 4 giorni in più di pioggia rispetto a maggio.
Curiosità: i grafici intorno a noi
I grafici non vivono solo a scuola, ma popolano tantissimi posti della nostra vita quotidiana e spesso ci passano davanti senza che ce ne accorgiamo. Li trovi sui giornali quando parlano di squadre di calcio, in televisione durante il telegiornale, sulle confezioni degli alimenti e perfino sulle etichette dei vestiti. Anche i meteorologi usano grafici molto sofisticati per prevedere il tempo dei prossimi giorni e mostrarci pioggia, sole e vento. I medici disegnano grafici per controllare la crescita dei bambini durante le visite di controllo. Persino quando giochi a un videogioco e guardi i punti accumulati settimana per settimana, stai osservando un piccolo grafico. Imparare a leggerli da piccoli ti aiuterà tantissimo per capire il mondo da grande.
Pensa al grafico della crescita che il pediatra mostra ai genitori, dove si vede la tua altezza salire mese dopo mese. Oppure al cartellone in palestra dove si segnano i goal di ogni squadra del torneo scolastico durante l'anno.
Ricorda
Ecco i punti chiave da tenere sempre a mente quando lavori con indagini e grafici:
- Un'indagine parte sempre da una domanda chiara rivolta a un gruppo preciso di persone.
- I dati raccolti si organizzano prima in una tabella ordinata con le frequenze.
- L'ideogramma usa disegni con una legenda che spiega il loro valore.
- L'istogramma usa barre la cui altezza indica la quantità di ogni categoria.
- La moda è la categoria con il valore più alto, cioè la più frequente.
- Il totale del grafico deve sempre essere uguale al numero di persone intervistate.
Ora prova tu sul quaderno: chiedi a 10 familiari o amici quale sia il loro colore preferito tra rosso, giallo, verde e blu. Costruisci una tabella con le quattro categorie e le rispettive frequenze, poi disegna un istogramma con le barre colorate. Infine scrivi due frasi: una che indica la moda e una che confronta due categorie tra loro. Buon lavoro, piccolo statistico!