Confrontare quantità: di più, di meno, tanti quanti

SpiegazioneScuola primaria · 1ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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In questa lezione impariamo a guardare due gruppi di oggetti e a capire dove ce ne sono di più, dove ce ne sono di meno e quando sono uguali, usando gli occhi, le dita e i primi numeri.

Cosa vuol dire confrontare

Confrontare significa mettere a paragone due cose per scoprire in che modo sono diverse o in che modo si assomigliano. In matematica confrontiamo soprattutto quantità, cioè quanti oggetti ci sono dentro un gruppo. Immagina di avere una scatola di pastelli rossi e una scatola di pastelli blu sul banco. Per confrontare, devi guardare entrambe le scatole e farti la domanda: dove ce ne sono di più? Un altro esempio quotidiano è quando la mamma mette le fragole in due piattini: tu vuoi subito sapere quale piattino è più ricco. Confrontare è quindi un gesto naturale che facciamo ogni giorno, anche senza accorgercene.

Le parole della quantità

Per raccontare un confronto usiamo parole precise che ci aiutano a non sbagliare e a farci capire dagli altri. Le parole più importanti sono di più, di meno e tanti quanti, e descrivono tre situazioni diverse fra due gruppi. Ad esempio, se ho cinque biscotti e mio fratello ne ha tre, dirò che io ho biscotti di più. Se invece ho due caramelle e lui ne ha quattro, dirò che io ho caramelle di meno di lui. Quando i due gruppi hanno lo stesso numero di oggetti, useremo l'espressione tanti quanti, oppure diremo che sono uguali. Queste parole sono come piccoli mattoncini che servono per costruire frasi matematiche chiare e ordinate.

Il confronto a colpo d'occhio

A volte basta guardare con attenzione per capire dove c'è di più, senza nemmeno contare, e questo si chiama confronto a colpo d'occhio. Funziona bene quando i gruppi sono piccoli oppure quando la differenza è molto evidente. Pensa a due mucchietti di sabbia nel cortile: se uno è grande come una montagna e l'altro come un piattino, non hai bisogno di contare i granelli per decidere. Allo stesso modo, se vedi un albero con tantissime mele e un altro con due sole mele, capisci subito dove ce ne sono di più. Questo modo veloce è utile, ma non sempre è preciso: quando i gruppi si somigliano, è meglio usare un altro metodo.

La corrispondenza uno a uno

Quando i due gruppi sembrano quasi uguali, possiamo usare un trucco prezioso che si chiama corrispondenza uno a uno, cioè abbinare ogni oggetto del primo gruppo a un oggetto del secondo. Immagina di avere tante tazzine e tanti piattini sul tavolo: appoggi ogni tazzina sopra un piattino e vedi cosa succede. Se alla fine non avanza niente da nessuna parte, le tazzine sono tante quanti i piattini. Se invece restano tazzine senza piattino, vuol dire che le tazzine sono di più. Lo stesso gioco funziona con i bambini e le sedie a scuola: se due bambini restano in piedi, le sedie sono di meno dei bambini. È un metodo sicuro che non sbaglia mai.

Contare per essere sicuri

Quando vogliamo essere davvero precisi nel confronto, usiamo il modo più potente di tutti: contiamo gli oggetti di ogni gruppo e poi guardiamo quale numero è più grande. Per farlo bene, segui questi passi:

  1. Conta con il dito gli oggetti del primo gruppo, senza saltarne nessuno.
  2. Conta con il dito gli oggetti del secondo gruppo, partendo di nuovo da uno.
  3. Confronta i due numeri e scegli la parola giusta tra di più, di meno o uguale. Facciamo un esempio: nel cestino ci sono 6 noci e nella scodella ce ne sono 4. Confronto i numeri e vedo che 6 è più grande di 4, perciò le noci nel cestino sono di più. Un altro esempio: ho 7 figurine e il mio amico ne ha 7, allora le figurine sono tante quante.

I simboli per scrivere il confronto

Quando avremo dimestichezza con i numeri, scopriremo che esistono dei segni speciali per scrivere velocemente i confronti, ma in classe prima usiamo soprattutto le parole. Possiamo però già scrivere frasi matematiche semplici come 5 è maggiore di 3 oppure 2 è minore di 4. La parola maggiore vuol dire più grande, mentre la parola minore vuol dire più piccolo. Per esempio, se confronto le mie figurine, che sono 8, con quelle di mia sorella, che sono 5, scrivo: 8 è maggiore di 5. Allo stesso modo, se confronto 3 palloncini rossi con 6 palloncini gialli, posso scrivere: 3 è minore di 6. Queste frasi ci preparano piano piano al linguaggio dei matematici.

Confrontare nella vita di tutti i giorni

Il confronto fra quantità non vive soltanto sui banchi di scuola, ma compare in tantissimi momenti della giornata. Quando giochi a carte e vuoi sapere chi ne ha pescate di più, stai confrontando. Quando in mensa scegli il piatto con più patatine, stai confrontando. Anche al supermercato, quando la mamma guarda due confezioni di biscotti per capire quale ne contiene di più, sta facendo la stessa cosa che impari oggi. Persino quando guardi due squadre allo stadio e leggi il risultato, stai confrontando quanti goal ha segnato ciascuna. Imparare a confrontare ti aiuta a capire meglio il mondo intorno a te.

Ricorda

Piccolo esercizio sul quaderno: disegna 5 mele in alto e 3 pere in basso, poi unisci con una linea ogni mela a una pera. Quante mele restano senza pera? Scrivi sotto la frase: le mele sono di più / di meno / tante quante le pere, cancellando le parole sbagliate.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.matematica.cl5.relazioni-dati-previsioni.05 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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