Il soggetto sottinteso

SpiegazioneScuola primaria · 5ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il soggetto sottinteso è il protagonista nascosto della frase: non si vede, ma c'è e fa l'azione del verbo. In questa scheda imparerai a riconoscerlo, a recuperarlo dal contesto e a usarlo bene quando scrivi.

Una frase può avere un soggetto invisibile?

Quando leggiamo una frase come Marco apre la finestra, capiamo subito chi compie l'azione: il soggetto è Marco, scritto chiaramente all'inizio. Esistono però moltissime frasi in cui il soggetto non è scritto da nessuna parte, eppure noi capiamo lo stesso chi sta agendo. Pensa a quando la mamma ti dice Mangia la mela!: nessuno ha pronunciato la parola tu, ma è chiarissimo che la persona che deve mangiare sei proprio tu. In casi come questo diciamo che il soggetto è sottinteso, cioè non espresso ma comunque presente nel significato della frase. Imparare a riconoscerlo è importantissimo, perché ci aiuta a capire meglio quello che leggiamo e a costruire testi più scorrevoli ed eleganti.

Che cos'è esattamente il soggetto sottinteso

Il soggetto sottinteso è il soggetto che non viene scritto né pronunciato, ma che possiamo facilmente recuperare grazie alla desinenza del verbo o al contesto del discorso. La lingua italiana è particolarmente generosa con noi: il verbo, infatti, cambia la sua terminazione a seconda della persona che compie l'azione, e questo ci permette di capire chi agisce anche senza nominarlo. Nella frase Studiamo la geografia, la desinenza -iamo ci dice subito che il soggetto è noi. Allo stesso modo, in Tornerete tardi? la terminazione -ete indica chiaramente che il soggetto è voi. Il soggetto c'è davvero, semplicemente non è scritto sulla carta perché non serve ripeterlo per essere capiti.

La desinenza del verbo: una piccola spia preziosa

La parte finale del verbo, chiamata desinenza, funziona come una vera e propria spia che illumina chi sta compiendo l'azione. Se osservi attentamente la coniugazione di un verbo, scoprirai che ogni persona ha la sua terminazione particolare: io parl-o, tu parl-i, egli parl-a, noi parl-iamo, voi parl-ate, essi parl-ano. Grazie a queste differenze, anche senza pronome esplicito riusciamo a individuare il soggetto. Per esempio, nella frase Domani partiamo per la gita, la desinenza -iamo ci dice che il soggetto sottinteso è noi, cioè il gruppo che parla insieme. Allo stesso modo, in Hanno vinto la partita, la terminazione -anno ci segnala che il soggetto è essi/loro, un gruppo di terze persone di cui si sta parlando.

Quando il contesto ci aiuta a trovare il soggetto

A volte la desinenza non basta da sola, perché alcune forme verbali potrebbero riferirsi a più persone. In questi casi entra in gioco il contesto, cioè quello che è stato detto o scritto prima e dopo la frase. Immagina di leggere queste due frasi di seguito: Luca corre nel cortile. Sembra molto allegro. Nella seconda frase il soggetto sottinteso è chiaramente Luca, perché si è appena parlato di lui e non avrebbe senso pensare a qualcun altro. Anche nei dialoghi succede spesso: se un amico ti chiede Hai mangiato?, il soggetto sottinteso è tu, perché ti sta parlando direttamente. Recuperare il soggetto dal contesto ci permette di evitare ripetizioni noiose e di rendere i discorsi più naturali e fluidi.

Soggetto sottinteso ed elemento ellittico nei testi

Nei testi scritti, soprattutto nei racconti e nei brani descrittivi, il soggetto sottinteso compare moltissime volte. Gli scrittori lo usano apposta per non ripetere continuamente lo stesso nome, che renderebbe la lettura pesante e ripetitiva. Osserva questo piccolo brano: Anna entrò in cucina. Aprì il frigorifero, prese una mela e cominciò a mangiarla con gusto. In tre verbi consecutivi — aprì, prese, cominciò — il soggetto è sempre Anna, ma viene nominato una sola volta. Questa tecnica si chiama ellissi ed è preziosissima per la bellezza dei testi. Anche tu, quando scrivi un tema, dovresti imparare a usarla: rileggi le tue frasi e, se nomini lo stesso soggetto troppe volte di seguito, prova a sottintenderlo a partire dalla seconda volta.

Soggetto sottinteso, soggetto espresso e soggetto mancante

È molto importante non confondere il soggetto sottinteso con altre situazioni che possono sembrare simili. Il soggetto si dice espresso quando è scritto chiaramente nella frase, come in Il gatto dorme sul divano. Si dice sottinteso quando non è scritto ma può essere recuperato dalla desinenza del verbo o dal contesto, come in Dorme sul divano, dove capiamo che il soggetto è egli/esso. Esistono poi rari casi in cui il soggetto è veramente mancante, ad esempio nei verbi che indicano fenomeni atmosferici come piove, nevica, tuona: in queste frasi non c'è proprio nessuno che compie l'azione, perché si tratta di eventi della natura. Distinguere bene queste tre situazioni ti aiuterà a fare un'analisi grammaticale precisa.

Il soggetto sottinteso nelle frasi all'imperativo

Un caso particolarmente interessante è quello delle frasi all'imperativo, cioè quelle che esprimono un ordine, un invito, un consiglio o una preghiera. Quando diciamo Chiudi la porta! oppure Ascoltate attentamente!, non scriviamo mai il soggetto, eppure è chiarissimo a chi ci stiamo rivolgendo. Nel primo esempio il soggetto sottinteso è tu, perché stiamo parlando a una sola persona, mentre nel secondo è voi, perché ci rivolgiamo a un gruppo. Questa caratteristica rende l'imperativo una forma verbale molto rapida ed efficace, perfetta per le istruzioni e le ricette. Per esempio, in una ricetta troverai scritto Mescola gli ingredienti, aggiungi il latte e versa il composto nello stampo: tre azioni di seguito, tutte con soggetto sottinteso tu.

Come si fa l'analisi del soggetto sottinteso

Quando devi fare l'analisi logica di una frase con soggetto sottinteso, non devi fingere che il soggetto non esista: devi invece scriverlo tra parentesi, indicando chiaramente che è sottinteso. Ecco i passaggi da seguire con ordine e attenzione:

  1. Leggi la frase con calma e individua il verbo principale.
  2. Guarda la desinenza del verbo per capire a quale persona si riferisce.
  3. Controlla se nel contesto precedente c'è un nome che potrebbe essere il soggetto.
  4. Scrivi il soggetto tra parentesi, specificando che è sottinteso, per esempio (io) soggetto sottinteso.
  5. Continua con l'analisi degli altri elementi della frase, come faresti normalmente.

Questo metodo ti permetterà di non sbagliare mai e di mostrare alla maestra che hai capito davvero la struttura della frase.

Ricorda

Ecco i punti chiave da tenere sempre a mente sul soggetto sottinteso:

Ora prova questo piccolo esercizio di verifica sul tuo quaderno: scrivi le seguenti cinque frasi e, accanto a ciascuna, indica il soggetto sottinteso tra parentesi. 1. Domani andremo al parco con i nonni. 2. Hai finito i compiti di matematica? 3. Stanno preparando una torta deliziosa. 4. Cammino lentamente lungo il sentiero. 5. Aprite i quaderni a pagina venti! Quando hai finito, rileggi tutto controllando con attenzione le desinenze dei verbi: ti accorgerai che ognuna ti suggerisce con chiarezza il soggetto giusto.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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