Le figure retoriche

SpiegazioneScuola primaria · 5ªitaliano

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Le figure retoriche sono trucchi speciali che usiamo con le parole per rendere i testi più belli, espressivi e capaci di colpire chi legge o ascolta.

Quando leggiamo una poesia o un racconto, a volte certe frasi ci restano in mente perché suonano in modo particolare o ci fanno vedere le cose con occhi nuovi. Questo succede perché gli scrittori e i poeti usano le figure retoriche, cioè modi speciali di costruire le frasi che vanno oltre il significato ordinario delle parole. Imparare a riconoscerle ci aiuta a capire meglio i testi e ci offre nuovi strumenti per scrivere in modo originale.

Le figure di suono e di significato

Alcune figure retoriche giocano con il suono delle parole. L'onomatopea è una parola che imita un rumore reale, come "bum", "miao" o "tic tac", e serve a far sentire al lettore ciò che accade nel testo. L'allitterazione, invece, ripete la stessa lettera o sillaba all'inizio di parole vicine, creando un effetto musicale: in "fresche frasche" la lettera "f" si ripete e produce un suono leggero e arioso. La rima, che già conosci dalle poesie, è anch'essa una figura di suono perché fa terminare i versi con lo stesso suono finale.

Altre figure giocano invece con il significato delle parole. La similitudine confronta due elementi diversi usando "come", "sembra" o "pare": per esempio, dire "era veloce come una lepre" aiuta chi legge a immaginare meglio la rapidità di una persona. La metafora fa lo stesso confronto, ma senza usare il "come": se dico "Luca è una lepre" sto usando una metafora perché lo paragono direttamente all'animale veloce, senza dichiarare il paragone.

Quando le parole esagerano o si ripetono

Ci sono figure retoriche che servono a esagerare o a rendere più forte un'idea. L'iperbole è un'esagerazione voluta che nessuno prende alla lettera: quando dico "ti ho chiamato un milione di volte" non sto contando davvero, ma voglio sottolineare che ti ho chiamato moltissime volte. La personificazione, invece, attribuisce caratteristiche umane a oggetti, animali o elementi della natura: "il vento sussurrava tra le foglie" trasforma il vento in qualcosa capace di parlare piano, come farebbe una persona.

Altre figure puntano sulla ripetizione per fissare bene un concetto nella mente di chi ascolta. La ripetizione, come dice il nome, ripropone più volte la stessa parola o espressione per dare forza al messaggio: "corri, corri, corri, non fermarti mai" trasmette un'idea di movimento continuo grazie al ritorno del verbo. Anche l'anafora appartiene a questa famiglia e consiste nel cominciare versi o frasi vicini con la stessa parola, come accade in molte filastrocche e poesie che hai letto.

Ricorda

  1. Le figure retoriche sono modi speciali di usare le parole per rendere i testi più espressivi, musicali o sorprendenti.
  2. Alcune lavorano sui suoni (onomatopea, allitterazione), altre sui significati (similitudine, metafora, personificazione, iperbole) e altre sulla ripetizione.
  3. La similitudine usa "come" o "sembra", mentre la metafora fa il paragone senza usare queste paroline: questa è la differenza più importante da ricordare.

Esercizio attivo: sul tuo quaderno scrivi tre frasi originali, una con una similitudine, una con una metafora e una con una personificazione, dedicate al tuo animale preferito o al tuo cibo del cuore.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis