Un testo ben scritto non è solo una somma di frasi: è un insieme di pensieri che si tengono per mano. Quando le frasi sono unite bene e parlano davvero dello stesso argomento, il lettore capisce subito e legge volentieri.
Che cos'è un testo e perché deve stare insieme
Un testo è un insieme di frasi che, messe una dopo l'altra, costruiscono un discorso completo e comprensibile. Però non basta scrivere tante frasi una accanto all'altra per ottenere un buon testo: bisogna che queste frasi siano collegate in modo logico e che parlino tutte dello stesso argomento. Pensa a una collana: ogni perlina è una frase, ma serve un filo che le tenga unite. In un testo questo filo invisibile si chiama legame e si realizza grazie a due qualità importanti, la coesione e la coerenza. Se manca il filo, le perline cadono per terra: cioè il lettore si perde e non capisce cosa volevamo dire. Per questo ogni volta che scriviamo dobbiamo controllare che le nostre frasi formino davvero un discorso unito, non un elenco confuso di idee.
Un esempio chiaro lo trovi nei testi che leggi a scuola: un racconto di avventura segue il viaggio del protagonista dall'inizio alla fine, senza saltare da un argomento all'altro. Un altro esempio è la ricetta della pizza: prima si scrive l'impasto, poi la lievitazione, poi la cottura, perché ogni passo è collegato al successivo e tutti riguardano lo stesso piatto.
La coerenza: parlare sempre dello stesso argomento
La coerenza è la qualità di un testo che riguarda il significato: tutte le frasi devono parlare dello stesso argomento e non devono dirsi cose contrarie tra loro. Un testo è coerente quando il lettore capisce di che cosa si sta parlando dall'inizio alla fine e segue il discorso senza confondersi. Per essere coerenti dobbiamo rispettare il tema scelto, mantenere lo stesso tempo della narrazione e non inserire informazioni che non c'entrano nulla. Per esempio, se stiamo descrivendo la nostra cameretta, non possiamo improvvisamente parlare della partita di calcio di domenica. Inoltre dobbiamo evitare contraddizioni, cioè frasi che si smentiscono: non possiamo scrivere che fuori piove e nella frase dopo dire che il sole splende caldissimo. La coerenza riguarda dunque il senso generale del testo, il suo contenuto logico.
Pensa a un tema sulle vacanze estive in montagna: sarebbe strano se, dopo aver parlato di passeggiate sui sentieri, descrivessi all'improvviso un castello di sabbia in riva al mare. Allo stesso modo, in una lettera al sindaco per chiedere una pista ciclabile, non avrebbe senso raccontare la festa di compleanno di tua cugina.
La coesione: legare bene le frasi tra loro
La coesione è invece la qualità che riguarda la forma del testo, cioè il modo in cui le frasi sono unite tra loro. Mentre la coerenza riguarda il significato, la coesione riguarda i collegamenti che si vedono nella lingua: pronomi, sinonimi, congiunzioni, segni di punteggiatura. Un testo coeso non ripete sempre le stesse parole, non lascia frasi sospese, non mette le idee una accanto all'altra senza connetterle. Per esempio, invece di scrivere «Marta entra in classe. Marta saluta la maestra. Marta apre lo zaino», un testo coeso dice «Marta entra in classe, saluta la maestra e apre lo zaino». Così il discorso scorre meglio e si capisce subito che le azioni le fa la stessa persona. La coesione, quindi, è ciò che rende un testo fluido, gradevole e facile da leggere.
Un esempio lo vediamo nelle istruzioni dei giochi da tavolo: «Prendi le carte e mescolale, poi distribuiscile ai giocatori». Notiamo i pronomi «le» che evitano di ripetere «carte». Anche nelle fiabe troviamo coesione: «C'era una volta una principessa che viveva in un castello. Lei amava i libri e li leggeva tutto il giorno».
I pronomi e i sinonimi: evitare le ripetizioni
Uno dei modi principali per creare coesione è usare i pronomi al posto dei nomi già detti, in modo da non ripetere sempre la stessa parola. Quando una persona, un animale o un oggetto è stato nominato una volta, possiamo riprenderlo con pronomi personali come «lui», «lei», «lo», «la», «gli», «le», oppure con pronomi dimostrativi come «questo», «quello». Allo stesso scopo servono i sinonimi, cioè parole diverse che hanno un significato simile: invece di scrivere sempre «cane», possiamo dire «il cucciolo», «l'animale», «il fedele amico». Esistono anche le perifrasi, espressioni più lunghe che indicano la stessa cosa: per dire «Leonardo da Vinci» possiamo scrivere «il grande genio del Rinascimento». Tutti questi strumenti rendono il testo più ricco e variato, evitando la monotonia delle ripetizioni continue.
Prova a leggere questo esempio: «Luca ha ricevuto un cucciolo per il suo compleanno. Il bambino è felicissimo e il piccolo cane lo segue dappertutto.» Le parole «il bambino» e «il piccolo cane» sostituiscono i nomi già detti. Ecco un altro caso: «Il maestro spiega la lezione. Lui parla con voce calma e i suoi alunni lo ascoltano con attenzione», dove «lui» e «lo» evitano la ripetizione di «maestro».
I connettivi: le parole che uniscono le frasi
I connettivi sono parole o piccole espressioni che servono a collegare le frasi tra loro mostrando il tipo di rapporto che le lega. Esistono diversi tipi di connettivi, ognuno con una funzione precisa, e usarli bene è fondamentale per dare ordine e logica al discorso. I connettivi di tempo, come «prima», «poi», «dopo», «infine», «mentre», «subito dopo», servono a indicare la successione degli avvenimenti. I connettivi di causa, come «perché», «poiché», «infatti», spiegano il motivo di qualcosa. Quelli di conseguenza, come «quindi», «perciò», «così», mostrano il risultato di un'azione. Esistono poi connettivi che aggiungono («inoltre», «anche»), che oppongono («ma», «però», «invece») e che concludono («infine», «in conclusione»). Scegliere il connettivo giusto significa rendere chiaro il legame tra un'idea e l'altra.
Guarda questa frase senza connettivi: «Pioveva. Sono uscito. Mi sono bagnato». Sembra un elenco scollegato. Aggiungendo i connettivi diventa: «Poiché pioveva ma sono uscito lo stesso, alla fine mi sono bagnato». Un altro esempio è una ricetta: «Prima si rompono le uova, poi si aggiunge la farina e infine si mescola il tutto»; senza i connettivi temporali il lettore non saprebbe l'ordine giusto.
La punteggiatura come strumento di coesione
Anche la punteggiatura ha un ruolo importantissimo nella coesione, perché aiuta il lettore a capire dove finisce un'idea e dove ne comincia un'altra. La virgola separa elementi di un elenco o brevi pause all'interno della frase, il punto e virgola unisce frasi vicine per significato, i due punti introducono una spiegazione o un elenco, mentre il punto fermo chiude un pensiero completo. Una virgola messa nel posto sbagliato può cambiare totalmente il senso di una frase, e un punto messo dove serviva una virgola può spezzare in modo brusco il discorso. Saper usare la punteggiatura significa quindi controllare il ritmo del testo e guidare il lettore nella lettura. Anche i due punti, ad esempio, creano un legame logico: ciò che segue spiega ciò che è stato appena detto.
Confronta queste due versioni: «Andiamo al parco giochiamo a calcio mangiamo il gelato» è confusa e affannosa. Con la punteggiatura corretta diventa: «Andiamo al parco, giochiamo a calcio e mangiamo il gelato». Un altro esempio è: «Ho tre passioni: il disegno, la lettura e la danza», dove i due punti introducono l'elenco e le virgole separano gli elementi.
Quando un testo non funziona: gli errori più comuni
A volte capita di scrivere un testo che, rileggendolo, suona strano o confuso. Spesso il problema è proprio una mancanza di coesione o di coerenza. Tra gli errori più frequenti c'è la ripetizione eccessiva delle stesse parole, che rende il testo pesante. Un altro problema è il salto improvviso da un argomento all'altro, senza spiegazioni: il lettore si chiede cosa c'entri la nuova idea con quella precedente. Ci sono anche le contraddizioni, quando una frase smentisce ciò che è stato detto prima, e l'uso sbagliato dei connettivi, ad esempio scrivere «perché» quando si voleva dire «quindi». Anche dimenticare di mettere i pronomi o usare un tempo verbale sbagliato (per esempio passare dal presente al passato senza motivo) rende il testo poco scorrevole. Per evitare questi errori basta rileggere con attenzione ciò che si è scritto e chiedersi se ogni frase è davvero collegata alle altre.
Leggi questo testo confuso: «Il gatto dorme sul divano. Domani vado dalla nonna. Il gatto è bianco e nero». Si capisce che mancano i collegamenti e che la frase centrale non c'entra niente. Ecco invece un esempio con tempi verbali sbagliati: «Ieri sono andato al cinema e vedo un bel film»; la coerenza temporale richiede «ho visto».
Ricorda
- Un testo è ben scritto quando è coerente (parla sempre dello stesso argomento, senza contraddizioni) e coeso (le frasi sono collegate tra loro con pronomi, sinonimi, connettivi e punteggiatura).
- La coerenza riguarda il significato, la coesione riguarda la forma.
- I pronomi e i sinonimi evitano ripetizioni noiose.
- I connettivi mostrano i rapporti tra le idee: tempo, causa, conseguenza, opposizione, aggiunta.
- La punteggiatura guida il lettore e dà ritmo al discorso.
- Per scrivere bene, rileggi sempre e chiediti: «Le mie frasi parlano dello stesso argomento? Sono collegate tra loro?».
Piccolo esercizio di verifica (svolgilo sul quaderno): copia il seguente brano e correggilo riscrivendolo con coesione e coerenza, eliminando le ripetizioni, aggiungendo i connettivi adatti e togliendo la frase che non c'entra: «Sara prepara la merenda. Sara taglia il pane. Sara spalma la marmellata. La maestra di matematica è simpatica. Sara mangia la merenda. Sara è contenta». Confronta poi il tuo testo con quello di un compagno e discutete le scelte fatte.