Introduzione
Il complemento oggetto è quella parte della frase che ci dice esattamente su chi o su che cosa cade l'azione compiuta dal soggetto attraverso il verbo.
Immagina di vedere il tuo amico che lancia qualcosa nel cortile della scuola: la prima domanda che ti viene in mente è probabilmente "che cosa lancia?". Ecco, proprio quella curiosità naturale che ti spinge a chiedere "chi?" oppure "che cosa?" dopo un verbo ti porterà a scoprire il complemento oggetto. In questa scheda imparerai a riconoscerlo nelle frasi che leggi ogni giorno, distinguendolo dagli altri elementi che ruotano attorno al verbo. Vedrai che, una volta capito il trucco, individuarlo diventerà semplice e persino divertente, come risolvere un piccolo enigma grammaticale.
Che cos'è il complemento oggetto
Il complemento oggetto è l'elemento della frase su cui ricade direttamente l'azione espressa dal verbo, senza bisogno di alcuna preposizione che lo introduca. Se diciamo "Marta mangia la mela", la persona che compie l'azione è Marta, ma l'azione del mangiare cade proprio sulla mela, che subisce il gesto. Notiamo subito una caratteristica importante: tra il verbo "mangia" e la parola "mela" non c'è nessuna preposizione come di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Il complemento oggetto si attacca al verbo in modo diretto, quasi appiccicato, come se fosse il bersaglio naturale dell'azione. Per questo motivo viene chiamato anche complemento diretto, ed è uno dei più importanti di tutta la grammatica italiana. Ricordare questa caratteristica ti aiuterà a non confonderlo con altri complementi che invece hanno sempre bisogno di una piccola parolina davanti.
Come si trova: le domande magiche
Per scoprire il complemento oggetto in una frase esistono due domande speciali che funzionano come una piccola formula magica da rivolgere al verbo. Le domande sono: "chi?" oppure "che cosa?", e bisogna porle subito dopo aver individuato il verbo della frase. Proviamo insieme con la frase "Il nonno legge il giornale": individuiamo il verbo "legge" e gli chiediamo "il nonno legge che cosa?". La risposta è "il giornale", e quindi "il giornale" è il nostro complemento oggetto. Vediamo un altro esempio con persone: nella frase "La maestra saluta gli alunni", chiediamo "la maestra saluta chi?" e la risposta è "gli alunni". Ogni volta che la risposta arriva senza bisogno di preposizioni davanti, puoi essere certo di aver trovato proprio lui, il complemento oggetto.
I verbi transitivi: gli unici amici del complemento oggetto
Il complemento oggetto non compare in tutte le frasi, ma solo quando il verbo è di un tipo particolare chiamato transitivo. Un verbo è transitivo quando la sua azione può passare, cioè transitare, dal soggetto verso qualcun altro o qualcosa, proprio come un ponte che collega due rive di un fiume. Pensa al verbo "costruire": se qualcuno costruisce, deve per forza costruire qualcosa, come una casa, un castello di sabbia o un aeroplanino di carta. Esistono invece i verbi intransitivi, come "dormire", "correre" o "starnutire", che esprimono azioni che restano addosso al soggetto e non hanno bisogno di un oggetto su cui cadere. Per esempio, nella frase "Luca dorme tranquillo" non possiamo chiedere "dorme che cosa?", perché il verbo dormire non vuole un complemento oggetto. Imparare a riconoscere i verbi transitivi ti sarà utilissimo, perché solo con loro andrai a caccia del nostro protagonista.
Trucchi pratici per non sbagliare
Quando analizzi una frase, segui questi semplici passi che ti aiuteranno a lavorare con ordine e sicurezza, senza farti confondere dalle parole.
- Leggi la frase intera con calma e cerca di capire bene che cosa racconta nel suo insieme.
- Individua il verbo della frase, sottolineandolo se ti aiuta a vederlo meglio sul quaderno.
- Controlla se il verbo è transitivo, provando a immaginare se l'azione può cadere su qualcuno o qualcosa.
- Rivolgi al verbo le domande "chi?" oppure "che cosa?" e ascolta la risposta che viene naturale.
- Verifica che davanti alla risposta non ci sia nessuna preposizione: se non c'è, hai trovato il complemento oggetto.
Proviamo insieme con la frase "In giardino i bambini raccolgono le foglie colorate": il verbo è "raccolgono", chiediamo "raccolgono che cosa?" e otteniamo "le foglie colorate". Nessuna preposizione davanti, verbo transitivo, risposta diretta: abbiamo trovato il complemento oggetto senza alcun dubbio.
Ricorda
Ecco i punti fondamentali che devi tenere sempre a mente quando lavori con il complemento oggetto nelle tue analisi grammaticali quotidiane.
- Il complemento oggetto indica su chi o su che cosa cade l'azione del verbo, in modo diretto e senza intermediari.
- Si trova soltanto con i verbi transitivi, mai con quelli intransitivi come dormire, partire o nuotare.
- Per scoprirlo basta rivolgere al verbo le due domande magiche: "chi?" oppure "che cosa?".
- Davanti al complemento oggetto non ci sono mai preposizioni semplici come di, a, da, in, con, su, per.
Piccolo esercizio di verifica: prova a trovare il complemento oggetto in queste tre frasi, scrivendo la domanda che hai usato per scoprirlo. "Sara prepara la merenda", "Il pittore dipinge un grande quadro", "Noi ascoltiamo una bella canzone". Buon lavoro, piccolo grammatico!