I pronomi personali sono parole piccole ma potentissime: servono a sostituire i nomi delle persone, degli animali o delle cose, evitando di ripeterli in continuazione quando parliamo o scriviamo.
Che cosa sono i pronomi personali
I pronomi personali sono parole che prendono il posto di un nome quando questo è già stato detto oppure quando è chiaro dal discorso di chi o di che cosa stiamo parlando. Senza i pronomi, le nostre frasi diventerebbero pesanti e piene di ripetizioni fastidiose, come una stanza con troppi mobili uguali. Pensa a come suonerebbe: «Marta prende il libro, Marta apre il libro e Marta legge il libro a voce alta»: una frase noiosa e poco scorrevole. Usando i pronomi possiamo dire invece: «Marta prende il libro, lo apre e lo legge a voce alta», molto più elegante. Il pronome, quindi, è una specie di sostituto che entra in scena al posto di una parola già conosciuta. La parola «pronome» significa proprio «al posto del nome» e questa è la sua missione principale dentro la frase.
Le persone del discorso
I pronomi personali si dividono in base alle persone del discorso, cioè in base a chi parla, a chi ascolta e a chi viene nominato. La prima persona indica chi parla (io al singolare, noi al plurale); la seconda persona indica chi ascolta (tu al singolare, voi al plurale); la terza persona indica chi o ciò di cui si parla (egli, ella, esso, essa al singolare, essi, esse al plurale, oppure le forme più usate lui, lei, loro). Per esempio, se Luca dice alla nonna: «Io ho cucinato la torta per te», il pronome «io» indica Luca che parla, mentre «te» indica la nonna che ascolta. Se invece dice: «Lei è la mia maestra preferita», il pronome «lei» indica una terza persona di cui sta parlando. Riconoscere la persona del discorso è il primo passo per usare bene i pronomi personali.
La tabella dei pronomi soggetto
I pronomi personali soggetto sono quelli che svolgono nella frase la funzione di soggetto, cioè indicano chi compie l'azione espressa dal verbo. Eccoli ordinati per persona e numero: io, tu, egli/ella (lui/lei), noi, voi, essi/esse (loro). Le forme «egli, ella, essi, esse» sono più letterarie e si trovano spesso nei libri e nelle poesie; nel parlato di tutti i giorni preferiamo «lui, lei, loro», che sono ugualmente corrette. Per esempio, possiamo dire «Egli corre veloce» oppure, in modo più naturale, «Lui corre veloce». Allo stesso modo, «Esse cantano in coro» equivale a «Loro cantano in coro». In italiano spesso il pronome soggetto può anche essere sottinteso, perché il verbo ci dice già di chi stiamo parlando: «Mangio una mela» significa già «Io mangio una mela».
I pronomi complemento
Non tutti i pronomi personali fanno il soggetto: alcuni servono invece a indicare la persona o la cosa che riceve l'azione del verbo e si chiamano pronomi personali complemento. Le forme principali sono: me, te, lui, lei, noi, voi, loro (forme toniche, cioè accentate) e mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le, ne (forme atone, cioè più brevi e appoggiate al verbo). Per esempio, nella frase «La maestra chiama me», la parola «me» è un pronome complemento perché riceve l'azione di essere chiamato. Nella frase «La maestra mi chiama», invece, troviamo la forma atona «mi», che ha lo stesso significato ma si appoggia al verbo. Anche «Lo vedo ogni mattina» contiene un pronome complemento, «lo», che sostituisce qualcuno o qualcosa di cui abbiamo già parlato, magari un compagno o un autobus.
Quando il pronome sostituisce il nome
Il compito più importante del pronome personale è proprio quello di sostituire un nome già nominato, per non doverlo ripetere. Immagina di scrivere: «Ho incontrato Giulia al parco; Giulia mi ha salutato e Giulia mi ha invitato a giocare». La frase è corretta ma ripetitiva e pesante da leggere. Con i pronomi diventa molto più scorrevole: «Ho incontrato Giulia al parco; lei mi ha salutato e mi ha invitato a giocare». In questo modo «lei» prende il posto di «Giulia», che era già stato detto. La stessa cosa accade con gli oggetti: «Ho preso lo zaino, lo ho aperto e ne ho tirato fuori il quaderno». Qui «lo» e «ne» sostituiscono «lo zaino», evitando di nominarlo tre volte di fila e rendendo il discorso più leggero ed elegante.
I pronomi di cortesia
C'è un pronome speciale che usiamo per essere educati con le persone che non conosciamo bene o con cui vogliamo mostrare rispetto: si chiama pronome di cortesia ed è «Lei», che si scrive di solito con la lettera maiuscola proprio per distinguerlo dal «lei» normale. Anche se ci rivolgiamo a un signore, useremo «Lei» e non «tu»: per esempio, «Buongiorno signor Rossi, Lei desidera un caffè?». Allo stesso modo, se parliamo con una professoressa che non è la nostra, possiamo dire: «Signora, Lei è molto gentile». Il verbo dopo il pronome «Lei» di cortesia va sempre alla terza persona singolare, anche se chi ascolta è un uomo. In italiano è una forma di buona educazione molto importante e bisogna imparare a riconoscerla nei testi che leggiamo.
Attenzione agli errori più comuni
Quando usiamo i pronomi personali dobbiamo fare attenzione ad alcuni errori che capita spesso di sentire in giro e che dobbiamo evitare nei nostri scritti. Un errore tipico è dire «a me mi piace»: in questo caso «a me» e «mi» significano la stessa cosa, quindi basta scegliere o «mi piace» o «a me piace». Un altro errore è confondere i pronomi soggetto con i pronomi complemento: non si dice «Me vado al parco» ma «Io vado al parco», perché qui serve un soggetto. Allo stesso modo, dopo una preposizione come «con, per, da, a», usiamo le forme toniche: «vieni con me» e non «vieni con io». Infine, ricorda che «gli» significa «a lui» mentre «le» significa «a lei»: «Gli ho detto la verità» (a lui), «Le ho regalato un fiore» (a lei).
Ricorda
I pronomi personali sono parole che prendono il posto del nome per evitare ripetizioni inutili nei nostri discorsi. Si dividono in base alla persona del discorso (prima, seconda, terza) e al numero (singolare, plurale). Possono fare il soggetto della frase (io, tu, egli/lui, ella/lei, noi, voi, essi/loro) oppure il complemento (me, te, lui, lei, noi, voi, loro, e le forme atone mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le, ne). Esiste anche il pronome di cortesia «Lei», che usiamo con le persone a cui dobbiamo rispetto. Ora prova tu sul quaderno: riscrivi questa frase sostituendo le parole ripetute con i pronomi adatti: «Paolo apre la finestra, Paolo guarda il cielo e Paolo chiama gli amici. Gli amici rispondono a Paolo con un sorriso». Poi sottolinea in rosso i pronomi soggetto e in blu i pronomi complemento.