Quando le parole prendono vita
Quando raccontiamo qualcosa che qualcuno ha detto, possiamo farlo in due modi diversi: riportando le parole esatte o spiegandole con parole nostre.
Immagina di tornare a casa da scuola e di voler raccontare alla mamma cosa ti ha detto la tua maestra durante la lezione di matematica. Puoi ripetere le parole identiche, come se fossero registrate, oppure puoi spiegare il senso del discorso usando parole tue. In italiano questi due modi di raccontare hanno nomi precisi e regole particolari da seguire. Imparare a distinguerli ti aiuterà a scrivere racconti più chiari e a leggere meglio le storie dei tuoi libri preferiti. Vedrai che, una volta capito il trucco, ti sembrerà semplicissimo riconoscerli ovunque.
Il discorso diretto: le parole esatte
Il discorso diretto riporta le parole di una persona esattamente come sono state pronunciate, senza cambiare nemmeno una virgola. Per segnalare al lettore che stiamo riportando parole vere, usiamo segni di punteggiatura particolari come i due punti, le virgolette « » oppure le lineette. Per esempio, possiamo scrivere: Luca disse: «Ho fame, vorrei un panino al prosciutto». In questo modo chi legge capisce subito chi parla e quali sono le sue parole precise. Spesso il discorso diretto è introdotto da verbi come dire, chiedere, rispondere, esclamare, gridare o sussurrare, che aiutano a immaginare il tono di voce. Lo trovi spessissimo nei fumetti, dove le parole dei personaggi sono racchiuse dentro i fumetti bianchi sopra la loro testa.
Il discorso indiretto: il racconto delle parole
Il discorso indiretto, invece, racconta quello che una persona ha detto senza ripetere le sue parole esatte, ma riferendole con parole nostre. In questo caso non servono più le virgolette né i due punti, perché non stiamo citando nessuno alla lettera. Riprendiamo l'esempio di prima e proviamo a trasformarlo: Luca disse che aveva fame e che voleva un panino al prosciutto. Hai notato cosa è successo? È comparsa la parolina che, che fa da ponte tra chi parla e quello che viene detto. Inoltre il verbo è cambiato: da ho fame siamo passati a aveva fame, perché stiamo raccontando qualcosa che è già successo. Il discorso indiretto è molto utile quando vogliamo riassumere una conversazione lunga senza ripeterla tutta.
Come trasformare il diretto in indiretto
Passare dal discorso diretto a quello indiretto è come risolvere un piccolo indovinello: bisogna fare alcuni cambiamenti seguendo regole precise. Ecco i passaggi fondamentali da ricordare quando vuoi trasformare una frase:
- Togli i due punti e le virgolette che racchiudono le parole pronunciate.
- Aggiungi la congiunzione che subito dopo il verbo del dire.
- Cambia le persone dei verbi e i pronomi, perché chi parla cambia punto di vista.
- Modifica i tempi dei verbi, di solito spostandoli verso il passato.
- Trasforma anche alcune parole di tempo e luogo, come oggi che diventa quel giorno, o qui che diventa lì.
Facciamo un esempio insieme partendo dalla frase diretta: La nonna esclamò: «Oggi preparo la torta di mele!». Trasformata in discorso indiretto diventa: La nonna esclamò che quel giorno avrebbe preparato la torta di mele. Vedi come ogni pezzettino si è modificato seguendo le regole?
I verbi che introducono il discorso
I verbi che servono per introdurre sia il discorso diretto sia quello indiretto si chiamano verbi del dire, e ne esistono moltissimi nella nostra lingua. I più comuni sono dire, chiedere, rispondere, raccontare, spiegare, domandare, affermare, ripetere e ricordare. Però possiamo usarne anche di più espressivi, che ci aiutano a capire come la persona ha parlato: per esempio sussurrare, gridare, mormorare, esclamare o bisbigliare. Scegliere il verbo giusto rende il racconto molto più vivace e interessante per chi legge. Confronta queste due frasi: Marco disse: «Ho paura del buio» e Marco sussurrò: «Ho paura del buio». Nella seconda riesci quasi a sentire la voce tremante di Marco, vero?
Ricorda
Fissiamo insieme i punti più importanti che hai imparato in questa scheda, così potrai usarli ogni volta che ne avrai bisogno.
- Il discorso diretto riporta le parole esatte di chi parla e usa i due punti e le virgolette.
- Il discorso indiretto racconta le parole di qualcuno con parole nostre, senza virgolette.
- Nel passaggio da diretto a indiretto compare la parolina che dopo il verbo del dire.
- I verbi e i pronomi cambiano persona e spesso il tempo si sposta nel passato.
- I verbi del dire più espressivi rendono il racconto più vivace e coinvolgente.
Piccolo esercizio: prova a trasformare in discorso indiretto questa frase: Il papà disse: «Domani andremo allo zoo». La risposta corretta è: Il papà disse che il giorno dopo saremmo andati allo zoo.