Maschile e femminile: le parole hanno il genere

SpiegazioneScuola primaria · 2ªitaliano

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Introduzione

Le parole in italiano non sono tutte uguali: alcune sono maschili, altre sono femminili, proprio come le persone e gli animali che ci circondano ogni giorno.

Quando parliamo o scriviamo, usiamo continuamente nomi che indicano persone, animali, oggetti e luoghi. Ogni nome porta con sé un'informazione molto importante che si chiama genere e che può essere maschile o femminile. Sapere riconoscere il genere di una parola ci aiuta a costruire frasi corrette e ad accordare bene gli articoli e gli aggettivi. In questa scheda scopriremo come funziona questo piccolo grande segreto della lingua italiana.

Il genere dei nomi di persona e di animale

I nomi che indicano persone o animali hanno spesso una forma maschile e una forma femminile, perché si riferiscono a esseri viventi che possono essere maschi o femmine. Pensiamo a parole come bambino e bambina: la prima indica un maschio, la seconda una bambina. Allo stesso modo diciamo nonno e nonna, fratello e sorella, maestro e maestra, dottore e dottoressa. Anche per gli animali succede la stessa cosa: il gatto e la gatta, il cavallo e la cavalla, il leone e la leonessa. Se osserviamo bene, di solito il nome maschile finisce in -o e quello femminile in -a, ma esistono anche altri modi per formare il femminile, come abbiamo visto con leone e leonessa.

Il genere degli oggetti e delle cose

Anche gli oggetti che usiamo tutti i giorni hanno un genere, anche se non sono né maschi né femmine davvero. Per esempio diciamo il tavolo, il quaderno, il libro e il banco al maschile, mentre diciamo la sedia, la penna, la maglia e la lavagna al femminile. Questo genere non si capisce guardando l'oggetto, ma si impara ascoltando e leggendo la lingua italiana fin da piccoli. Un trucco molto utile è osservare l'articolo che mettiamo davanti: il, lo e un sono articoli maschili, mentre la e una sono articoli femminili. Così, anche quando non siamo sicuri, l'articolo ci aiuta a capire subito se la parola è maschile o femminile.

Come si forma il femminile dal maschile

Molto spesso possiamo trasformare un nome maschile in femminile cambiando soltanto la sua finale, cioè l'ultima lettera o l'ultima sillaba della parola. Ecco i passaggi principali da seguire quando vogliamo passare dal maschile al femminile:

  1. Cambia la -o finale in -a: amico diventa amica, gatto diventa gatta, bambino diventa bambina.
  2. Cambia la -e finale in -a quando è possibile: signore diventa signora, infermiere diventa infermiera.
  3. Aggiungi il suffisso -essa per alcune parole speciali: studente diventa studentessa, leone diventa leonessa, dottore diventa dottoressa.
  4. Ricorda che alcune parole cambiano completamente: uomo diventa donna, fratello diventa sorella, papà diventa mamma.

Le parole che restano uguali

Esistono alcune parole un po' furbe che hanno la stessa forma sia al maschile sia al femminile, e cambiano genere soltanto grazie all'articolo che le accompagna. Pensiamo a parole come cantante, nipote, insegnante o pediatra: diciamo il cantante e la cantante, il nipote e la nipote, l'insegnante maschio e l'insegnante femmina. In questi casi solo l'articolo o un aggettivo vicino ci permettono di capire se stiamo parlando di un maschio o di una femmina. È un piccolo trabocchetto della lingua italiana che vale la pena conoscere fin da subito, perché capita spesso nelle frasi che leggiamo e ascoltiamo a scuola e a casa.

Ricorda

Ecco un piccolo riepilogo da tenere sempre a mente quando incontri un nome e vuoi scoprire il suo genere:

  1. Tutti i nomi italiani sono maschili o femminili, anche quelli che indicano oggetti come il tavolo o la sedia.
  2. L'articolo davanti al nome è il primo aiuto: il, lo, un indicano il maschile; la, una indicano il femminile.
  3. Per formare il femminile spesso basta cambiare la -o in -a, ma a volte si usa -essa oppure una parola completamente diversa.
  4. Alcune parole come cantante o nipote restano uguali e cambiano genere solo grazie all'articolo.

Piccolo esercizio: prova a scrivere accanto a queste parole il loro femminile e leggile ad alta voce. Maestro, cuoco, pittore, signore, re, gallo, sarto, scolaro. Buon lavoro!

Riferimento curricolare

Scheda didattica verificata sull'obiettivo ob.primaria.italiano.cl3.scrittura.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Verificata il 2026-06-04 sulla norma di riferimento.

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