La rivoluzione russa

SpiegazioneLiceo · 5ªstoria

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La rivoluzione russa del 1917 abbatté in pochi mesi l'autocrazia zarista e portò al potere i bolscevichi di Lenin, dando origine al primo Stato socialista della storia e cambiando gli equilibri politici del Novecento.

All'inizio del Novecento l'Impero russo era una potenza enorme ma profondamente arretrata, governata in modo assoluto dallo zar Nicola II. La grande maggioranza della popolazione era costituita da contadini poveri, mentre l'industria si concentrava in poche città come Pietrogrado e Mosca. Le tensioni sociali, già esplose nella rivoluzione fallita del 1905, furono moltiplicate dalla disastrosa partecipazione alla Prima guerra mondiale. La fame, le sconfitte militari e l'inadeguatezza del governo prepararono il terreno a due rivoluzioni successive nello stesso anno. Capire questi eventi significa cogliere il passaggio da un mondo dinastico ottocentesco a un Novecento dominato dal confronto tra ideologie di massa.

Dal febbraio all'ottobre 1917

Nel febbraio 1917, secondo il calendario giuliano allora in uso in Russia, scioperi e manifestazioni a Pietrogrado per il pane e contro la guerra travolsero in pochi giorni l'apparato zarista. Quando i reggimenti inviati per reprimere la folla si rifiutarono di sparare e si unirono ai dimostranti, Nicola II fu costretto ad abdicare, chiudendo oltre tre secoli di dominio della dinastia Romanov. Nacque allora una situazione di dualismo di potere: da una parte il governo provvisorio guidato da esponenti liberali e poi dal socialista moderato Kerenskij, dall'altra il soviet di Pietrogrado, assemblea di operai e soldati. Il governo provvisorio commise l'errore decisivo di mantenere la Russia in guerra, deludendo le attese popolari di pace, terra e pane. In aprile rientrò dall'esilio Lenin, che con le Tesi di aprile propose il passaggio immediato del potere ai soviet e la fine della collaborazione con i partiti borghesi. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre del calendario giuliano, le Guardie rosse bolsceviche occuparono i punti nevralgici della capitale e il Palazzo d'Inverno, sede del governo, in un colpo di Stato pianificato da Lenin e organizzato sul piano militare da Trockij.

Dalla presa del potere allo Stato sovietico

Appena conquistato il potere, i bolscevichi emanarono i celebri decreti sulla pace, che proponeva una pace senza annessioni, e sulla terra, che redistribuiva ai contadini i grandi possedimenti nobiliari ed ecclesiastici. Nel marzo 1918 firmarono con gli Imperi centrali la pace di Brest-Litovsk, durissima sul piano territoriale ma necessaria per consolidarsi all'interno. Subito dopo scoppiò una sanguinosa guerra civile tra l'Armata Rossa, organizzata da Trockij, e le Armate Bianche sostenute dalle potenze occidentali, che si concluse nel 1921 con la vittoria bolscevica. Per sostenere lo sforzo bellico fu imposto il comunismo di guerra, basato sulle requisizioni forzate di grano e sulla nazionalizzazione dell'industria, che provocò carestie e malcontento, culminato nella rivolta dei marinai di Kronstadt nel 1921. Lenin rispose con la NEP, una Nuova politica economica che reintroduceva limitati spazi di mercato e proprietà privata in agricoltura e nel piccolo commercio. Nel 1922 nacque ufficialmente l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, uno Stato federale a partito unico che, dopo la morte di Lenin nel 1924, sarebbe stato plasmato dalla dittatura personale di Stalin.

Ricorda

Esercizio attivo sul quaderno: costruisci una linea del tempo orizzontale che vada dal 1914 al 1924, collocando in ordine almeno otto eventi chiave (entrata in guerra, rivoluzione di febbraio, abdicazione di Nicola II, ritorno di Lenin, rivoluzione d'ottobre, Brest-Litovsk, guerra civile, NEP, nascita dell'URSS, morte di Lenin) e accanto a ciascuno scrivi in una riga la sua importanza storica.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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