Dopo il 1945 il mondo non torna come prima: due superpotenze, USA e URSS, si dividono il pianeta in due blocchi contrapposti e per oltre quarant'anni si fronteggiano senza mai combattersi direttamente, in quella che lo scrittore George Orwell battezzò guerra fredda.
L'eredità della Seconda guerra mondiale e i nuovi equilibri
Il conflitto terminato nel 1945 lascia un'Europa devastata: città rase al suolo, economie in ginocchio e circa sessanta milioni di morti, di cui sei milioni nella sola Shoah. Le antiche potenze coloniali come Francia e Regno Unito escono indebolite, mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si affermano come le uniche vere superpotenze. Già durante la Conferenza di Jalta del febbraio 1945, Roosevelt, Churchill e Stalin avevano disegnato le future zone di influenza, dividendo di fatto l'Europa lungo la linea raggiunta dagli eserciti. Pensa a una grande casa colpita da un terremoto: i vecchi proprietari, troppo deboli per ricostruirla, lasciano spazio a due nuovi inquilini che si spartiscono le stanze. La Germania viene divisa in quattro zone di occupazione e Berlino, pur trovandosi in territorio sovietico, è anch'essa suddivisa fra i vincitori. Nel giugno 1945 nasce a San Francisco l'ONU, con la speranza, presto delusa, di garantire una pace stabile attraverso il dialogo.
La nascita dei due blocchi e la dottrina del contenimento
La frattura tra alleati si manifesta apertamente nel marzo 1946, quando Churchill a Fulton parla di una cortina di ferro calata sull'Europa dal Baltico all'Adriatico. Nel 1947 il presidente statunitense Harry Truman enuncia la dottrina che porta il suo nome: gli USA aiuteranno qualunque popolo libero minacciato dal comunismo, a cominciare da Grecia e Turchia. A questa logica politica si affianca il Piano Marshall, un programma di aiuti economici da circa tredici miliardi di dollari destinato a far ripartire l'Europa occidentale e a legarla all'orbita americana. L'URSS rifiuta il piano e impone ai paesi dell'Est il Cominform e, più tardi nel 1949, il COMECON, una sorta di mercato comune sovietico. Sul piano militare nascono due alleanze contrapposte: la NATO nel 1949, fondata da dodici paesi atlantici, e il Patto di Varsavia nel 1955, che riunisce i satelliti di Mosca. Immagina due squadre del cortile che si scelgono i compagni e tracciano una linea immaginaria: chi sta da una parte non può attraversarla senza problemi.
Le crisi calde: Berlino, Corea, Cuba, Vietnam
La guerra fredda è detta "fredda" perché USA e URSS non si scontrano mai direttamente, ma ai loro confini esplodono guerre periferiche sanguinose. La prima grande crisi è il blocco di Berlino del 1948-49, quando Stalin chiude le vie di accesso terrestre alla parte occidentale della città e gli Alleati rispondono con un ponte aereo che per undici mesi rifornisce due milioni di abitanti. Nel 1950 scoppia la guerra di Corea, che si conclude nel 1953 con la divisione della penisola lungo il 38° parallelo, una frontiera ancora oggi tra le più militarizzate del mondo. Il momento di massima tensione si raggiunge nell'ottobre 1962 con la crisi dei missili di Cuba: per tredici giorni l'umanità rischia una guerra nucleare, finché Kennedy e Krusciov trovano un compromesso che porta al ritiro dei missili sovietici dall'isola e di quelli americani dalla Turchia. La guerra del Vietnam, combattuta dagli USA tra il 1964 e il 1975, si conclude invece con una sconfitta americana e la riunificazione del paese sotto il regime comunista di Hanoi. È come una partita a scacchi giocata su tavoli lontani: i due grandi giocatori muovono i pezzi senza affrontarsi mai sulla stessa scacchiera.
L'Italia repubblicana, la Costituzione e il boom economico
In Italia il dopoguerra inizia con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946: con circa dodici milioni e settecentomila voti contro dieci milioni e settecentomila la Repubblica vince sulla monarchia e per la prima volta votano anche le donne. L'Assemblea Costituente, eletta lo stesso giorno, elabora in diciotto mesi la Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 e frutto del compromesso tra cattolici, comunisti, socialisti e liberali. Le elezioni politiche del 18 aprile 1948 segnano la vittoria della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi sul Fronte Popolare di socialisti e comunisti: l'Italia si schiera così nel blocco occidentale e aderisce alla NATO. Tra il 1958 e il 1963 il paese vive il cosiddetto miracolo economico, con tassi di crescita del PIL superiori al 6% annuo: la Fiat 600, il frigorifero e la televisione entrano nelle case di milioni di famiglie. Milioni di meridionali emigrano verso Torino, Milano e Genova in cerca di lavoro nelle fabbriche, trasformando profondamente la società. Pensa a tua nonna che racconta del primo televisore in bianco e nero comprato a rate: dietro quell'oggetto c'è tutta la storia di un paese che esce dalla povertà.
Decolonizzazione, distensione e fine del sistema bipolare
Mentre i due blocchi si consolidano, decine di paesi di Asia e Africa conquistano l'indipendenza: l'India di Gandhi e Nehru nel 1947, la Cina di Mao nel 1949, l'Algeria dopo una lunga guerra nel 1962. Nel 1955 la Conferenza di Bandung dà voce ai paesi non allineati, che rifiutano di schierarsi e cercano una terza via. Dopo la crisi cubana inizia una fase di distensione, con i trattati SALT sul controllo degli armamenti nucleari e gli accordi di Helsinki del 1975 sui diritti umani. Tutto cambia con l'arrivo al potere di Michail Gorbaciov nel 1985, che lancia le riforme della perestrojka (ristrutturazione economica) e della glasnost (trasparenza politica). Tra il 1989 e il 1991 il sistema sovietico crolla in modo quasi pacifico: il 9 novembre 1989 cade il Muro di Berlino, costruito nel 1961, e nel dicembre 1991 l'URSS si dissolve in quindici repubbliche indipendenti. Se rivisitate il monumento ai caduti del vostro paese, accanto ai nomi delle due guerre mondiali potreste trovare anche militari morti in missioni successive: anche quelli sono frutto del lungo dopoguerra che stiamo studiando.
Ricorda
- La guerra fredda (1947-1991) è un confronto bipolare tra USA e URSS combattuto con la diplomazia, la propaganda, la corsa agli armamenti e guerre per procura, mai con uno scontro diretto.
- I momenti chiave sono: Jalta 1945, dottrina Truman e Piano Marshall 1947, NATO 1949, blocco di Berlino, guerra di Corea, crisi di Cuba 1962, guerra del Vietnam, caduta del Muro 1989.
- In Italia il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica, il 1° gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione e tra fine anni Cinquanta e inizio Sessanta si vive il miracolo economico.
- Esercizio di verifica attivo: sul quaderno costruisci una linea del tempo dal 1945 al 1991 collocando almeno dieci eventi studiati; poi, accanto a ciascuno, scrivi con una frase se riguarda il blocco occidentale, quello orientale o entrambi, motivando brevemente la scelta.