La crisi della repubblica romana

SpiegazioneLiceo · 1ªstoria

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Tra il II e il I secolo a.C. Roma conquista il Mediterraneo, ma le sue istituzioni repubblicane non reggono il peso di un impero così vasto: nascono tensioni sociali, lotte politiche e guerre civili che porteranno alla fine della repubblica.

Dopo aver sconfitto Cartagine nelle guerre puniche, Roma si trova padrona di un territorio immenso, ricchissimo di schiavi, terre e tributi. Tuttavia questa fortuna non si distribuisce in modo equo fra i cittadini, perché ad arricchirsi sono soprattutto i grandi proprietari terrieri e i mercanti dell'ordine equestre. I piccoli contadini, costretti a lunghe campagne militari, tornano a casa e trovano i loro campi abbandonati o comprati a basso prezzo dai ricchi. Si formano così enormi tenute agricole chiamate latifondi, coltivate con manodopera servile a costi bassissimi. I contadini rovinati si trasferiscono a Roma, dove vivono di sussidi e diventano una plebe urbana scontenta e facilmente manovrabile. Questo squilibrio economico è la radice profonda della crisi che attraverserà tutto il periodo.

Le riforme dei Gracchi e lo scontro fra ottimati e popolari

Nel 133 a.C. il tribuno della plebe Tiberio Sempronio Gracco propone una legge agraria che limita la quantità di terra pubblica posseduta da un singolo cittadino, distribuendo le eccedenze ai contadini poveri. Il senato, dominato dai grandi proprietari, si oppone con forza e Tiberio viene ucciso in una rissa politica sul Campidoglio, segnando la prima volta in cui il sangue scorre per motivi interni. Dieci anni più tardi suo fratello Gaio riprende il programma, ampliandolo con leggi sul grano a prezzo calmierato e sulla concessione di terre nelle province, ma anch'egli viene eliminato nel 121 a.C. dopo violenti scontri. Da quel momento la vita politica romana si divide in due schieramenti permanenti: gli ottimati, difensori del potere del senato e degli interessi aristocratici, e i popolari, che si appoggiano alle assemblee della plebe per imporre riforme. Questa frattura non è semplicemente fra ricchi e poveri, ma riguarda il modo stesso di intendere il governo della repubblica. Un esempio chiaro di questa rivalità è la lotta successiva fra Mario, comandante popolare che riforma l'esercito reclutando anche i nullatenenti, e Silla, generale aristocratico che marcia su Roma con le proprie legioni nell'88 a.C. e instaura una dittatura per rafforzare il senato.

Dalle guerre civili al primo triumvirato

La riforma militare di Mario produce una conseguenza decisiva: i soldati non combattono più per lo Stato, ma per il generale che promette loro terre e bottino al termine del servizio. Gli eserciti diventano strumenti personali dei comandanti, e chiunque controlli le legioni può ricattare le istituzioni civili. Nascono così le grandi guerre civili del I secolo a.C., in cui fazioni opposte si scontrano dentro la città stessa, con proscrizioni, confische e massacri di avversari politici. In questo clima di violenza cronica emergono uomini ambiziosi come Pompeo, vincitore in Oriente, Crasso, ricchissimo finanziere, e Giulio Cesare, abile politico e comandante. Nel 60 a.C. i tre stringono un accordo privato chiamato primo triumvirato, con cui si spartiscono di fatto il potere, scavalcando il senato e svuotando di senso le magistrature tradizionali. Quando l'equilibrio si rompe, Cesare nel 49 a.C. attraversa il fiume Rubicone con le sue legioni, gesto vietato dalle leggi, e dà inizio a una nuova guerra civile che lo porterà a essere nominato dittatore a vita: la repubblica, ormai svuotata, sta lasciando il posto a una nuova forma di potere personale.

Ricorda

Piccolo esercizio sul quaderno: disegna una linea del tempo dal 133 a.C. al 49 a.C. e colloca in ordine cinque eventi (riforma di Tiberio Gracco, morte di Gaio Gracco, riforma militare di Mario, dittatura di Silla, passaggio del Rubicone), aggiungendo per ciascuno una frase che spieghi perché contribuisce alla crisi della repubblica.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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