Nel IV secolo a.C. Atene perde la supremazia politica ma diventa la capitale culturale del mondo greco, grazie all'oratoria di Demostene e alla filosofia di Platone e Aristotele.
La fase finale dell'età classica copre tutto il IV secolo a.C., un periodo segnato da profonde trasformazioni che cambiano il volto della Grecia. Dopo la lunga guerra del Peloponneso, conclusasi nel 404 a.C., Atene esce sconfitta da Sparta e perde il suo impero marittimo. La città non torna più a essere la potenza egemone che era stata nel secolo precedente, sotto la guida di Pericle. Tuttavia, proprio in questo secolo di crisi politica, Atene raggiunge il suo massimo splendore intellettuale e diventa il punto di riferimento culturale di tutto il mondo greco. Filosofi, oratori e studenti accorrono da ogni parte per ascoltare i grandi maestri che insegnano nelle sue scuole. Il paradosso del IV secolo è proprio questo: una città politicamente indebolita che continua a esercitare un'influenza enorme sul pensiero e sulla cultura.
L'oratoria matura e la crisi della libertà greca
Nel IV secolo a.C. l'oratoria raggiunge la sua piena maturità e diventa lo strumento principale del dibattito politico nelle città greche. In una democrazia come quella ateniese, saper parlare bene in pubblico significa poter influenzare le decisioni dell'assemblea e dei tribunali. Gli oratori studiano per anni le tecniche del discorso, imparando a costruire argomentazioni solide, a usare esempi efficaci e a suscitare emozioni nel pubblico. Il più grande oratore di questo periodo è Demostene, vissuto tra il 384 e il 322 a.C., che usa la sua eloquenza per difendere l'indipendenza di Atene dalla minaccia macedone. Nei discorsi chiamati Filippiche, pronunciati contro il re Filippo II di Macedonia, Demostene cerca disperatamente di convincere i suoi concittadini a riarmarsi e a unirsi contro il pericolo che incombe sulla Grecia. Nonostante i suoi sforzi, però, nel 338 a.C. la battaglia di Cheronea segna la fine della libertà delle pòleis greche, che cadono sotto il controllo macedone.
La grande filosofia: Platone e Aristotele
Il IV secolo è anche il secolo della grande filosofia classica, che nasce ad Atene grazie a due pensatori destinati a influenzare per sempre la cultura occidentale. Platone, allievo di Socrate, fonda intorno al 387 a.C. una scuola chiamata Accademia, dove insegna che la realtà vera non è quella che vediamo con i sensi, ma è fatta di idee eterne e immutabili. Nella sua opera più famosa, La Repubblica, Platone immagina uno Stato ideale governato dai filosofi, che sarebbero le persone più sagge e più adatte a guidare la comunità. Aristotele, allievo di Platone, fonda nel 335 a.C. una propria scuola chiamata Liceo e sviluppa un pensiero molto diverso dal maestro: per lui la conoscenza nasce dall'osservazione attenta della natura e dall'esperienza concreta. Aristotele studia praticamente ogni campo del sapere, dalla logica alla biologia, dalla politica alla poesia, e diventa per secoli il modello del sapere enciclopedico. Un esempio della differenza tra i due maestri è il modo di studiare gli animali: Platone si chiederebbe quale sia l'idea perfetta di cavallo, mentre Aristotele osserverebbe i cavalli veri per descriverne le caratteristiche.
Ricorda
- Nel IV secolo a.C. Atene perde la supremazia politica dopo la guerra del Peloponneso, ma diventa la capitale culturale della Grecia.
- Demostene è il più grande oratore del periodo: con le Filippiche cerca di difendere la libertà greca dalla minaccia di Filippo II di Macedonia, sconfitto però a Cheronea nel 338 a.C.
- Platone fonda l'Accademia e teorizza il mondo delle idee, mentre Aristotele fonda il Liceo e fonda il sapere sull'osservazione della realtà.
Piccolo esercizio sul quaderno: disegna una tabella a due colonne intitolate Platone e Aristotele. Per ciascuno scrivi il nome della scuola fondata, l'anno approssimativo di fondazione e una frase che spieghi come pensava si potesse conoscere la verità. Poi aggiungi sotto una riga di confronto in cui indichi quale dei due metodi ti sembra più vicino al modo di lavorare degli scienziati di oggi e perché.