Alessandro Magno conquistò in pochi anni l'immenso impero persiano e diffuse la cultura greca dall'Egitto fino all'India, dando origine all'età ellenistica.
Alla morte del padre Filippo II di Macedonia, nel 336 a.C., il giovane Alessandro salì al trono a soli vent'anni e ereditò un esercito potentissimo. Era stato educato dal filosofo Aristotele, che gli aveva trasmesso l'amore per la cultura greca, per Omero e per la conoscenza scientifica. Alessandro guardava ai Greci come ai portatori della civiltà più alta del Mediterraneo e desiderava diffonderla ovunque. Sognava di realizzare ciò che le poleis greche, divise e litigiose, non erano mai riuscite a fare: vendicare le invasioni persiane e unire Oriente e Occidente in un unico grande mondo.
Le conquiste di Alessandro
Nel 334 a.C. Alessandro attraversò lo stretto dei Dardanelli con un esercito di circa quarantamila uomini, dando inizio a una campagna militare che sarebbe durata undici anni. Sconfisse i Persiani in tre battaglie decisive: al fiume Granìco, a Isso e infine a Gaugamela, dove il re Dario III fu definitivamente battuto e poco dopo ucciso dai suoi stessi satrapi. In pochi anni il giovane sovrano conquistò l'Asia Minore, la Siria, la Fenicia, l'Egitto, la Mesopotamia, la Persia e si spinse fino al fiume Indo, in territori che oggi corrispondono al Pakistan. Per amministrare un impero così vasto adottò una scelta sorprendente: rispettò le tradizioni dei popoli vinti, mantenne i loro funzionari locali e sposò egli stesso la principessa persiana Rossane. Incoraggiò i matrimoni misti tra soldati macedoni e donne orientali, perché immaginava una nuova umanità in cui Greci e barbari vivessero insieme. Morì improvvisamente a Babilonia nel 323 a.C., a soli trentadue anni, lasciando un impero senza un erede capace di governarlo.
L'età ellenistica
Dopo la sua morte i generali, chiamati Diadochi, si combatterono a lungo e finirono per dividersi l'impero in tre grandi regni: quello dei Tolomei in Egitto, quello dei Seleucidi in Siria e Mesopotamia, quello degli Antigonidi in Macedonia. Iniziò così l'età ellenistica, un periodo che va dal 323 a.C. alla conquista romana dell'Egitto nel 30 a.C. con la morte della regina Cleopatra. La parola ellenistico significa proprio simile ai Greci e indica una cultura nata dalla fusione tra elementi greci e tradizioni orientali, egiziane e persiane. Nacquero città nuove e splendide, come Alessandria d'Egitto, dotata della famosa Biblioteca e del Museo, un vero centro di ricerca dove lavorarono scienziati come Euclide, Archimede ed Eratostene. Il greco, nella sua forma semplificata detta koinè, divenne la lingua comune dei mercanti, dei dotti e dei funzionari da Atene fino all'India. Cambiò anche il modo di pensare: l'uomo non si sentiva più cittadino di una piccola polis, ma abitante del mondo intero, cioè cosmopolita.
Ricorda
- Alessandro Magno regnò dal 336 al 323 a.C. e conquistò l'impero persiano fondendo culture greche e orientali.
- L'età ellenistica (323-30 a.C.) nasce dalla divisione dell'impero tra i Diadochi e diffonde la lingua greca koinè.
- Le grandi capitali ellenistiche, come Alessandria d'Egitto, divennero centri di scienza, commercio e cultura cosmopolita.
- Esercizio attivo sul quaderno: disegna una linea del tempo dal 336 a.C. al 30 a.C. e collocaci almeno cinque eventi studiati (ascesa al trono, battaglia di Gaugamela, morte di Alessandro, nascita dei regni dei Diadochi, conquista romana dell'Egitto), aggiungendo accanto a ciascuno una breve frase di spiegazione.