Alessandro Magno e l'Ellenismo

SpiegazioneLiceo · 1ªstoria

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Alessandro Magno è il giovane re macedone che in poco più di dieci anni conquistò un impero immenso, dalla Grecia all'India. Dopo la sua morte nacque una nuova civiltà, l'Ellenismo, in cui la cultura greca si fuse con quelle d'Oriente.

Un re ragazzino con un sogno enorme

Quando pensiamo a un grande conquistatore, immaginiamo spesso un uomo anziano e barbuto, indurito da decenni di battaglie e di esperienza politica. Alessandro rovescia questa immagine: salì al trono di Macedonia a soli venti anni, nel 336 a.C., e morì a trentadue, lasciando dietro di sé un impero gigantesco. Era figlio di Filippo II, il re che aveva trasformato la Macedonia da regno marginale a potenza militare capace di dominare le città greche dopo la battaglia di Cheronea del 338 a.C. Da bambino ebbe come precettore il filosofo Aristotele, che gli insegnò a leggere Omero, ad amare la medicina, la geografia e la curiosità scientifica. Alessandro, infatti, viaggiava sempre con una copia annotata dell'Iliade e si considerava un nuovo Achille, un eroe nato per imprese leggendarie. Per capirlo con un esempio quotidiano, pensa a un compagno di classe che a vent'anni guidi un'azienda mondiale ereditata dal padre, ma con la fissazione di superarne le imprese; oppure immagina un giovane atleta che corre con il poster del suo campione preferito appeso in camera e sogna ogni notte di batterne il record.

La macchina da guerra macedone

L'impresa di Alessandro non si spiega solo con il suo coraggio personale: contava su uno strumento militare costruito pazientemente dal padre Filippo II. Il cuore di questo esercito era la falange macedone, una formazione di fanti compatti armati di sarissa, una lancia lunghissima di circa cinque o sei metri che teneva il nemico a distanza prima ancora che potesse colpire. Accanto alla falange combatteva la cavalleria pesante degli Etèri, i "compagni" del re, che Alessandro guidava personalmente all'attacco, sfondando il fianco delle truppe avversarie. C'erano inoltre arcieri, frombolieri, ingegneri capaci di costruire macchine d'assedio enormi, come quelle usate per espugnare la città di Tiro nel 332 a.C. dopo sette mesi di assedio. Per immaginare meglio questa organizzazione, pensa al gioco di squadra in una partita di pallavolo, dove ogni giocatore ha un ruolo preciso e l'allenatore coordina tutto dal centro; oppure pensa a un cantiere edile, dove muratori, gruisti e progettisti lavorano insieme seguendo un piano unico, e dove basta un anello debole per bloccare tutto.

Le grandi battaglie e la conquista dell'Oriente

Nel 334 a.C. Alessandro attraversò l'Ellesponto e iniziò la guerra contro l'enorme impero persiano di Dario III, che si estendeva dall'Asia Minore fino all'Egitto e all'Iran. Le tre battaglie decisive furono il Granico nel 334 a.C., Isso nel 333 a.C. e soprattutto Gaugamela nel 331 a.C., dove vinse nonostante fosse in fortissima inferiorità numerica. Dopo Gaugamela entrò trionfalmente a Babilonia, a Susa e a Persepoli, l'antica capitale persiana, che fu in parte incendiata, forse come vendetta per le distruzioni che i Persiani avevano provocato in Grecia un secolo e mezzo prima. Spinto da una curiosità inesauribile, proseguì verso est, attraversò montagne e deserti, raggiunse l'attuale Afghanistan e arrivò fino al fiume Indo, nell'odierno Pakistan, dove sconfisse il re Poro nel 326 a.C. Solo l'ammutinamento dei suoi soldati, stremati dopo anni di marcia, lo costrinse a tornare indietro. Per dare un'idea concreta di queste distanze, immagina di partire a piedi da Roma e arrivare fino in Kazakistan, attraversando una decina di stati moderni; oppure pensa a un viaggio di studio che invece di durare una settimana durasse otto anni senza pause, cambiando ogni mese paesaggio, lingua e cibo.

Un progetto politico: fondere Oriente e Occidente

Alessandro non si accontentò di vincere militarmente: ebbe l'idea ambiziosa di costruire un impero in cui Greci, Macedoni e popolazioni orientali vivessero insieme. Adottò l'abito persiano, sposò Roxane, una principessa della Battriana, e impose ai suoi ufficiali matrimoni misti con donne persiane in una grande cerimonia collettiva a Susa nel 324 a.C. Pretese inoltre che i sudditi gli rendessero la proskýnesis, l'inchino orientale riservato al sovrano divinizzato, cosa che scandalizzò molti Macedoni, abituati a vedere nel re un primo tra pari. Per finanziare e governare l'impero mantenne in vigore l'amministrazione persiana basata sulle satrapie, affiancando però funzionari greci, e fece coniare una nuova moneta comune che facilitò gli scambi. Per capire questo progetto con un esempio attuale, immagina la dirigenza di un'azienda internazionale che decide di insegnare la stessa lingua a tutte le sedi e di mescolare deliberatamente i team tra paesi; oppure pensa a una scuola che ospiti studenti di molte nazionalità diverse e organizzi attività comuni perché ognuno impari qualcosa dagli altri, invece di chiudersi nel proprio gruppo.

La morte improvvisa e la spartizione dell'impero

Nel giugno del 323 a.C., a Babilonia, Alessandro morì improvvisamente a soli trentadue anni, probabilmente per una febbre violenta, forse malaria o tifo, anche se nell'antichità circolarono sospetti di avvelenamento. Non aveva designato chiaramente un successore: secondo la tradizione, alla domanda di chi avrebbe ereditato l'impero rispose "al migliore", lasciando un vuoto pericoloso. Iniziò così la lunga stagione delle guerre dei Diadochi, cioè dei "successori", i suoi generali che si combatterono per oltre quarant'anni per spartirsi il dominio. Alla fine, intorno al 280 a.C., l'impero risultò diviso in tre grandi regni ellenistici: l'Egitto dei Tolomei con capitale Alessandria, la Siria dei Seleucidi con capitale Antiochia, e la Macedonia degli Antigonidi che controllava la Grecia. Per cogliere meglio cosa significhi questa frammentazione, pensa a un'eredità contesa fra molti fratelli che si dividono la casa stanza per stanza dopo lunghe liti; oppure a un'azienda fondata da un genio che, dopo la sua morte improvvisa, viene spezzata in filiali concorrenti che continuano a usare il marchio comune.

L'Ellenismo: una nuova civiltà mondiale

Con il termine Ellenismo gli storici indicano l'età che va dalla morte di Alessandro, nel 323 a.C., fino alla conquista romana dell'Egitto, nel 30 a.C., quando Cleopatra fu sconfitta a Azio. È un'epoca in cui la cultura greca diventa universale: la lingua greca, nella sua forma semplificata detta koinè, viene parlata e scritta dall'Egitto alla Mesopotamia, come oggi l'inglese funziona da lingua comune fra studenti, scienziati e turisti. Le città fondate da Alessandro e dai suoi successori, oltre settanta, furono il motore di questa civiltà: avevano teatro, ginnasio, agorà, biblioteca e tempio, secondo il modello greco, ma popolazione mista. Alessandria d'Egitto, con il suo Museo, la Biblioteca dai centinaia di migliaia di rotoli e il Faro alto oltre cento metri, divenne la capitale culturale del Mediterraneo. Per capirne il peso, immagina una città che oggi unisse al suo interno il MIT, la Biblioteca Nazionale e un grande osservatorio astronomico; oppure pensa a un quartiere multiculturale di una metropoli moderna, dove al mercato si sentono dieci lingue diverse e i ragazzi a scuola studiano tutti la stessa materia in inglese.

Scienza, arte e religione nell'età ellenistica

L'Ellenismo è una delle stagioni più creative della storia antica, una specie di Rinascimento scientifico e artistico. Ad Alessandria operarono Euclide, che sistemò la geometria in un'opera che si è studiata per oltre duemila anni, Eratostene, che calcolò con straordinaria precisione la circonferenza della Terra misurando le ombre nei pozzi, e Archimede di Siracusa, geniale matematico e inventore. La filosofia si chiuse meno nelle questioni politiche e cercò più la felicità individuale, dando vita a scuole come l'epicureismo, che invitava a godere dei piaceri semplici, e lo stoicismo, che insegnava a sopportare con serenità ciò che non si può cambiare. Anche l'arte cambiò volto: le statue smisero di rappresentare solo l'ideale di perfezione classica e mostrarono emozioni forti, vecchiaia, fatica, dolore, come nella celebre scultura del Laocoonte. Nel campo religioso si diffusero culti misterici e sincretici, come quello della dea Iside, che mescolava elementi egiziani e greci. Per rendere concreto tutto questo, pensa a un museo della scienza odierno dove convivono modellini di geometria, planetari e meccanismi automatici; oppure a una playlist musicale che mescola tradizioni di paesi diversi e crea generi del tutto nuovi.

L'eredità di Alessandro fino a noi

L'avventura di Alessandro e l'epoca ellenistica hanno lasciato tracce profonde che riguardano anche la nostra vita quotidiana. La diffusione del greco come lingua comune ha reso possibile, qualche secolo dopo, la rapida diffusione del Vangelo nel Mediterraneo, scritto proprio in koinè. I Romani, conquistando questi regni, ne assorbirono la cultura, l'urbanistica, le scienze e l'arte, trasmettendole poi a tutto l'Occidente. Anche la parola "liceo" è una piccola eredità di questo mondo: la scuola in cui insegnava Aristotele, il maestro di Alessandro, si chiamava Lyceion ad Atene, e da lì viene il nome della tua scuola superiore. Persino la cartografia moderna porta il ricordo di città fondate da Alessandro: Alessandria d'Egitto esiste ancora, Kandahar in Afghanistan deriva dal nome Alexandria, e così via. Per cogliere questa continuità, pensa a come molte abitudini sportive olimpiche moderne discendano dai ginnasi ellenistici; oppure pensa al fatto che, ogni volta che usi il teorema di Pitagora o quello di Talete, stai utilizzando matematica risistemata proprio in quell'epoca.

Ricorda

Ecco i punti chiave che devi tenere a mente:

  1. Alessandro Magno (356-323 a.C.), allievo di Aristotele, salì al trono di Macedonia nel 336 a.C. ed eredita un esercito potentissimo, basato su falange e cavalleria.
  2. In dieci anni conquistò l'impero persiano (battaglie del Granico 334, Isso 333, Gaugamela 331 a.C.) e arrivò fino al fiume Indo.
  3. Volle fondere Greci e Orientali con matrimoni misti, abiti persiani, una sola moneta e numerose città nuove di stampo greco.
  4. Dopo la sua morte (323 a.C.) i Diadochi spartirono l'impero in tre grandi regni: Tolomei in Egitto, Seleucidi in Siria, Antigonidi in Macedonia.
  5. L'Ellenismo (323-30 a.C.) diffuse la lingua greca koinè, fondò centri culturali come Alessandria, sviluppò scienza, filosofia e arte nuove.
  6. Quell'eredità arriva fino a noi anche nel nome "liceo", che ricorda la scuola di Aristotele ad Atene.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: disegna una linea del tempo orizzontale che vada dal 360 a.C. al 20 a.C., segnando con colori diversi questi cinque eventi nelle loro date corrette: nascita di Alessandro, battaglia di Gaugamela, morte di Alessandro, fondazione dei tre regni ellenistici (circa 280 a.C.), conquista romana dell'Egitto. Poi scrivi sotto ogni evento una frase di non più di venti parole che ne spieghi l'importanza, e infine, in fondo al foglio, rispondi in cinque righe a questa domanda: perché si può dire che l'Ellenismo fu la prima vera "globalizzazione" della storia antica?

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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