La genetica mendeliana

SpiegazioneLiceo · 3ªscienze

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La genetica mendeliana spiega come i caratteri ereditari passano dai genitori ai figli secondo regole precise scoperte da Gregor Mendel nei suoi celebri esperimenti sui piselli.

Introduzione: il monaco che contava i piselli

Nel giardino di un monastero di Brno, intorno al 1860, un monaco agostiniano di nome Gregor Mendel coltivò con pazienza migliaia di piante di pisello odoroso, osservando con metodo quasi ossessivo come si trasmettevano i loro caratteri. Mentre i biologi del tempo discutevano teorie vaghe sull'eredità per mescolanza dei fluidi, Mendel scelse un approccio rivoluzionario: contare. Per ogni incrocio annotò con precisione il numero di piante con fiore viola e con fiore bianco, con seme liscio e con seme rugoso, costruendo un'enorme tabella di dati statistici. Le sue conclusioni, pubblicate nel 1866, furono ignorate per oltre trent'anni e riscoperte soltanto all'inizio del Novecento, quando finalmente il mondo scientifico riconobbe la portata della sua intuizione. Mendel aveva capito che i caratteri ereditari non si mescolavano come due liquidi colorati versati insieme, ma erano controllati da unità discrete che oggi chiamiamo geni. Questa scheda ti guiderà attraverso le sue leggi, mostrando come funzionano ancora oggi e perché sono alla base della biologia moderna.

Geni, alleli e cromosomi: il vocabolario di base

Prima di affrontare le leggi di Mendel è indispensabile chiarire alcuni termini, perché senza di essi anche l'esercizio più semplice diventa incomprensibile. Un gene è un tratto di DNA che codifica per un carattere specifico, come il colore degli occhi o la forma del lobo dell'orecchio nell'uomo. Ogni gene può presentarsi in versioni leggermente diverse chiamate alleli: per esempio, il gene del colore del fiore nel pisello esiste nell'allele "viola" e nell'allele "bianco". Negli organismi diploidi, come noi e come il pisello, ogni cellula somatica contiene due copie di ciascun cromosoma, una di origine materna e una di origine paterna, e quindi due alleli per ogni gene. Quando i due alleli sono uguali l'individuo si dice omozigote, mentre se sono diversi si dice eterozigote, una distinzione che ricorrerà in ogni esercizio. Un esempio quotidiano: se entrambi i tuoi genitori hanno occhi azzurri e tu li hai azzurri, è probabile che tu sia omozigote per quell'allele; se invece i tuoi genitori hanno occhi di colore diverso, potresti aver ereditato due alleli differenti.

Genotipo e fenotipo: ciò che hai e ciò che si vede

Una delle distinzioni più importanti della genetica è quella tra genotipo e fenotipo, due concetti che a prima vista sembrano simili ma raccontano cose molto diverse. Il genotipo è l'insieme degli alleli che un individuo possiede per un certo gene o per l'intero patrimonio genetico, ed è scritto nel DNA fin dal concepimento. Il fenotipo è invece l'insieme delle caratteristiche osservabili dell'organismo, come l'altezza, il colore del pelo o del fiore, la presenza di lentiggini. Due individui possono avere lo stesso fenotipo pur avendo genotipi diversi: pensa a due piante con fiore viola, una omozigote VV e l'altra eterozigote Vv, indistinguibili a occhio nudo ma diverse nel codice genetico. Un esempio domestico aiuta a fissare l'idea: due fratelli con i capelli castani possono avere un genotipo differente, perché uno potrebbe nascondere un allele recessivo per i capelli rossi ereditato da un nonno. Il fenotipo, inoltre, dipende anche dall'ambiente, perché due piante geneticamente identiche cresciute in terreni diversi possono raggiungere altezze diverse pur partendo dallo stesso genotipo.

La prima legge: dominanza e uniformità degli ibridi

La prima legge di Mendel, detta legge della dominanza o dell'uniformità degli ibridi, afferma che incrociando due individui omozigoti puri che differiscono per un carattere, tutti i figli della prima generazione filiale (F1) mostrano lo stesso fenotipo, quello dell'allele dominante. L'allele che si manifesta sempre, anche in eterozigosi, si dice dominante e si indica con la lettera maiuscola, mentre quello che resta nascosto si dice recessivo e si indica con la stessa lettera minuscola. Nei piselli di Mendel, incrociando una pianta omozigote a fiore viola (VV) con una omozigote a fiore bianco (vv), tutta la F1 risultava costituita da piante a fiore viola con genotipo Vv. È fondamentale capire che l'allele recessivo non scompare nei figli: rimane silenzioso nel genotipo e potrà riemergere nelle generazioni successive. Un caso quotidiano riguarda il colore degli occhi: in molte famiglie i nonni hanno gli occhi marroni, i genitori pure, ma un nipote nasce con gli occhi azzurri perché entrambi i genitori sono eterozigoti e portano nascosto l'allele recessivo. Questa legge si chiama anche "dell'uniformità" perché tutti i figli della F1 hanno fenotipo identico, una previsione che Mendel verificò centinaia di volte sui suoi piselli.

La seconda legge: la segregazione degli alleli

La seconda legge, detta della segregazione, è il cuore della genetica mendeliana e spiega cosa accade incrociando tra loro due individui della F1 per ottenere la seconda generazione filiale (F2). Mendel osservò che incrociando due piante Vv del pisello, nella F2 ricompariva il carattere recessivo bianco, in un rapporto fenotipico di circa tre a uno: tre piante viola ogni pianta bianca. La spiegazione è che durante la formazione dei gameti i due alleli di ogni gene si separano, finendo in cellule sessuali diverse, in modo che ogni gamete ne contenga uno solo. Per visualizzare questo incrocio si usa uno strumento grafico chiamato quadrato di Punnett, una tabella in cui sulle righe e sulle colonne si scrivono i gameti dei due genitori e nelle caselle interne i possibili genotipi dei figli. Dall'incrocio Vv x Vv si ottiene il rapporto genotipico 1 VV : 2 Vv : 1 vv, che corrisponde a un rapporto fenotipico 3 viola : 1 bianco perché gli individui VV e Vv mostrano entrambi il colore viola. Un esempio concreto si trova nella fibrosi cistica nell'uomo: due genitori sani entrambi portatori sani (eterozigoti) hanno una probabilità del 25 per cento ad ogni gravidanza di avere un figlio malato omozigote.

La terza legge: l'assortimento indipendente

La terza legge, detta dell'assortimento indipendente, riguarda l'eredità contemporanea di due o più caratteri ed estende il discorso ai cosiddetti incroci diibridi. Mendel incrociò piante omozigoti per due caratteri, come il colore (giallo dominante, verde recessivo) e la forma del seme (liscio dominante, rugoso recessivo), e nella F2 ottenne un rapporto fenotipico costante: 9 gialli lisci, 3 gialli rugosi, 3 verdi lisci, 1 verde rugoso. Questo significa che i due caratteri si trasmettono in maniera indipendente uno dall'altro, perché gli alleli di geni diversi si distribuiscono nei gameti senza influenzarsi reciprocamente. Oggi sappiamo che questa legge vale soltanto per geni situati su cromosomi diversi o molto distanti sullo stesso cromosoma, perché i geni vicini tendono ad essere ereditati insieme in un fenomeno chiamato concatenazione o linkage. Un esempio quotidiano riguarda l'eredità contemporanea del colore degli occhi e della capacità di arrotolare la lingua: poiché sono caratteri controllati da geni indipendenti, sapere il colore degli occhi non aiuta a prevedere la lingua arrotolabile. Un altro esempio interessante è il colore del pelo e la lunghezza nei gatti, dove diverse combinazioni si presentano nelle cucciolate proprio nei rapporti previsti da Mendel.

Oltre Mendel: dominanza incompleta, codominanza e gruppi sanguigni

Le leggi di Mendel descrivono il caso più semplice, ma esistono molti caratteri ereditari che seguono regole leggermente diverse senza per questo contraddire i suoi principi. Si parla di dominanza incompleta quando l'eterozigote mostra un fenotipo intermedio tra i due omozigoti, come nella bocca di leone, dove incrociando piante a fiori rossi (RR) con piante a fiori bianchi (rr) si ottiene una F1 tutta a fiori rosa (Rr). Si parla invece di codominanza quando entrambi gli alleli si esprimono contemporaneamente nell'eterozigote, come nel pelo di certi bovini, dove peli rossi e peli bianchi coesistono dando un mantello roano. Un esempio fondamentale è il sistema dei gruppi sanguigni AB0 nell'uomo, controllato da tre alleli (I^A, I^B, i) di cui i primi due sono codominanti tra loro e dominanti sul terzo recessivo. Una persona con genotipo I^A I^B ha gruppo sanguigno AB perché entrambi gli antigeni vengono prodotti sui globuli rossi, mentre una persona con genotipo I^A i ha gruppo A. Questi fenomeni mostrano che la genetica è più ricca di quanto Mendel potesse immaginare, ma il suo metodo statistico resta valido per analizzarla.

Eredità legata al sesso e malattie genetiche

Negli organismi a riproduzione sessuata esistono cromosomi che determinano il sesso, e nell'uomo sono i cromosomi X e Y: le femmine hanno due X, mentre i maschi hanno una X e una Y. I geni situati sul cromosoma X seguono un'eredità particolare detta eredità legata al sesso, perché un maschio possiede una sola copia di ogni gene presente sull'X e quindi manifesta sempre il carattere, anche se recessivo. Questo spiega perché malattie come l'emofilia o il daltonismo siano molto più frequenti nei maschi che nelle femmine, dato che le femmine devono essere omozigoti recessive per manifestarle. Una donna eterozigote per il daltonismo, detta portatrice sana, vede normalmente i colori ma può trasmettere l'allele a metà dei suoi figli maschi, che saranno daltonici. Un esempio storico riguarda la regina Vittoria d'Inghilterra, portatrice sana di emofilia che trasmise la malattia a numerosi discendenti delle famiglie reali europee, compreso lo zarevic russo Alessio. Studiare l'eredità legata al sesso attraverso gli alberi genealogici è ancora oggi uno strumento essenziale del consulente genetico per valutare il rischio di trasmissione delle malattie ereditarie.

Ricorda

I punti chiave di questa lezione sono:

  1. Ogni carattere è controllato da un gene, che esiste in versioni diverse chiamate alleli, presenti in doppia copia negli organismi diploidi.
  2. Il genotipo è l'informazione genetica scritta nel DNA, mentre il fenotipo è la manifestazione visibile del carattere.
  3. La prima legge di Mendel afferma che la F1 di un incrocio tra omozigoti puri è uniforme e mostra il carattere dominante.
  4. La seconda legge prevede la segregazione degli alleli nei gameti, con un rapporto fenotipico 3:1 nella F2 di un incrocio monoibrido.
  5. La terza legge afferma l'assortimento indipendente di geni situati su cromosomi diversi, con un rapporto 9:3:3:1 nella F2 di un incrocio diibrido.
  6. Esistono eccezioni come la dominanza incompleta, la codominanza, l'allelia multipla e l'eredità legata al sesso, che arricchiscono il quadro mendeliano.

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: immagina di incrociare due piante eterozigoti per il colore del fiore (Vv x Vv) e disegna il quadrato di Punnett completo. Indica genotipi e fenotipi della F2 con i relativi rapporti, poi prova a calcolare la probabilità che un figlio scelto a caso sia portatore sano (eterozigote) del carattere bianco. Infine, scrivi con parole tue perché l'allele recessivo non scompare nella F1 ma ricompare nella F2, motivando la tua risposta con il concetto di segregazione.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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