I numeri naturali e interi

SpiegazioneLiceo · 1ªmatematica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Introduzione

I numeri naturali e interi sono i mattoni di tutta la matematica: con essi contiamo, ordiniamo, misuriamo e iniziamo a ragionare in modo astratto.

Quando entri al liceo porti con te un bagaglio di numeri che usi da sempre, ma raramente ti sei chiesto come funzionano davvero al loro interno. Capire la struttura dei numeri naturali e degli interi significa scoprire le regole nascoste dietro al gesto semplice di contare le pagine di un libro o di registrare una temperatura sottozero. In questa unità imparerai a riconoscere le proprietà delle operazioni, a distinguere multipli e divisori, e a muoverti con sicurezza sulla retta dei numeri. Vedrai che persino la scelta di chiamare zero un numero naturale è frutto di una convenzione precisa, non di un capriccio. Affronteremo il discorso con rigore, ma sempre partendo da situazioni concrete che incontri ogni giorno. Alla fine sarai in grado di giustificare ogni passaggio dei tuoi calcoli, e non solo di eseguirli meccanicamente.

L'insieme dei numeri naturali

L'insieme dei numeri naturali si indica con il simbolo N e contiene 0, 1, 2, 3, 4 e così via, senza mai fermarsi. Si tratta di un insieme infinito ma discreto, perché tra due numeri consecutivi come 7 e 8 non esiste alcun altro naturale. Ogni numero naturale possiede un successore unico, che si ottiene aggiungendo 1, e questa proprietà permette di costruire l'intero insieme partendo da zero. Pensa a quando conti i gradini di una scala: parti dal primo e prosegui aggiungendo sempre uno, senza mai poterti fermare a metà di un gradino. Allo stesso modo, se conti le caramelle in un sacchetto, otterrai un risultato che è certamente un numero naturale e non frazionario. Nei testi italiani si include lo zero in N, mentre alcune tradizioni straniere lo escludono: noi seguiremo la convenzione italiana standard.

Le operazioni interne e le loro proprietà

In N si possono sempre eseguire addizione e moltiplicazione, e il risultato resta ancora un numero naturale: si dice che queste operazioni sono interne all'insieme. La sottrazione invece non è sempre eseguibile, perché 3 meno 7 non dà un naturale, e la divisione esatta funziona soltanto quando il dividendo è multiplo del divisore. Le proprietà fondamentali sono la commutativa, per cui 4+9 = 9+4, e l'associativa, per cui (2+3)+5 = 2+(3+5). La proprietà distributiva collega addizione e moltiplicazione e dice che 6·(4+3) = 6·4+6·3, una regola utilissima per i calcoli rapidi a mente. Se stai preparando 6 sacchetti contenenti 4 mele rosse e 3 mele verdi ciascuno, puoi contare prima le mele di ogni sacchetto e poi moltiplicare, oppure contare separatamente rosse e verdi e sommare: il risultato è identico. Lo zero è l'elemento neutro dell'addizione e l'uno è l'elemento neutro della moltiplicazione.

Multipli, divisori e numeri primi

Un numero naturale a si dice multiplo di b se esiste un naturale k tale che a = b·k, e in tal caso b è un divisore di a. Per esempio 18 è multiplo di 6 perché 18 = 6·3, e quindi 6 è uno dei divisori di 18 insieme a 1, 2, 3, 9 e 18 stesso. Un numero naturale maggiore di 1 si dice primo se ha esattamente due divisori distinti, ossia 1 e sé stesso, come accade per 2, 3, 5, 7, 11 e 13. I numeri con più di due divisori si chiamano composti e possono sempre essere scritti come prodotto di fattori primi in modo essenzialmente unico. Se devi distribuire 24 caramelle in sacchetti uguali, i possibili formati dei sacchetti corrispondono esattamente ai divisori di 24, cioè 1, 2, 3, 4, 6, 8, 12 e 24 caramelle ciascuno. Questa proprietà di scomposizione unica si chiama teorema fondamentale dell'aritmetica e sarà la base per calcolare MCD e mcm.

Massimo comune divisore e minimo comune multiplo

Il massimo comune divisore di due numeri, indicato con MCD, è il più grande naturale che li divide entrambi, mentre il minimo comune multiplo, indicato con mcm, è il più piccolo naturale positivo che è multiplo di entrambi. Per calcolarli si scompongono i numeri in fattori primi: per il MCD si prendono i fattori comuni con l'esponente minore, per il mcm tutti i fattori comuni e non comuni con l'esponente maggiore. Calcoliamo per esempio MCD e mcm di 12 e 18, scomponendo come 12 = 2²·3 e 18 = 2·3²: otteniamo MCD = 2·3 = 6 e mcm = 2²·3² = 36. Un caso quotidiano: se due autobus partono dalla stessa fermata, uno ogni 12 minuti e l'altro ogni 18 minuti, si ritroveranno insieme dopo 36 minuti, esattamente il mcm. Un secondo esempio è quello del piastrellaio che vuole rivestire un pavimento di 12 metri per 18 metri con piastrelle quadrate identiche e il più grandi possibile: il lato sarà 6 metri, cioè il massimo comune divisore. Questi due concetti tornano utilissimi anche con le frazioni.

Dai naturali agli interi

L'insieme dei numeri interi, indicato con Z, estende N introducendo anche i numeri negativi: ...-3, -2, -1, 0, 1, 2, 3... Questa estensione nasce dal bisogno di rendere sempre eseguibile la sottrazione, così che operazioni come 5-9 abbiano sempre un risultato, in questo caso -4. Ogni intero possiede un opposto, cioè un numero che sommato ad esso dà zero: l'opposto di 7 è -7 e l'opposto di -3 è 3. Sulla retta orientata i numeri positivi stanno a destra dello zero e i negativi a sinistra, alla stessa distanza dallo zero del loro opposto. Pensa al termometro: una temperatura di +5 gradi e una di -5 gradi distano entrambe cinque tacche dallo zero, ma in direzioni opposte. Allo stesso modo, se hai 20 euro in tasca ma un debito di 25 euro, la tua disponibilità reale è -5 euro.

Operazioni con i numeri interi

Per sommare due interi con lo stesso segno si sommano i valori assoluti e si mantiene il segno comune, come in (-4)+(-7) = -11. Per sommare due interi di segno opposto si sottrae il valore assoluto minore da quello maggiore e si conserva il segno del numero con valore assoluto maggiore, come in (-9)+5 = -4. Nella moltiplicazione e nella divisione vale la regola dei segni: due segni uguali danno risultato positivo, due segni diversi danno risultato negativo, quindi (-6)·(-4) = 24 mentre (-6)·4 = -24. Un esempio quotidiano: se per quattro giorni di seguito la temperatura scende di 3 gradi, la variazione totale è 4·(-3) = -12 gradi. Un altro esempio: se un sub scende di 2 metri ogni secondo, in 7 secondi avrà compiuto uno spostamento di -14 metri rispetto alla superficie, una profondità misurabile sulla retta verticale. Il valore assoluto di un intero, indicato con |x|, rappresenta la sua distanza dallo zero ed è sempre non negativo.

Potenze ed espressioni con i numeri interi

Una potenza è una scrittura abbreviata per indicare un prodotto di fattori uguali: a^n significa moltiplicare a per sé stesso n volte, dove a è la base e n l'esponente. Le proprietà fondamentali sono: a^n·a^m = a^(n+m), a^n : a^m = a^(n-m), (a^n)^m = a^(n·m), e infine a^0 = 1 per ogni a diverso da zero. Con le basi negative bisogna fare attenzione: (-2)^3 = -8 perché l'esponente dispari conserva il segno, mentre (-2)^4 = 16 perché l'esponente pari produce un risultato positivo. Nelle espressioni miste si rispetta sempre l'ordine: prima le potenze, poi moltiplicazioni e divisioni da sinistra a destra, infine addizioni e sottrazioni, considerando le parentesi come priorità assoluta. Per esempio, in 3+2·5² si calcola prima 5² = 25, poi 2·25 = 50, infine 3+50 = 53. Se invece avessimo scritto (3+2)·5², avremmo ottenuto 5·25 = 125, un risultato molto diverso.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: calcola il valore dell'espressione (-3)²·(5-8) + 2³·(-1) e poi determina MCD e mcm dei numeri 20 e 28. Scrivi tutti i passaggi e confronta il segno finale con la regola dei segni che hai studiato.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.liceo-classico.matematica.cl5.calcolo-infinitesimale.01 — Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. Da revisionare.

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