I monomi: il primo passo nel calcolo letterale

SpiegazioneLiceo · 1ªmatematica

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I monomi sono mattoncini matematici fatti di numeri e lettere moltiplicati tra loro: imparare a maneggiarli è il primo passo per costruire formule, risolvere equazioni e descrivere il mondo con il linguaggio dell'algebra.

Che cos'è un monomio

Un monomio è una espressione algebrica formata dal prodotto di un numero, detto coefficiente, e di una o più lettere elevate a esponenti naturali, dette parte letterale. Non compaiono mai segni di addizione o di sottrazione tra termini diversi: se trovi un più o un meno che separa due gruppi, allora hai davanti un polinomio, non un monomio. Anche un semplice numero, come 7 o -3, è considerato un monomio, perché lo si può immaginare moltiplicato per una lettera elevata a zero. Allo stesso modo, una singola lettera come x rappresenta un monomio con coefficiente uguale a 1. Pensa a un monomio come a un'etichetta che descrive una quantità variabile: per esempio l'area di un quadrato di lato l si scrive l², ed è un monomio. Anche il prezzo totale di n quaderni che costano 2 euro l'uno si scrive 2n, ed è il classico esempio di monomio nella vita quotidiana.

Forma normale e parti del monomio

Un monomio si dice in forma normale quando il coefficiente numerico è scritto una sola volta all'inizio e ciascuna lettera compare una sola volta con il proprio esponente. Per esempio, l'espressione 3·a·a·b·5 non è in forma normale, ma diventa 15a²b una volta riordinata e raccolta. Riconoscere le parti è semplice: nel monomio -4x³y² il coefficiente è -4, la parte letterale è x³y², gli esponenti sono 3 per la x e 2 per la y. Nella vita reale, se vendi t-shirt a 8 euro l'una e ne consegni q pezzi, l'incasso 8q è già un monomio in forma normale. Allo stesso modo, il volume di una scatola con spigoli a, b, c si scrive abc: un prodotto pulito, senza ripetizioni inutili. Mettere sempre i monomi in forma normale rende più facili i calcoli successivi e riduce gli errori.

Grado di un monomio

Il grado di un monomio rispetto a una lettera è l'esponente con cui quella lettera compare, mentre il grado complessivo è la somma di tutti gli esponenti delle lettere. Per esempio, il monomio 6x²y³ ha grado 2 rispetto a x, grado 3 rispetto a y e grado complessivo 5. I monomi che sono solo numeri, come -9, hanno grado zero, perché non contengono lettere visibili. Capire il grado è utile per ordinare i monomi e per prevedere il comportamento di una formula: se l'area di un cerchio è πr², sai subito che cresce con il quadrato del raggio, cioè molto velocemente. Anche il volume di un cubo di spigolo s, scritto s³, ti dice che raddoppiando lo spigolo il volume diventa otto volte più grande, perché il grado è 3. Il grado, quindi, non è solo un'etichetta tecnica, ma una vera informazione fisica sul fenomeno descritto.

Monomi simili, uguali e opposti

Due monomi si dicono simili quando hanno la stessa parte letterale, cioè le stesse lettere con gli stessi esponenti, indipendentemente dal coefficiente. Per esempio 4a²b e -7a²b sono simili, mentre 4a²b e 4ab² non lo sono, perché gli esponenti delle lettere sono scambiati. Due monomi simili si dicono uguali se hanno anche lo stesso coefficiente, e si dicono opposti se i coefficienti sono numeri opposti, come 5xy e -5xy. Questa distinzione è fondamentale perché, come vedremo, solo i monomi simili si possono sommare e sottrarre direttamente. Pensa a un cestino con 3 mele e poi a un altro con 5 mele: 3m+5m fa 8m, perché si tratta della stessa cosa. Invece 3 mele e 5 pere restano cose diverse e non si possono fondere in un unico numero senza perdere informazione.

Addizione e sottrazione tra monomi

L'addizione e la sottrazione di monomi si possono eseguire solo tra monomi simili, sommando o sottraendo i coefficienti e lasciando invariata la parte letterale. Per esempio, 6x²y + 2x²y = 8x²y, mentre 6x²y + 2xy² resta così come è perché i due monomi non sono simili. Se vuoi capire perché, immagina di contare oggetti diversi: 6 scatole da x²y caramelle più 2 scatole identiche fanno 8 scatole, ma se le scatole contengono numeri diversi di caramelle non possiamo fondere il conteggio. Un esempio classico è il perimetro di un rettangolo di lati a e b: 2a + 2b non si semplifica ulteriormente, perché 2a e 2b non sono simili. Invece, se sommi la lunghezza di tre matite da x cm e due matite da x cm, ottieni 3x + 2x = 5x, perché tutte le matite hanno la stessa lunghezza letterale. Quando i monomi sono opposti, la loro somma vale zero, esattamente come +5 e -5 si annullano.

Moltiplicazione, divisione e potenza

La moltiplicazione tra monomi si svolge sempre, anche se non sono simili: si moltiplicano i coefficienti tra loro e si sommano gli esponenti delle lettere uguali, applicando la proprietà delle potenze. Per esempio (3a²b)·(-2ab³) dà -6a³b⁴, perché 3·(-2) fa -6, gli esponenti di a si sommano in 2+1=3 e quelli di b in 1+3=4. La divisione tra monomi è possibile quando il dividendo contiene tutte le lettere del divisore con esponenti almeno uguali: si dividono i coefficienti e si sottraggono gli esponenti delle lettere uguali. Per esempio 12x⁵y³ : 4x²y = 3x³y², ottenuto come 12:4=3, 5-2=3 e 3-1=2. La potenza di un monomio si calcola elevando il coefficiente alla potenza indicata e moltiplicando ogni esponente della parte letterale per lo stesso numero, come in (2xy²)³ = 8x³y⁶. Un esempio quotidiano: se un quadrato ha lato 3a, la sua area è (3a)² = 9a², e questo ti mostra subito quanto velocemente cresce rispetto al lato.

MCD e mcm tra monomi

Il massimo comun divisore (MCD) tra monomi si trova prendendo il MCD dei coefficienti e, per ogni lettera comune a tutti, l'esponente più piccolo con cui compare. Per esempio, il MCD tra 12a³b² e 18a²b⁴ è 6a²b², perché MCD(12,18)=6, il minimo esponente di a è 2 e quello di b è 2. Il minimo comune multiplo (mcm) si trova invece prendendo il mcm dei coefficienti e tutte le lettere che compaiono, ciascuna con l'esponente più grande: nello stesso esempio si ottiene 36a³b⁴. Queste due operazioni sono molto utili nella scomposizione e nella semplificazione di frazioni algebriche, che incontrerai presto. Pensa a quando devi tagliare nastri colorati di lunghezze diverse in pezzi uguali della massima lunghezza possibile: l'idea del MCD è proprio quella, tradotta nel linguaggio delle lettere. Allo stesso modo, il mcm ti serve per trovare un denominatore comune e mettere insieme misure espresse in unità differenti.

Ricorda

Verifica sul quaderno: dato il monomio A = -6x³y² e il monomio B = 4x²y, scrivi entrambi in forma normale (sono già normali), indica grado e coefficiente di ciascuno, stabilisci se sono simili e poi calcola A·B, A:B e (B)². Controlla infine il MCD e il mcm tra A e B. Confronta i risultati con un compagno e spiega a voce ogni passaggio: dovresti ottenere A·B = -24x⁵y³, A:B = -3/2·xy, (B)² = 16x⁴y², MCD = 2x²y, mcm = 12x³y².

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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