Torquato Tasso (1544-1595) è l'ultimo grande poeta del Rinascimento e il primo annunciatore della sensibilità barocca: con la Gerusalemme liberata cerca di conciliare le esigenze del poema epico classico con i principi della Controriforma.
La vita di Tasso è segnata da una continua inquietudine intellettuale e personale, che si riflette nella sua opera maggiore. Educato presso le corti di Urbino e Ferrara, il poeta visse l'epoca del Concilio di Trento e dovette confrontarsi con un clima culturale rigido, in cui la letteratura era sottoposta al controllo dell'autorità religiosa. La sua sensibilità tormentata, aggravata da una grave forma di crisi psichica, lo portò a un lungo internamento nell'ospedale di Sant'Anna a Ferrara, dove restò dal 1579 al 1586. Proprio in questi anni di sofferenza il poema circolava in edizioni non autorizzate, suscitando ammirazione e polemiche. Tasso incarna così la figura dell'artista diviso tra le aspirazioni alte della poesia e i vincoli imposti dal contesto storico. La sua biografia diventa quasi il simbolo della crisi dei valori rinascimentali alla fine del Cinquecento.
La struttura e le tensioni del poema
La Gerusalemme liberata, pubblicata nel 1581, è un poema epico in venti canti scritto in ottave di endecasillabi, secondo la tradizione di Ariosto e Boiardo. La materia è storica e religiosa: Tasso racconta gli ultimi mesi della prima crociata (1099) e la conquista di Gerusalemme da parte dei cristiani guidati da Goffredo di Buglione. Accanto al filone storico-militare, però, si sviluppano numerosi episodi privati, dominati dall'amore, dalla magia e dal meraviglioso. Il poeta intreccia continuamente i due piani: ad esempio, l'amore di Tancredi per la guerriera saracena Clorinda culmina nel duello notturno in cui il cavaliere uccide inconsapevolmente l'amata, scoprendone il volto solo dopo averla battezzata in punto di morte. Questa scena, contenuta nel canto XII, mostra la tensione costante tra dovere religioso e passione individuale. La struttura del poema riflette così la ricerca di un equilibrio difficile tra unità d'azione classica e varietà romanzesca.
I temi, la poetica e la Controriforma
Nel Discorsi dell'arte poetica e poi nei Discorsi del poema eroico, Tasso teorizza un poema unitario, verosimile e moralmente edificante, in cui il meraviglioso sia compatibile con la fede cristiana. Per questo motivo gli incantesimi e gli interventi soprannaturali non derivano più dalla mitologia pagana, ma dagli angeli, dai demoni e dai maghi della tradizione cristiana. Il poeta sente però fortemente il fascino dei sentimenti umani e introduce figure femminili intense come Armida, la maga che seduce i crociati con i suoi incantesimi, ed Erminia, innamorata non corrisposta di Tancredi. Questi personaggi rivelano la sensibilità malinconica e introspettiva del poeta, che dà voce alle passioni anche quando le condanna. Tale tensione interna spinse Tasso a una lunga revisione del testo, sfociata nella Gerusalemme conquistata del 1593, più aderente ai canoni controriformistici ma artisticamente meno felice. La critica novecentesca ha individuato proprio nel contrasto tra norma e desiderio la cifra più autentica della poesia tassiana.
Ricorda
- Tasso scrive in un'epoca di Controriforma e cerca di conciliare il poema epico classico con la morale cristiana.
- La Gerusalemme liberata (1581) racconta in venti canti e in ottave la conquista di Gerusalemme durante la prima crociata, alternando episodi storici e vicende sentimentali.
- Il poeta teorizza unità, verosimiglianza e meraviglioso cristiano, ma la sua poesia vive di una tensione costante tra dovere e passione.
- Piccolo esercizio sul quaderno: scrivi un breve paragrafo (8-10 righe) in cui spieghi, con parole tue, perché la vicenda di Tancredi e Clorinda può essere considerata emblematica della poetica di Tasso. Cita almeno due elementi del poema (ad esempio l'ambientazione storica e il tema religioso) e indica un possibile contrasto interiore vissuto dal personaggio.