Torquato Tasso e la Gerusalemme liberata

SpiegazioneLiceo · 4ªitaliano

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La Gerusalemme liberata è il poema con cui Torquato Tasso ha cercato di conciliare il piacere dell'avventura cavalleresca con la serietà religiosa della Controriforma, dando vita a un capolavoro tormentato come il suo autore.

Un autore inquieto tra le corti del Cinquecento

Torquato Tasso nacque a Sorrento nel 1544 e morì a Roma nel 1595, attraversando un'epoca di profonde tensioni religiose, politiche e culturali. Figlio di Bernardo, anch'egli poeta, ricevette una formazione raffinatissima a Padova e a Bologna, dove studiò filosofia, retorica e teologia con maestri di prim'ordine. La sua vita si svolse soprattutto presso la corte estense di Ferrara, allora capitale di una vivace cultura cortigiana, dove servì il duca Alfonso II d'Este. La sua esistenza fu segnata da una profonda inquietudine psicologica, tra crisi mistiche, sospetti di eresia e timori di essere giudicato dai potenti. Per comprendere il suo carattere, si pensi a uno studente brillante che, terminata un'interrogazione perfetta, torna a casa convinto di aver sbagliato tutto e chiede al professore di rivedere ogni risposta. Proprio questa ipersensibilità lo condusse, tra il 1579 e il 1586, alla reclusione nell'ospedale di Sant'Anna a Ferrara, dove visse anni dolorosi ma intellettualmente fecondi.

Il progetto del poema: epica cristiana e Controriforma

La Gerusalemme liberata, composta nella sua redazione principale tra il 1559 e il 1575, racconta la prima crociata e la conquista di Gerusalemme da parte dell'esercito cristiano guidato da Goffredo di Buglione nel 1099. Tasso scelse questo soggetto perché voleva scrivere un'epica seria, fondata su un evento storico vero e di rilievo religioso, rispondendo così alle indicazioni del Concilio di Trento sul ruolo educativo dell'arte. Il poema vuole rispettare le regole aristoteliche dell'unità di azione, tempo e luogo, concentrando la vicenda nell'ultimo periodo dell'assedio e attorno al comando di un solo eroe. Tasso teorizzò questo modello nei Discorsi dell'arte poetica e nei successivi Discorsi del poema eroico, dove difese la possibilità di un'epica moderna degna degli antichi. Si può pensare al suo lavoro come a quello di un regista che, dovendo girare un film storico, sceglie un singolo episodio decisivo e taglia tutto il superfluo per dare al pubblico un racconto coeso. Proprio per questa ambizione, il poema si pone come risposta cristiana all'Iliade omerica e all'Eneide virgiliana, ma anche come correzione del modello ariostesco, giudicato troppo dispersivo.

Trama e struttura: venti canti tra guerra, amore e magia

Il poema è composto da venti canti in ottave di endecasillabi e si apre con la celebre invocazione "Canto l'arme pietose e 'l capitano / che 'l gran sepolcro liberò di Cristo". La narrazione segue l'assedio di Gerusalemme nei suoi mesi finali, alternando episodi di battaglia, duelli singolari, missioni segrete e vicende sentimentali. Accanto a Goffredo, capo prudente e devoto, spiccano i grandi guerrieri cristiani come Tancredi, Rinaldo, il vecchio Raimondo e il fiero Argante, mentre dalla parte musulmana agiscono il re Aladino, il mago Ismeno e i comandanti Solimano e Clorinda. Il poema intreccia tre linee narrative principali: la guerra santa, le storie d'amore (Tancredi e Clorinda, Rinaldo e Armida, Erminia e Tancredi) e l'azione del soprannaturale, distinto in meraviglioso cristiano (angeli, miracoli) e meraviglioso pagano (maghi, incantesimi). Per immaginare la struttura si può pensare a una grande serie televisiva in venti puntate, in cui ogni episodio fa avanzare la trama principale ma sviluppa anche sottotrame emotive che conquistano il pubblico. Questa varietà rende il poema ricco e ancora oggi appassionante, nonostante la sua serietà religiosa.

I temi: dovere, amore, conflitto interiore

Il cuore della Gerusalemme liberata è la tensione tra il dovere e la passione, tra l'obbedienza alla missione collettiva e gli slanci individuali del cuore. Goffredo rappresenta la ragione ordinatrice, mentre Rinaldo incarna la forza giovanile che rischia di smarrirsi tra le seduzioni di Armida, la maga che cerca di distruggere l'esercito cristiano facendo innamorare i suoi guerrieri. L'episodio del giardino di Armida mostra in modo esemplare il pericolo dell'oblio: Rinaldo, dimentico del proprio ruolo, viene strappato all'incanto dai compagni che gli mostrano il proprio volto in uno scudo lucente. Anche la storia di Tancredi e Clorinda, conclusa con il duello notturno in cui il cavaliere uccide senza saperlo la donna amata, illustra il dolore di un mondo in cui amore e guerra non possono coesistere. Si pensi alla scelta di uno studente che deve preparare un'interrogazione importante mentre l'amica del cuore lo invita a uscire: il poema trasforma in tragedia eroica quel piccolo, quotidiano conflitto tra desiderio e responsabilità. Per questo Tasso piacque ai Romantici, che lessero nei suoi personaggi un'anima moderna, divisa e sofferente.

Stile, fortuna e la "Gerusalemme conquistata"

Lo stile della Gerusalemme liberata è solenne, musicale, ricco di figure retoriche raffinate come l'antitesi, l'ossimoro e l'enjambement, capaci di esprimere stati d'animo contraddittori. Tasso usa un linguaggio elevato, ma sa anche commuovere con immagini delicate, come quando descrive la fuga di Erminia tra i pastori o il lamento di Tancredi accanto al corpo di Clorinda. Tormentato dai dubbi religiosi, sottopose il poema al giudizio di severi revisori, che lo spinsero a modificare molti passi giudicati troppo profani o sentimentali. Insoddisfatto, nel 1593 pubblicò una versione corretta col titolo Gerusalemme conquistata, più ortodossa ma considerata dai lettori artisticamente inferiore. La fortuna del poema fu straordinaria: tradotto in molte lingue, ispirò musicisti come Monteverdi e Händel, pittori come Poussin e scrittori come Goethe e Leopardi. Pensare al successo del poema è un po' come pensare a un romanzo contemporaneo che diventa serie televisiva, film, videogioco e fumetto, accompagnando generazioni di lettori con nuovi sguardi sempre diversi.

Ricorda

Esercizio di verifica attivo: prendi il quaderno e, in non più di dieci righe, immagina di essere Rinaldo nel giardino di Armida nel momento in cui vede il proprio volto riflesso nello scudo. Scrivi un breve monologo interiore in cui il personaggio riconosce il proprio errore e decide di tornare alla missione, mettendo in evidenza il conflitto tra dovere e passione che hai studiato.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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