Torquato Tasso è il grande poeta del tardo Cinquecento che, con la Gerusalemme liberata, prova a conciliare il fascino dell'avventura cavalleresca con il rigore della religione e delle regole classiche, in un'epoca segnata dalla Controriforma e da profonde inquietudini interiori.
Un poeta tra due epoche
Torquato Tasso nasce a Sorrento nel 1544 e muore a Roma nel 1595, vivendo dunque in un secolo che vede chiudersi la stagione luminosa del Rinascimento e aprirsi quella più cupa e tormentata della Controriforma. Figlio del poeta Bernardo, segue il padre nei suoi spostamenti tra Urbino, Venezia, Padova e Bologna, dove studia diritto, filosofia ed eloquenza con una formazione amplissima e cosmopolita. Già a vent'anni pubblica il poema cavalleresco Rinaldo, che gli apre le porte della corte estense di Ferrara, presso cui entrerà al servizio del cardinale Luigi e poi del duca Alfonso II d'Este. È in questa corte raffinata e competitiva che matura il progetto del suo capolavoro, in dialogo con i poemi di Boiardo e Ariosto. Per capirlo basta pensare a quanto un giovane di oggi possa essere influenzato dalla città in cui cresce: se vive in un ambiente che premia lo studio, tenderà a interiorizzarne i valori. Allo stesso modo Ferrara, con i suoi spettacoli e le sue accademie, plasma il gusto raffinato e malinconico del poeta. Un secondo esempio: come un calciatore migliora allenandosi con una squadra forte, Tasso affina il suo stile confrontandosi con i grandi modelli classici e con i letterati di corte.
Una vita inquieta e tormentata
La biografia di Tasso è segnata da una inquietudine profonda, che lo accompagna come un'ombra dall'infanzia fino agli ultimi anni di vita. Da bambino perde la madre Porzia in circostanze poco chiare e viene separato dal padre, vivendo questo distacco come una ferita originaria che riaffiora nelle sue lettere e nei suoi versi. Da adulto soffre di crisi nervose, sospetti di eresia, fughe improvvise dalla corte e, dal 1579 al 1586, viene rinchiuso per ordine del duca nell'ospedale di Sant'Anna a Ferrara, una sorta di manicomio dell'epoca. In quegli anni continua a scrivere lettere, dialoghi e poesie, ma si convince anche di essere perseguitato e di sentire voci, in un misto di disagio psichico e di tensione spirituale autentica. Per comprendere questa condizione possiamo pensare a un atleta sotto pressione costante, che vive ogni gara come una prova totale del suo valore: l'ansia di perfezione gli toglie il sonno. Un altro esempio quotidiano è quello di uno studente molto scrupoloso che, prima di consegnare un tema, lo riscrive dieci volte temendo sempre l'errore: in Tasso questo scrupolo diventa una vera e propria ossessione esistenziale.
Il progetto della Gerusalemme liberata
La Gerusalemme liberata è un poema eroico in venti canti, scritto in ottave di endecasillabi (ABABABCC), pubblicato nella forma definitiva nel 1581, ma circolato anche in versioni non autorizzate. L'argomento centrale è la prima Crociata del 1099, con la conquista di Gerusalemme da parte dei cristiani guidati da Goffredo di Buglione. Tasso sceglie un soggetto storico, vero e religiosamente significativo, perché vuole rispondere alle critiche che la Controriforma muoveva ai poemi cavallereschi, accusati di essere troppo fantasiosi e poco edificanti. Allo stesso tempo egli desidera competere con Ariosto, autore del Furioso, proponendo un'opera unitaria, severa e moralmente impegnata, ma capace di emozionare. Per fare un paragone, è come quando un regista decide di girare un film tratto da fatti reali, invece di inventare la trama: guadagna in profondità storica, ma deve faticare per renderla appassionante. Un altro esempio è quello di un videogioco ispirato a una battaglia storica: il giocatore vive l'avventura sapendo che dietro c'è un evento documentato, e questo aumenta il senso di importanza dell'azione.
La trama e i personaggi principali
Il poema si apre con i crociati ormai vicini a Gerusalemme, dopo sei anni di guerra, e si chiude con la liberazione della città e la preghiera di Goffredo al sepolcro di Cristo, in una struttura circolare e unitaria. Goffredo di Buglione, scelto capitano supremo dall'arcangelo Gabriele, rappresenta la virtù razionale, la fede e l'obbedienza al disegno divino, in opposizione alle passioni che agitano gli altri eroi. Accanto a lui agiscono Rinaldo, giovane guerriero ardente di gloria; Tancredi, cavaliere innamorato della guerriera pagana Clorinda; Erminia, principessa di Antiochia segretamente innamorata di Tancredi; e Argante, fiero campione musulmano. Sul fronte avverso troviamo il re Aladino, il mago Ismeno e soprattutto la maga Armida, mandata dalle forze infernali per sedurre i crociati e distoglierli dalla guerra. Per ricordare meglio questi ruoli si può immaginare una squadra di calcio: Goffredo è l'allenatore e capitano che mantiene la disciplina, Rinaldo è il bomber talentuoso ma indisciplinato, Tancredi il regista sensibile e fragile. Allo stesso modo, in un romanzo fantasy contemporaneo, Goffredo sarebbe il leader giusto, Rinaldo l'eroe che deve maturare, Armida l'antagonista affascinante e ambigua.
I temi: armi, amori e meraviglioso cristiano
Il celebre incipit «Canto l'arme pietose e 'l capitano» annuncia subito il programma del poema: cantare le armi, cioè la guerra santa, ma anche la pietà religiosa e la grandezza del capitano cristiano. Accanto al tema epico-religioso si sviluppano i grandi episodi amorosi, come gli amori infelici di Tancredi e Clorinda, di Erminia per Tancredi e di Rinaldo per Armida, che mostrano la forza e i pericoli della passione. Il poema mette in scena anche il cosiddetto «meraviglioso cristiano», cioè interventi soprannaturali in chiave religiosa: angeli che incoraggiano i crociati, demoni che ostacolano la missione, prodigi che confermano il piano provvidenziale di Dio. Si tratta di una scelta diversa rispetto al meraviglioso pagano e fiabesco di Ariosto, perché nasce dall'esigenza controriformistica di mostrare un mondo dominato dalla verità religiosa. Un esempio attuale aiuta a capire: è come un film di supereroi in cui i poteri straordinari servono sempre a difendere un bene morale dichiarato, non solo a stupire. Un altro esempio è quello di un romanzo storico che inserisce sogni profetici dei personaggi: l'elemento misterioso resta, ma viene messo al servizio di un significato più alto.
Lingua, stile e poetica
Dal punto di vista linguistico, Tasso adotta un toscano letterario sostenuto, ricco di latinismi, inversioni e figure retoriche, modellato sui poemi classici di Virgilio e Omero, ma anche sul Petrarca lirico. Il suo stile è spesso definito magnifico e musicale, capace di alternare la solennità epica delle battaglie alla dolcezza patetica delle scene d'amore e di morte. Nei Discorsi dell'arte poetica e nei successivi Discorsi del poema eroico, Tasso teorizza un poema che rispetti l'unità di azione aristotelica, la verosimiglianza storica e l'utilità morale, accettando però il meraviglioso purché cristianamente fondato. Da qui nasce una continua tensione tra regola e libertà, tra dovere religioso e attrazione per il piacere poetico, che è una delle chiavi di lettura più importanti dell'opera. Per rendere l'idea, si pensi a uno chef stellato che deve preparare un piatto della tradizione: rispetta la ricetta ufficiale, ma non rinuncia a un tocco personale che la renda emozionante. Un altro paragone è quello di un musicista jazz che improvvisa su uno spartito molto preciso: deve restare dentro la struttura armonica, ma cerca anche di sorprendere l'ascoltatore.
La revisione e la Gerusalemme conquistata
Dopo la pubblicazione del 1581, Tasso non smette mai di rivedere il suo poema, tormentato dai dubbi sull'ortodossia religiosa, sulla morale di alcuni episodi amorosi e sulla congruità con le regole aristoteliche. Negli anni successivi compone una versione profondamente riscritta, intitolata Gerusalemme conquistata, pubblicata nel 1593, in cui riduce gli episodi amorosi e accentua il tono religioso e militare. La critica, tuttavia, ha quasi sempre preferito la prima versione, considerata più viva e poeticamente felice, mentre la Conquistata appare più rigida e meno emozionante. Questo doppio testo è la spia di un dramma interiore: Tasso teme che la bellezza dei suoi versi sia troppo libera e cerca di disciplinarla, ma così facendo ne sacrifica in parte la forza. Un esempio quotidiano: è come quando si scrive un tema bellissimo di getto e poi, per paura di un errore, lo si cancella riducendolo a frasi rigide e meno personali. Un altro esempio è quello di un cantautore che, dopo un grande successo, riscrive il proprio brano per renderlo «più serio» e perde la freschezza originaria.
Fortuna e influenza dell'opera
La Gerusalemme liberata ha avuto una fortuna straordinaria, in Italia e in Europa, dal Seicento fino all'età romantica, ispirando opere musicali, pittoriche e letterarie. Compositori come Monteverdi (Il combattimento di Tancredi e Clorinda), Lully, Händel e Rossini hanno tratto da essa libretti d'opera e madrigali; pittori come Tintoretto, Poussin e Tiepolo hanno raffigurato Erminia tra i pastori, Rinaldo e Armida, o la morte di Clorinda. I poeti romantici, da Goethe a Foscolo e Leopardi, hanno visto in Tasso il modello del genio incompreso e perseguitato, immaginandolo come un eroe sensibile e martire della società. Nel teatro e nel cinema novecenteschi alcuni episodi del poema sono stati riadattati per parlare del rapporto tra fede e dubbio o tra eros e dovere. Per cogliere questa eredità, si può paragonare la Liberata a un grande romanzo o film che diventa un riferimento culturale condiviso, citato per decenni nei discorsi e nelle scuole. Un altro esempio è quello di una canzone diventata un classico, che generazioni diverse continuano a riascoltare e a reinterpretare a modo loro.
Ricorda
I punti chiave da fissare nello studio sono i seguenti:
- Tasso vive nel pieno della Controriforma e scrive un poema eroico, religioso e regolato.
- La Gerusalemme liberata è in venti canti, in ottave, e racconta la prima Crociata guidata da Goffredo.
- I personaggi principali sono Goffredo, Rinaldo, Tancredi, Clorinda, Erminia, Armida, Argante, Aladino, Ismeno.
- I temi centrali sono la guerra santa, l'amore infelice, il meraviglioso cristiano, il conflitto tra dovere e passione.
- Lo stile è solenne, musicale e ricco di figure retoriche; la poetica unisce regole aristoteliche e ispirazione cristiana.
- La revisione nella Gerusalemme conquistata rivela la profonda inquietudine religiosa e psicologica del poeta.
Piccolo esercizio di verifica da svolgere sul quaderno: scegli uno dei personaggi principali (per esempio Tancredi o Armida) e scrivi un paragrafo di circa dieci righe in cui spieghi quale tema del poema rappresenta meglio, citando almeno un episodio e collegandolo al contesto storico-culturale della Controriforma; poi sottolinea nel testo le parole-chiave che hai imparato in questa lezione.