L'analisi del periodo

SpiegazioneLiceo · 2ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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L'analisi del periodo studia come si combinano più frasi all'interno di un unico discorso, distinguendo la frase principale dalle frasi che dipendono da essa o le si affiancano.

Quando parliamo o scriviamo, raramente usiamo frasi isolate: di solito le colleghiamo per esprimere pensieri complessi, sfumature di tempo, causa, scopo o condizione. L'analisi del periodo è lo strumento che ci permette di smontare questo insieme e capire come funziona. Mentre l'analisi logica osserva i ruoli all'interno di una singola frase, l'analisi del periodo guarda i rapporti tra frasi diverse legate da congiunzioni, pronomi relativi o segni di punteggiatura. Padroneggiare questa competenza ti aiuta a scrivere testi chiari e ben costruiti, a capire la prosa difficile dei manuali e a riconoscere strutture simili nelle lingue straniere. È inoltre una base indispensabile per leggere autori come Manzoni o Leopardi, che spesso costruiscono periodi lunghi e articolati.

Proposizioni: principale, coordinate e subordinate

Il periodo è una unità di senso compiuto che contiene una o più proposizioni, cioè frasi dotate ciascuna di un proprio verbo. Per individuare quante proposizioni ci sono, basta contare i verbi di modo finito e infinito che reggono una frase autonoma. La proposizione principale è quella indipendente, che si regge da sola e dà senso compiuto al periodo: di solito contiene il verbo dell'azione centrale. Accanto alla principale possono comparire proposizioni coordinate, che stanno sullo stesso piano e si uniscono tramite congiunzioni come "e", "ma", "oppure", "infatti". Le proposizioni subordinate, invece, dipendono da un'altra frase e da sola non avrebbero significato completo: sono introdotte da congiunzioni come "perché", "se", "quando", "affinché", oppure dai pronomi relativi "che", "il quale". Per esempio nel periodo "Marta è uscita presto perché doveva prendere il treno e ha lasciato un biglietto sul tavolo" la principale è "Marta è uscita presto", "perché doveva prendere il treno" è una subordinata causale e "ha lasciato un biglietto sul tavolo" è coordinata alla principale.

Gradi di subordinazione e forma del verbo

Le subordinate non dipendono sempre dalla principale: possono dipendere da un'altra subordinata, formando una catena di dipendenze. Si parla allora di subordinata di primo grado quando dipende direttamente dalla principale, di secondo grado quando dipende da una subordinata di primo grado, e così via. Riconoscere il grado è utile per disegnare uno schema ad albero del periodo, che rende visibile la sua architettura. Le subordinate inoltre si distinguono per la forma del verbo: sono esplicite quando hanno il verbo di modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale), implicite quando hanno infinito, participio o gerundio. Per esempio, la frase "Penso di partire domani" contiene una subordinata implicita oggettiva, mentre "Penso che partirò domani" la presenta in forma esplicita. Esistono molti tipi di subordinate, classificate in base alla funzione: oggettive, soggettive, causali, finali, temporali, consecutive, condizionali, concessive, relative.

Ricorda

  1. Conta i verbi per sapere quante proposizioni formano il periodo, poi individua la principale.
  2. Distingui coordinate (stesso piano) e subordinate (rapporto di dipendenza), riconoscendo le congiunzioni che le introducono.
  3. Per ogni subordinata stabilisci grado (primo, secondo, terzo) e forma (esplicita o implicita).

Esercizio attivo sul quaderno: analizza il periodo "Quando suonò la campanella, gli studenti uscirono in fretta perché volevano raggiungere l'autobus che partiva alle due". Individua la principale, le coordinate e le subordinate, indica per ciascuna il grado e di' se è esplicita o implicita.

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